Traduttore: F. Lucentini
Editore: Einaudi
Edizione: 2
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 154 p., Brossura
  • EAN: 9788806173678

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Recensioni dei clienti

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    Piero

    03/01/2015 18:08:33

    Se volete risparmiare comprate questo libro: vi accorgerete di essere entrati in possesso di una biblioteca intera. Borges invita il lettore a un gioco raffinatissimo, nel quale simboli come lo specchio e il labirinto la fanno da padroni. Dopo Alice nel pase delle meraviglie e prima dell'Oulipò, Borges segue un filone nel quale la letteratura gioca con sè stessa, in una rete di rimandi che alludono all'arte come ai sogni.

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    enzo

    05/05/2014 20:26:43

    Recensire un romanzo che non sono riuscito a terminare va contro i miei principi basilari, ma in questo caso mi sento di contravvenire a questa legge imperante sulla base di quanto ho letto. Per quanto Borges abbia contribuito all'evoluzione della letteratura così detta post-moderna, mi è difficle apprezzare una serie di racconti che ammassano dati ed informazioni per costruire di sana pianta biografie, città, civiltà, mondi, quando il fattore umano è del tutto trascurato. Borges erige muri, palazzi, crea pianeti, enti e abbozza personalità altisonanti, ma di persone propriamente dette, con al seguito lo strascico di personalità e vicende, non c'è nemmeno l'ombra.

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    Luigi Murtas

    18/03/2014 11:13:16

    Piena solidarietà con Stefano e Carmelo. Anche io non ci ho capito un acca di questo libro, però metto 5 perché a Borges bisogna obbligatoriamente mettere 5, ci mancherebbe. Però almeno un passaggio mi è piaciuto: parla di "libri parassitari" che ambientano Cristo in un boulevard, Amleto nella Cannebière o don Chisciotte a Wall Street. Le persone di buon gusto, secondo Borges, hanno in orrore queste inutili mascherate. Ecco: la prossima volta che dirò che film come "Jesus Christ Superstar" e simili pacchianate sono una c.p. (cit. Fantozzi) e qualcuno storcerà il naso e mi darà dell'ignorante con fare intelletualistico, gli potrò dire "anche Borges la pensa come me".

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    Moreno C.

    11/12/2012 18:58:31

    Arduo tentare di presentare e di descrivere Borges. L'ammirazione assoluta che provo nei suoi confronti è forse soltanto dovuta al fatto che egli aveva probabilmente una mente non di questa Terra. Concentrazione e fatica sono obbligatori quando ci si pone davanti ai suoi scritti, ma, nonostante tutto, il filo del discorso rischia comunque di venire perso e la comprensione non è mai completa. Eppure nell'intimo si instaura come la convinzione di essere riusciti a penetrare l'Inesplicabile, a gettare lo sguardo su ciò che sta all'altro capo dell'Infinito: una sensazione quasi miracolosa che deriva dalla capacità - chissà come maturata - di Borges di affabulare in maniera totale e definitiva rivolgendosi direttamente al subconscio.

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    ugo straniero

    03/04/2012 16:01:30

    Un libro di difficile lettura, in cui vi è un mondo così fantasioso che forse neanche l'autore riesce a spiegare. Non sono riuscito a legerlo tutto, nonostante io ama i libri anche impegnati

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    francesco

    13/09/2011 12:21:48

    Borges non e' una finzione.E'una mente eccelsa.Fioriture di concetti filosofici e matematici, uniti ed intersecati da poesia e massima chiarezza del linguaggio , fanno capire la profondita' ed onesta' intellettuale di questo grandissimo scrittore , capace di penetrare nell' inconscio del lettore e parlargli, turbarlo; ed infine , ad un livello piu' superficiale della coscienza, "istruirlo" di infiniti spunti. Borges arricchisce.La sua fantasia non e' pura fantasia , ma un linguaggio evocato da una sintesi che esprime e racchiude in se tutto cio' che una mente puo' assimilare , rendendolo unico e capace di vibrare per simpatia nelle corde di chi inconsciamente era gia predestinato ad entrare e farsi condurre nel mondo fantastico che si cela dietro la realta'vera di tutti e di tutti singolarmente. Francesco

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    Fabrizio

    25/07/2011 09:05:02

    Cosa dire? A prima vista 150 pagine che potresti leggere in 2 ore... ma è solo un'illusione (o finzione). Racconti complessi che alle volte non sono nemmeno racconti. Frasi ben pennellate, che rimangono fissate nella memoria; e tutto ti gira dentro la testa. I polizieschi (la morte e la bussola e il sentiero...) li ho trovati bellissimi e cervellotici. Gli altri racconti fatti di memoria e labirinti più complessi. Un libro da leggere e rileggere. Non ho dato il massimo dei voti, perché per me un libro deve prendere anche la "pancia". Borges non lo fa, ma non è un difetto.

