Categorie

Cormac McCarthy

Traduttore: R. Montanari
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2000
Pagine:
  • EAN: 9788806150709

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    standbyme

    02/02/2007 10.15.22

    Abituato alla ricca America, quella per intenderci dei prestigiosi studi legali i cui avvocati volano su Lear così come ce li descrive Grisham o a quella delle ditte iper tecnologiche i cui scienziati sono forniti delle più sofisticate apparecchiature così come ce li narra Chricton. Abituato all’America povera ma dignitosa che ci viene raccontata da Steinbeck, da Lansdale e da Fante i quali, nei loro romanzi, annoverano personaggi dotati di saldi principi morali. Abituato all’America violenta dei serial killer di tanti, di cui solo pochi bravi, scrittori che vanno a scavare negli ambienti più malfamati e sordidi…ecco pensavo di conoscere tutti gli aspetti di questa grande nazione. Niente di più sbagliato! McCarthy (sono al suo quarto romanzo) con “Figlio di Dio” ti fa scoprire l’America più scellerata, più squallida dove la negazione dell’umanità traspare in tutte le pagine del romanzo anche se ingentilita da fulgide descrizioni della natura che circonda desolate stamberghe dove uomini reietti vivono(?). Siamo in presenza del Male assoluto, ma non quello rappresentato da esseri mostruosi con cui King ci ha terrorizzati in molti dei suoi libri o quello impalpabile dei fantasmi di Straub. Qui il male è Lester Ballard privo di qualsiasi coscienza e consapevolezza per gli efferati omicidi che commette e per gli abusi necrofori. Ciò nonostante ho provato compassione per Lester, per quest’uomo che, se non gli avessero portato via la casa, forse, pur rimanendo un emarginato, non sarebbe arrivato a tanto. Non condivido affatto l’opinione di Mauro che considera questo romanzo “disgustoso peggiore del più squallido dei trash” Non è la migliore delle sue narrazioni (“Il buio fuori” rimane insuperabile) ma sicuramente McCarthy non può essere così bistrattato!

  • User Icon

    Maurizio Ricci

    19/05/2006 09.36.36

    Un McCarthy minore. Si può tranquillamente fare a meno di leggerlo; le pagine migliori rimandano (o forse vorrebbero farlo) a Raymond Carver, ma il tutto suona falso, come se questo fosse lo svogliato svolgimento del compito in classe di "cattiveria sociale".

  • User Icon

    mauro

    13/03/2006 08.19.55

    Un libro disgustoso. Nemmeno il trash più spinto raggiunge lo squallore di questa storia.

  • User Icon

    Albys

    02/06/2005 21.59.33

    In questo suo terzo libro, pubblicato 5 anni dopo il nerissimo e quasi insostenibile Il buio fuori (peraltro romanzo per molti versi straordinario), McCarthy ripropone il suo proverbiale mix di uomini reietti e miserabili inseriti in un contesto rurale che sembra fatto apposta per sviluppare le loro rozze meschinità. Sotto forma di un racconto lungo, McCarthy ci presenta un giovane nullatenente che vive ai margini della società e che presto si trasformerà, tra sporcizia e povertà estrema, in un assassino necrofilo. Un figlio di Dio, dice McCarthy, in una sorta di bestemmia letteraria. La prima parte del libro è piuttosto strana, una serie di piccoli affreschi rurali apparentemente slegati, dove solo a tratti appare la straordinaria capacità descrittiva (e persino poetica, quando parla di natura) del texano. Poi la vicenda si carica di qualche tensione in più, ma sono molto lontani i livelli di mortale bellezza de Il buio fuori. Crudo, realistico e sempre impietoso con gli uomini, ma anche piuttosto scialbo nella trama e nel modo scelto per raccontarla. In sostanza un libro minore ed evitabile, riservato solo ai fans di McCarthy, che peraltro non ne saranno particolarmente soddisfatti se prima avranno letto Meridiano di sangue o Il buio fuori.

  • User Icon

    g.

    13/06/2002 22.05.42

    La vita di Lester Ballard è sorda, la sua notte non ha termine: perché nessuna alba ha mai visto sorgere il sole. Nei suoi occhi non c'é dolore: perché non c'é mai stata alcuna speranza. Granelli di luce e polvere, e montagne azzurre, e l'erica, e i caprifogli lo guardano come si guarda un fratello. "Un figlio di dio come voi, forse".

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione