Fine corsa. Le sinistre italiane dal governo al suicidio

Rodolfo Brancoli

Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 23 ottobre 2008
Pagine: 297 p., Rilegato
  • EAN: 9788811740919
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Descrizione
Le elezioni del 14 aprile 2008 (e poi il trionfo di Alemanno al Comune di Roma) hanno segnato la conclusione di un ciclo politico, condannando la sinistra italiana a un'opposizione che si prefigura assai lunga. Ma quali sono le cause di questo tracollo? Quali sono le prospettive politiche del nostro paese? Perché oggi l'opposizione non riesce più a far sentire la sua voce? Rodolfo Brancoli racconta dall'interno gli ultimi anni della politica italiana, in grandissima libertà, senza riguardi per nessuno. Ripercorre la sequela degli errori della coalizione di centrosinistra e dei suoi leader: la mancanza di una visione condivisa del futuro del paese; la frammentazione in partitini dominati da leader ambiziosi e litigiosi, ma privi di una strategia che avesse altri scopi oltre la visibilità mediatica; le beghe nella creazione delle liste; le rivalità e i contrasti, personali prima che politici, tra i ministri. Senza dimenticare le ambizioni e le interferenze politiche di Confindustria (Luca Corderò di Montezemolo), della Chiesa (con l'interventismo di Ruini) e della stampa (il "terzismo").

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Si direbbe appartenere a un filone che sta prendendo piede e potrebbe essere etichettato della "memoria indiretta". Brancoli, a suo tempo tra i dirigenti della gioventù democristiana, poi corrispondente di quotidiani a larga diffusione, ha fatto parte dello staffdi Romano Prodi, curando soprattutto i rapporti con la stampa estera. È dunque naturale che la sua analisi degli anni di governo di Prodi rispecchi da vicino, anzi da dentro, l'affiatato entourage, sospetti e valutazioni sulle cause che hanno portato il presidente del Consiglio alla replicata caduta. L'insistenza nel ricondurre, almeno prevalentemente, a impostazioni e direttive del mondo cattolico le ragioni della sempre più accentuata debolezza appare peccato di presunzione. Gli obiettivi neocentristi perseguiti da Ruini e da gran parte della gerarchia sarebbero stati una rovinosa spina nel fianco. Insieme alla ri-clericalizzazione vengono messe sul banco degli accusati la ri-proporzionalizzazione e la ri-ideologizzazione, tendenze rispetto alle quali la filosofia del prodismo spingeva a muoversi in senso del tutto opposto. A parte l'infelicità delle due categorie, c'è da domandarsi se le tendenze individuate, più che imprevedibili ostacoli rispuntati lungo il percorso, non siano piuttosto prove del mancato decollo sia del progetto dell'Ulivo che dell'azione di governo così come fu interpretata dallo stesso Prodi. Il quale, secondo Brancoli, puntò sempre a mediare tra sinistra riformista e sinistra "radicale". Adottando così una linea di ascendenza democristiana che non era certo la maniera più efficace per dare coesione dinamica a una composita maggioranza. Ma da un libro del genere più che la ponderata conclusività di giudizi – che è presto per formulare – si devono trarre puntualità cronistica e sincerità di riflessione: utili per chi vorrà capirne di più.
Roberto Barzanti