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    michele cela

    10/06/2011 10:59:52

    Comprare un libro anni ed anni fa...prenderlo in mano per poi abbandonarlo subito...troppo cervellotico...poi riprenderlo una,due,tre volte..leggere un racconto, mezzo racconto,qualche riga...abbandonandolo sempre e comunque...ma qualcosa mi diceva che... Poi finalmente... Questa è la prima volta che mi trovo a recensire un libro"fingendo" di averlo già finito...ma il desiderio di farvene partecipi è grande...quasi fosse un impulso sessuale... Con Borges si entra in un mondo parallelo dove tutto è finzione, trappola,labirinto, metafora e sogno,un mondo in cui possono convergere tutti i futuri possibili o dove il tempo può anche fermarsi. Borges inventa Tlon un ideale pianeta immaginario che pian piano prende corpo nel mondo reale,recensisce libri immaginari di autori immaginari(uno in particolare copia letteralmente il Don Chisciotte "arricchendolo"),ci fa conoscere(o sognare?) un asceta indiano che si prefigge di sognare un uomo per poi dargli vita,storia di un singolare atto creativo. La fantasia di Borges non ha confini...."La lotteria di Babilonia" come metafora della vita e del Dio(o chi per lui)o Caos che ci governa,"La biblioteca di Babele" metafora del mondo soffocante e inspiegabile in cui viviamo...chiara eco dell'influenza kafkiana e poi Funes, l'uomo che non può dimenticare, e ancora racconti gialli, spunti filosofici e matematici... Straordinaria è la densità di questi racconti...come si può in un libro di poco più di 100 pagine trovare tanti spunti?? Borges è ingarbugliato,troppo nozionistico,troppi nomi,luoghi persone...All'inizio di ogni racconto si fa una gran fatica..poi la matassa si dipana... Come non essere d'accordo con chi dice che Borges sia pesante???Il gioco,però, vale la candela... Da leggere tra un mese, un anno, dieci o forse tra un pò, quando non sarò più in grado di leggere altro... Ma questa è una recensione vera o è tutta una finzione?? A voi la risposta....

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    Ant.74

    28/01/2010 10:33:23

    A giudicare dalle tante opinioni positive sul libro, qualcuno potrebbe pensare ad una lettura spensierata e di facile comprensione; ma così non è. Le ragioni sono molteplici, ma voglio elencarne alcune. Primo, ci troviamo di fronte più che a dei racconti a dei brevi saggi; secondo, a me sono sembrati infarciti di concetti e riferimenti filosofici, che a volte non guastano, ma in questo caso sono eccessivi; terzo, la seconda ragione ne limita la scorrevolezza. Ora, tenendo conto della mia soggettiva opinione, dico a tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi a un'opera di Borges di prendersi quindici giorni di ferie al lavoro e iniziare una attenta lettura; poi se le ferie non ve le dànno, lasciate stare e leggete altro.

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    Sebastiano

    17/11/2009 14:22:17

    Un insieme di racconti uniti da un unico filo conduttore che, come dice il titolo, è la "finzione" intesa come mistificazione della storia, sogno, dubbio, errore, simulazione, inganno. Anche se non tutti i racconti hanno lo stesso valore devo dire che ce ne sono alcuni (tutti quelli della seconda parte del libro) davvero pregevoli. Il valore del libro si apprezza soltanto alla fine sebbene una simile conclusione possa apparire "strana" vi assicuro che è così (almeno secondo la mia opinione). Una lettura che, anche a prescindere dai gusti soggettivi, non può lasciare indifferenti! Consigliato.

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    sergio

    04/09/2009 09:00:51

    Ovviamente vale il principio del "de gustibus", ma per me Borges é uno dei più grandi scrittori del XX secolo. E' sicuramente un autore per un "lettore erudito", uno che abbia un livello di competenze letterarie tali da capire certi suoi riferimenti. Ma nel caso di "Finzioni", le idee che generano i suoi straordinari racconti fantastici mi sembrano perfettamente comprensibili per chiunque.

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    chiccabum

    01/07/2009 16:25:55

    Come non amarlo! uno dei libri del cuore, che attraversa la mia vita e che riempie di sue citazioni il quotidiano. Magari sarà vero che qualche idea non è "originale" ma l'armonia dello scrivere...

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    Marcello

    27/06/2009 20:03:13

    Capolavoro assoluto. Ha cambiato il modo di concepire la letteratura, il mondo, la realtà. Borges resterà sempre un grande maestro. Da scrittore gli devo molto, mi ha ispirato il "Testamento di Borges" che ha vinto il premio Subway. Leggetelo, è disponobile on-line sul sito del premio.

