La fine del lavoro

Jeremy Rifkin

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 574 p.
  • EAN: 9788804536536
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    ginsengman

    25/04/2017 09:15:14

    Testo fondamentale e ancora di grande attualità nell'analizzare le dinamiche del mercato mondiale del lavoro. Impressionante vedere come molte osservazioni fatte più di vent'anni fa si sono rivelate esatte. Rifkin scrive in modo molto facile e comprensivo, anche affrontando temi economici complessi. Secondo me è un saggio che tutti (soprattutto i giovani e le forze politiche) dovrebbero leggere!

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    Mara

    14/12/2012 14:19:28

    Rileggerlo oggi, a quasi vent'anni da quando fu scritto, produce un senso di sconforto. Alcune previsioni fanno riferimento ai giorni nostri, ed è fin troppo facile verificare se hanno retto alla prova dei fatti oppure no. Ho l'impressione che talvolta Rifkin abbia ecceduto nel valutare l'impatto della tecnologia (alcuni lavori sono rimasti "umani", anche se tecnicamente sostituibili dalle macchine, perché l'immigrazione ha reso disponibili braccia poco costose, e perché l'interazione fra umani in certi settori non è eliminabile). L'abbassamento dei salari è stato inoltre accompagnato in parte dalla disponibilità di merci e servizi a basso costo: voli low cost, turismo last minute, mobili ikea, merci wall mart, prodotti cinesi, ecc. Sconfortante il capitolo sulla riduzione dell'orario di lavoro: allora si poteva sperare, ora neanche se ne parla.

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    Sergio Oliveri

    21/12/2007 23:40:42

    Per combattere un pericolo è necessario conoscerlo, anche se questo provoca inquietudine e angoscia. E’ proprio il caso di questo libro, che illustra gli effetti devastanti che l’ultima rivoluzione industriale, quella tecnologica, ha già cominciato a produrre sull’occupazione mondiale e quindi sulla vita di tutti coloro i quali vivono di lavoro. Il libro è sicuramente un po’ sovradimensionato e ridondante, probabilmente al fine di ribadire i concetti, e la soluzione che indica alla fine per tentare di evitare il disastro planetario non è neanche tanto convincente sul piano pratico. Paradossalmente questo è un motivo di più per leggerlo, con la speranza che ciò stimoli la ricerca di una soluzione, visto che gli effetti sono già marcatamente tangibili negli Stati Uniti. E si sa che lì sono sempre avanti, e che quel che succede lì poi succede anche in Europa, dieci o quindici anni dopo. Brrrr !

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