Recensioni Il filo rosso

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    06/09/2018 08:33:28

    Putroppo mi trovo d'accordo con la recensione di Nick. L'ho trovato un pastrocchio inverosimile. Troppa carne al fuoco. Troppo inutilmente prolisso, è il primo libro che leggo dell'autrice, non so se darle un'altra chance

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    14/02/2018 12:55:50

    Questo e "Bilico" sono sicuramente i migliori libri di Paola Barbato. Leggo tanti thriller e gialli ed erano anni che non trovavo dei protagonisti così interessanti. I sociopatici e gli assassini della Barbato sono quasi perfetti. Anche in questo libro ad un certo punto ho intuito chi fosse il colpevole, ma non ne sono rimasta delusa. L'intuizione mi ha permesso di ripercorrere i tanti personaggi e le tante storie di cui ci parla l'autrice fino ad arrivare all'epilogo. Forse i finali li trovo discutibili. Anche in questo caso ha chiuso perfettamente il cerchio, ma personalmente preferisco non il lieto fine perchè è impossibile ma la speranza che si possa cambiare, che ci siano persone in grado di perdonare e di trovare la forza di far vedere che tutti hanno diritto a un pò di luce in fondo al tunnel.

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    21/01/2016 18:10:20

    Un libro strepitoso. Un thriller di quelli che ti fanno davvero battere il Cuore. Una storia di giustizia, ma non giustizia nel senso "scarico" che ha oggi : quella giustizia universale che distribuisce secondo criteri meritocratici meriti e le colpe, quella che porta un senso alla vita di tutti i giorni e che alla fine chiude alla perfezione il bilancio di ognuno, pareggiando attivo e passivo. Nel libro si mescola con quella privata, con la sete di vendetta di tutti quelli che sono legati da un sottile filo rosso, quello che unisce tutti coloro che hanno provato un grande dolore. Una storia magistralmente orchestrata. Un poco confuso l'inizio a causa del fiume di informazioni in cui ci si trova a nuotare, ma che poi trovano una loro collocazione naturale. I personaggi sono cupi ma sostanziosi e marcati. Il protagonista è eccezionale. La scrittura molto originale. Un buon giallo. Merita.

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    16/04/2011 16:45:44

    Avvincente, straziante, commovente. ottima descrizione psicologica dei personaggi. grande capacità di descrivere il dolore. da leggere.

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    16/02/2011 16:57:34

    Avevo conosciuto la Barbato con Mani nude, che devo dire mi è piaciuto moltissimo,e quindi mi aspettavo molto.Non lo trovo originale e dalla trama intrigante come Mani nude però decolla bene e procede senza avere momenti di stanca.purtroppo il finale non è all'altezza,surreale,irreale..poco credibile.

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    24/05/2010 16:48:01

    Temi triti e ritriti: il Giustiziere, il bambino rapito (Ammaniti)e violentato (piene le librerie), cronache di omicidi e rapimenti (Lucarelli) ed un contentino agli animalisti (la stucchevole comparsata di "Danko"). Stile fumettoso. Che dire ? Leggetelo se proprio non avete altro da fare.

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    10/05/2010 21:48:50

    ancora una volta la lettura di paola barbato si conferma avvincente, anche se a volte la trama è soggetta ad alcune forzature narrative. comunque un libro che alza il livello dei thriller italiani.

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    Max
    23/04/2010 14:50:48

    Sono un amante del genere, ma devo dire che non ci siamo. Il romanzo è fragile, strutturalmente e nei contenuti. Soluzioni un po' fumettistiche e ammiccamenti alla cronaca che trovo decisamente una scelta facile. Non è un buon libro, decisamente.

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    09/04/2010 13:34:52

    Il Filo Rosso è un bellissimo libro.. Io personalmente l'ho divorato in quattro giorni, i personaggi sono meravigliosamente reali e complessi, la trama si intreccia alla perfezione e il ritmo del libro è davvero incalzante!! Consigliatissimo a chi ama un libro coinvolgente e appassionante, a chiunque voglia gettare uno sguardo dentro mondi e situazioni solo immaginabili per chi non le ha vissute!! Complimenti alla Barbato, che si conferma ad altissimi livelli con questo suo terzo libro!!