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    silvana

    29/05/2009 14:48:58

    purtroppo anch'io sono una delle poche a nn essere riuscita ad ultimare la lettura di questo libro. La cosa mi rammarica nn poco, ma io nn l'ho proprio capito anzi, ne ho ricavato un certo senso di fastidio; mi sembra abbia un linguaggio x niente immediato anzi e che forse bisogna essere piuttosto fantasiosi xchè ti "acchiappi"... sarà che nn si avvicina proprio al mio genere, comunque sono una di quelli che si propone di riprenderlo xchè mi urta alquanto nn poterne cogliere l'indiscussa bellezza e chissa che nn ne venga folgorata come tanti altri. Il voto si riferisce all'immediatezza che nn c'è stata.

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    Il jagunço Riobaldo

    21/05/2009 18:38:07

    Sono d'accordo con Stefano e Carmelo. Ma anche con molti di quelli che hanno dato 5. Diciamo che... ho fatto la media. Borges era un grandissimo conoscitore della letteratura. Non solo delle sue tecniche e dei suoi linguaggi, ma anche della sua storia, dei suoi modelli, dei percorsi critici che ne attraversano la storia plurimillenaria. Aveva la rara capacità di trasformare tutto ciò in storie, poesie, personaggi. Riusciva ad essere contemporaneamente erudito e artista. Cosa difficilissima. Talvolta, fra queste sue due anime, la prima prendeva decisamente il sopravvento e la naturalezza del raccontare (dote somma per un narratore) si perdeva un po' per strada. Credo dipendesse dal grande, celebre limite del maestro: la sua eccessiva aristocraticità intellettuale, l'essere un po' il classico "intellettuale nella torre d'avorio". Da questo punto di vista, il più europeo fra i grandi scrittori latinoamericani. Insomma, diciamolo e che nessuno si offenda: del fatto che esistesse un mondo fuori dalla letteratura, un mondo di lettori e di gente in carne ed ossa, il vecchio Borges in buona sostanza se ne fregava altamente. E' inevitabile che una parte dei lettori soffra di questo. Come dar loro torto? Per quanto la cosa possa sembrare irriverente, la causa sta nell'autore: Borges troppo spesso scriveva in modi intellegibili solo a chi avesse avuto la sua stessa erudizione. E questo, mi dispiace per i suoi ammiratori incondizionati, ma per un narratore è oggettivamente un limite. La letteratura non è solo espressione, è anche comunicazione, e la comunicazione non si svolge allo specchio. L'importante è non assolutizzare, come saggiamente non fanno Stefano e Carmelo. Per questo sono d'accordo con loro, pur essendo anche un estimatore di Borges.

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    Giuseppe

    04/05/2009 18:51:19

    Il libro più bello che abbia mai letto. Se dovessi lasciare il pianeta terra in fretta, sulla mia navicella spaziale porterei Finzioni, un libro fatto di migliaia di libri, un unico romanzo che si scompone il migliaia di romanzi, da rileggere in continuazione, come una sorta di breviario letterario. Se un solo libro avrebbe dovuto esser scritto, questo sarebbe sicuramente Finzioni. Eterno come la bibbia, complesso come l'universo.

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    Carmelo De Rosa

    27/01/2009 16:51:22

    Caro Stefano, ecco un altro imbecille che non ci arriva, almeno per i 2/3 dei racconti, o al quale semplicemente non piacciono. Ho 55 anni, e già da un po' di tempo però mi sono reso conto di quello a cui accenni tu, cioè che dietro parole complcate ci sono concetti non proprio originali e che quindi non sempre i limiti (che per altro ammetto di avere, anche se ho sempre letto molto, al 99% romanzi) sono tutti da parte nostra umili lettori (però le nostre riflessioni ce le siamo fatte). Detto fuori dai denti: mi sembra spesso scrittura intellettualistica, quella di questi racconti.

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    Maurizio680

    27/11/2008 22:00:16

    Da leggere almeno una volta all'anno. E' espressione di un genio assoluto. Definire Borges scrittore o poeta é molto limitativo. In questo libro emerge tutta la grandezza di un artista straordinario e di una intelligenza e cultura superiori.

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    roberto cocchis

    06/12/2007 15:05:55

    Geniale e suggestivo, un modello di come si possa essere intellettuali al massimo livello senza annoiare e senza rivelarsi una patacca a un esame più lucido.

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    Cristian

    01/12/2007 19:35:15

    L'ho letto tutto di fila, senza soste... un'emozione ad ogni pagina. <br> Il genio di Borges (La Biblioteca di Babele, Funes), le sue intuizioni formidabili(le versioni di Giuda, il Giardino), la poesia(Almotasim, Le rovine circolari, Il miracolo segreto), l'ironia(Uqbar, Pierre Menard), emergono da ogni periodo di ogni singolo racconto, tanto che è difficile definirne il "migliore":lo sono tutti, a modo loro. <br> Magia. La magia della parola è dono solo di pochissimi, e Borges è indubbiamente fra questi.

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