Le figlie perdute della Cina

Xinran

Traduttore: V. Quercetti
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21 giugno 2012
Pagine: 244 p., Brossura
  • EAN: 9788850228522
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Descrizione
"Hai mai sistemato una bambina?" chiede insistente una contadina del villaggio alla giornalista Xinran, durante un'intervista. La giovane sposa di campagna sa bene che è suo dovere dare alla luce un maschio, ed è convinta che ogni donna, come lei, quando mette al mondo una femmina sappia altrettanto bene cosa fare: deve trovare il modo di "sistemare" la bambina, di sbarazzarsi di lei. Deve, suo malgrado, abbandonarla. L'abbandono delle bambine appena nate era, ed è tuttora, una pratica tristemente diffusa in Cina, e non solo nelle zone rurali, ma anche nel resto del paese, complici le ristrettezze economiche e una legge sulla pianificazione delle nascite che per anni ha imposto a ogni famiglia un figlio solo. Alle bambine più fortunate il destino ha riservato l'amorevole accoglienza di una famiglia adottiva in un paese occidentale. Per molte altre nascere femmina ha significato essere brutalmente uccise appena venute al mondo. Grazie a un lavoro di ricerca e di inchiesta durato anni, Xinran dà finalmente voce al silenzioso dolore delle donne cinesi che hanno abbandonato le proprie neonate sulla strada di una città, fuori da un ospedale o da un orfanotrofio o sulla banchina di una stazione, offrendoci uno spaccato della Cina odierna per molti aspetti inedito, e al tempo stesso narrandoci una storia fatta di drammi e di speranze ritrovate, una storia capace di lasciare il segno.

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Recensioni dei clienti

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    Paola

    09/07/2014 14:55:57

    Questo libro illustra una realtà che io per prima avevo visto di sfuggita su internet, mi ero imbattuta in una foto di un neonato abbandonato in Cina per la strada in passato. Come è possibile, sicuramente non è vero pensai. Leggendo questo libro, scopri che purtroppo è vero, scopri le cause di questo fenomeno...è un libro forte e toccante che commuove, povere mamme e povere bambine, davvero noi siamo dei privilegiati.

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    lorena

    16/06/2014 14:22:23

    Una testimonianza cruda, dolorosa, a volte persino agghiacciante. L'autrice è riuscita a cogliere e a sopportare durante i racconti il dolore viscerale delle donne cinesi e l'angoscia delle loro figlie sui perché dell'abbandono. Nessun giudizio, nessun dito puntato, solo tanta consapevolezza e speranza che in futuro le cose possano cambiare.

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    Laura

    08/08/2012 01:08:38

    Mi ha toccato questo libro di storie vere che fanno male al cuore ma ci fanno anche capire che non tutto è come sembra. bellissimo

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    Steamboy

    16/07/2012 20:39:19

    Impossibile non dare a questo libro il voto massimo. Penso che tutti dovrebbero leggerlo. E' una testimonianza dolorosa e toccante di una terribile realtà della quale si parla troppo poco e che invece andrebbe urlata al mondo. Xinran usa uno stile molto sobrio, senza facili retoriche (che pur sarebbero giustificate), e mentre ci descrive con lucida schiettezza il dolore delle donne cinesi e la sorte raggelante delle loro figlie, vittime di meccanismi sociali angoscianti e spietati, riesce a renderci partecipi del loro strazio usando un linguaggio che le esce dal cuore. Dopo mesi di romanzi storici, urban fantasy distopici, thriller serrati e avventure fantascientifiche che trasportano il lettore in mondi di fantasia, ho deciso di leggere un libro come questo, che invece ci riporta a contatto con la crudele realtà del pianeta terra e di un mondo che ormai non è più a misura d'uomo.

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    laura

    07/05/2012 19:38:24

    Struggente, a tratti anche sconvolgente ma indubbiamente molto molto bello. Il libro tratta un tema forte ma senza giudizi personali dell'autrice, è scritto davvero molto bene. Lo consiglio a chi è interessato a conoscere uno spaccato di vita cinese che molte volte non è conosciuto o compreso nella nostra cultura.

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    Maisa

    24/11/2011 16:56:33

    Stupendo! Asciutto, sincero e azzardo anche a definirlo obiettivo. Ti apre gli occhi su un mondo che è decisamente sconosciuto ai più. Vale ogni singola parola letta e meditata. Altamente formativo. Lo stile è giornalistico, quindi nulla di arzigogolato o interpretato su un piano esclusivamente personale. Viene lasciato ampio spazio alla rielaborazione personale dei contenuti e arricchiesce culturalmente e emozionalmente.

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    luisa c.

    24/06/2011 07:16:22

    In un momento in cui di Cina si parla come fenomeno quasi esclusivamente economico, la ricerca della giornalista Xinran ci porta a scoprire un mondo diverso, da quelle parti. Non conoscevo per nulla questa storia così triste e la cordialità di questa giornalista mi ha toccato parecchio (l'ho ascoltata in un programma di libri, credo "il posto delle parole"). mi ha colpito, soprattutto la delicatezza nel trattare questo argomento. e così ho trovato lo stesso feeling leggendo il libro. da consigliare e non poco. pagine per scoprire bambine, ragazze, donne che hanno vissuto, e vivono, drammi di lacerazione familiare, dovuti solamente a voluta ignoranza, oggi come tanti anni fa. mi accompagna il ricordo di quella bambina abbandonata in una stazione. mi aveva già colpito quando ne avevano parlato in trasmissione e l'ho ritrovata tra le pagine. leleggerlo fa bene all'anima! luisa c.

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