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    30/03/2010 16:38:27

    Avendo letto e amato i precedenti libri della Barbato, avevo paura che le mi aspettative fossero disattese. Per fortuna mi sono sbagliata! Il filo rosso mi ha accompagnato in una discesa agli Inferi, tenendomi per mano, senza forzature o costrizioni, anzi accarezzandomi soavemente. Alla fine mi sono sentita soffocata da quel filo, lentamente, senza esplosioni. Tra i tre il mio preferito rimane comunque Mani nude :)

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    26/03/2010 01:16:12

    Personalmente ho trovato "Il filo rosso" il miglior lavoro svolto finora dalla Barbato,e non soltanto per la "qualità" della storia che ci viene narrata. E' un turbinio di emozioni davvero forti e di complesse situazioni psicologiche, le tematiche trattate sono spesso delicate, e alla fine mi trovo in totale empatia sia con il protagonista, che con l'antagonista del romanzo.Forse(purtroppo) perchè si parla(anche) di vicende che potrebbero accadere a chiunque. L'impressione che si ha leggendolo è che ci sia una forte partecipazione emotiva da parte dell'autrice, una delle poche che sappia regalare emozioni di tale portata. Mi sono ritrovato a divorare il romanzo in soli tre giorni, e, come nei precedenti lavori, catapultato all'interno della storia, dei luoghi e delle persone protagoniste della vicenda.Consigliatissimo agli amanti del genere e non, perchè l'autrice ha la rara capacità di entrarti nell'anima, di spiazzarti e scuoterti, a volte con violenza. Da parte mia credo che si confermi come una dei più dotati romanzieri italiani.

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    22/03/2010 15:35:55

    Un ottimo libro, migliore dei due precedenti, che pure mi sono piaciuti parecchio. Ho amato particolarmente il rovesciamento completo del punto di vista (la Barbato è maestra quando si tratta di spiazzare il lettore), e le parti relative a Danko.

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    17/03/2010 13:29:58

    Un mediocre assemblaggio di voyeurismo cronachistico e trama gialla di serie C, anche la prosa non regge. Le recensioni che leggo qui sotto devono riguardare un altro libro. MAH???

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    15/03/2010 23:46:57

    L'ho letto in poco tempo, mi capita quando una lettura mi prende veramente, quando l'argomento cattura la mia attenzione dalla prima all'ultima pagina. Il Filo Rosso è un romanzo ricco di umanità che scava in orrori tuttaltro che irreali, Antonio Lavezzi è un eroe quotidiano le cui scelte obbligano il lettore a pensare...Per quanto mi siano piaciuti i due romanzi precedenti(Bilico e Mani Nude), trovo che in quest'ultimo Paola Barbato si sia davvero superata arrivando dritta al cuore di chi legge.

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    14/03/2010 10:33:59

    IL FILO ROSSO ti incolla… non puoi più smettere di leggere… è diverso da mani nude e bilico… è”profondo” e per alcune tematiche veramente duro… ma mai banale e scontato. Ha ragione la Barbato nel dire che bisogna leggere tra le righe e se ne hai seguito il percorso creativo nei suoi blog lo capisci… All’interno non ci sono solamente i suoi pensieri o le sue opinioni… ma le sue emozioni… questo ti fa perdere il senso del romanzo inventato e ti cala dentro una situazione di strana realtà… ed è questo che crea la paura e la tensione mentre leggi. Le vere emozioni… il vero catalizzatore tra le pagine scritte e il lettore… Quando nei suoi blog afferma di voler dare ad un cane una parte rilevante nel romanzo lo fa senza mezzi termini… lo mette in prima persona nel dialogo e non con una voce fuori campo… lo fa terribilmente bene, non banalmente e questo è possibile solamente se “li ami davvero” … vivi con loro il quotidiano… come dice lei… vivi con il branco !!! Il persiero finale di “Danko” determinato da una particolare situazione è da brivido. La fine o meglio le ultime pagine danno modo al lettore di riflettere su molti aspetti della vita di ognuno di noi… in poche pagine puoi trovare più conclusioni … e va ben oltre lo scrivere “fine”.

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    13/03/2010 17:16:53

    Molto deludente. Ho ascoltato l'autrice in una presentazione, parlava di sè e sembrava parlasse di Ellroy. E un po' di umiltà? Sconsigliato.

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    12/03/2010 13:16:22

    Un'opera che entra pian piano dentro, che conduce per mano nei meandri mentali di ciò che potrebbe accadere a ognuno di noi, se messo di fronte a fatti eccezionali che ci colpiscano all'improvviso... Un viaggio nell'animo dell'Uomo, sia esso vittima, carnefice o spettatore suo malgrado. Paola Barbato riesce a centrare l'obiettivo duplice di colpire allo stomaco e, nonostante questo, invogliare alla lettura con una trama solida, che circuisce il lettore pagina dopo pagina, mostrando che la realtà di ciò che sono le persone è molto più di quello che possiamo intuire a prima vista... Un libro all'altezza della situazione in ogni passaggio, in ogni particolare, magari all'apparenza insignificante, ma che ha la sua ragion d'essere nello svolgimento della storia e delle psicologie dei personaggi, vivi e recitativi in ogni loro pensiero, in ogni loro azione... Insomma, un romanzo da leggere e godersi fino in fondo, dal primo all'ultimo rigo.

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    10/03/2010 00:05:06

    Il libro di Paola Barbato è scritto con stile veloce, rapido negli snodi, non prolisso. Certo, sarà più apprezzato dai cultori della narrativa di genere, perché lo scavo psicologico è talvolta sacrificato alle esigenze dell'azione. Il titolo non gli rende giustizia. Credo ci fosse un'altra ipotesi più gradita alla stessa autrice, ma sarà lei, se lo riterrà opportuno, a rivelarla. La sfida della trama consisteva nel rendere credibile lo sviluppo emotivo del ragazzino (non dico di più), il che non era facile, ammettiamolo. Bisogna ricorrere a più riprese a una solida sospensione dell'incredulità, ma siamo, lo ripeto, nella narrativa di genere, e qualche forzatura dev'essere concessa.

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    08/03/2010 18:53:42

    accidenti, ma quanto è noiosetto questo romanzo? naaaaa non ci siamo, meglio tornare ai fumetti, barbato. storia un po' lessa. :)

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    08/03/2010 14:23:03

    Se vogliamo affibiare ad un romanzo un'etichetta di genere, possiamo considerare Il Filo Rosso un thriller con tutti gli attributi, però secondo me è limitante. Parlare del dolore della perdita non è cosa facile, non è facile colpire al cuore( ma anche ai reni direi) parlando di un argomento così complesso senza cadere nel banale o nel retorico: io mi sono rivista in quei personaggi, nelle loro parole e nei loro pensieri e quando questo (mi) accade, non posso parlare più di genere ma solo di letteratura, quella con L maiuscola.

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    08/03/2010 11:58:46

    Anche per me voto 5. Non so cosa la gente si aspetti da un thriller viste alcune critiche negative. La lettura è scorrevole, la trama non è banale. Le emozioni vissute dai protagonisti dramma, paura, vendetta, ossessione mi hanno fatta immedesimare e chiedermi "cosa avrei fatto io al suo posto?"...a me ha dato emozioni forti, che è questo quello che conta in un libro. Ottimo lo consiglio.

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    06/03/2010 14:26:03

    "Il dolore è un filo sottile". Che lega. Che pretende/mastica l'equilibrio. Paola Barbato lo tende quel filo e tu finisci per camminarci sopra, a piedi nudi, con il respiro che ti insegue, fino ai luoghi dell'apnea. Un libro esperienza. Un libro macchia. Un libro Vero, come solo certo male riesce ad essere. Un libro che ti conquista con lentezza e poi ti assale: intelligente, furbo, onesto, spiazzante, maledettamente Vivo.

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    04/03/2010 14:16:28

    Un thriller pensato, che coinvolge in un crescendo di adrenalina emotiva. Da leggere con calma. Non è facile oggi trovare chi in Italia sappia scrivere BENE e in modo mai scontato o banale. Mani nude, Bilico e Questo Il filo rosso confermano che Paola Barbato è una certezza.

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    02/03/2010 23:56:34

    Paola Barbato ha un potere raro: è una delle poche persone che riesce a farmi andare a letto presto. Era successo con i suoi precedenti libri ed è successo anche con "Il filo rosso". La voglia e la curiosità di scoprire l'evoluzione di quel che le sue pagine dicono sono talmente forti da annientare ogni altro tipo di possibile concorrenza notturna. Tornando al libro, l'ho trovato bello, molto. Diverso dai precedenti, ma allo stesso tempo uguale. Perchè i personaggi vengono prima delle loro storie, e le loro storie sono umane, come i loro proprietari. Da leggere e rileggere. Come quando ti innammori di un film e lo riguardi tutte le sere.

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    02/03/2010 10:25:21

    Ho letto questo libro in soli 2 giorni, sforzandomi di non finirlo prima per prolungare questo piacere. Conoscevo la Barbato solo attraverso le storie per Dylan Dog e sapevo che questo libro mi sarebbe piaciuto ma non immaginavo fino a questo punto. Sono stata trasportata nel mondo di Antonio ho sentito il suo dolore, il suo senso di (in)giustizia e successivamente quella dell'Assassino. Sublime tutta la parte dedicata a Danko...selvaggia, naturale e geniale. In conclusione un libro bellissimo, scritto in modo scorrevole e sentito. CONSIGLIATO!

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    Giu
    02/03/2010 08:37:39

    A parte l'ultimo commento (il numero 18) che sembra più una critica verso l'autrice che verso il romanzo in se, vorrei sfidare chiunque dica che nel libro sono stati copiati fatti di cronaca a postare qui un passaggio che ritengono collegabile a qualche evento reale. L'ispirazione può venire in qualunque modo, la storia di un romanzo è tutt'altra cosa, e se questo non è un romanzo originale (oltre che avvincente) dalla prima all'ultima pagina allora non so davvero quale romanzo si possa definire tale. Posso solo ringraziare la Barbato per aver pubblicato un libro così, non lo si può dimenticare una volta letto.

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    02/03/2010 04:04:10

    Un romanzo sul dolore, sulle vite piegate dai drammi peggiori. Un romanzo sulla vendetta che è veleno, farmaco estremo. Barbato racconta anime e delitti, ma soprattutto umani nella loro grandezza e infinita nullità. Sopra una trama geniale, conforta e tortura, sorprende e spaventa, bonifica e morde. Col suo stile ulteriormente asciugato, magro, ma carnale, ci terrorizza con le nostre stesse doppie personalità che nemmeno pensiamo di possedere. La sua capacità più inquietante è quella di prenderci per mano, portarci dove vuole lei e spingerci in una botola buia dove vivono uomini come noi: mediocri, noiosi, così spietati se... Bellissimo libro.

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    01/03/2010 18:48:05

    Dopo Bilico e Mani Nude,un'altra conferma da parte di una grande scrittrice.Anzi,è più che una conferma.Questo è senz'altro una spanna sopra agli altri (non che i precedenti siano stati da meno). Aspetto con trepidazione il suo prossimo romanzo. Complimenti vivissimi a Paola Barbato.

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    01/03/2010 16:54:26

    Come sempre la Barbato spacca la critica in due, e questo dimostra quanto la sua personalità sia forte. Non fa eccezione questo romanzo, che farà anche qualche riferimento alla cronaca, ma parla di ben altro, mette a nudo dubbi e paure, ripropone l'homo homini lupus riferito alla società moderna. Che è fatta di persone piccole con limiti enormi, lontane anni luce dagli eroi superpatinati e perfetti. Per me un ottimo libro.

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    26/02/2010 15:58:04

    ma che libro hanno letto quelli che mi hanno preceduto nelle recensioni??? questo filo rosso è veramente artificioso, costruito, chip!!! la prosa è priva di stile e la vicenda rimaneggia alcuni fatti di cronaca con stile discutibile. il risultato è un polpettone senza sapore condito solo da un finale francamente senza senso... ridatemi i soldi indietroooooo!!!!! :)

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