Editore: Einaudi
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 23 gennaio 2001
Pagine: 180 p.
  • EAN: 9788806157531
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Descrizione
A Pieve del Pino, un paese dell'Appennino tosco-emiliano, si sta erigendo un monumento ai Caduti partigiani. Un incendio doloso distrugge parte del cantiere: un attentato dei fascisti? Dell'indagine viene incaricato Antonio Sarti, colitico sergente della questura bolognese. Subito la situazione precipita: malgrado la sorveglianza, sul monumento appare una scritta inneggiante alla destra. E lì vicino viene trovato il cadavere di un giovane del paese. Che si tratti di delitto a sfondo politico? Antonio Sarti si incaponisce per cercare la verità. Se vuole trovarla, dovrà compiere un lungo viaggio e farsi aiutare da uno studente anarchico.

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Recensioni dei clienti

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    andrea

    12/12/2006 11:31:45

    Tra i migliori della serie. Per la precisione, è il secondo in ordine cronologico, da leggere dopo "Sulle piste dell'attentato". Oltre alla caratterizzazione, riuscitissima, degli anni 70 bolognesi (ma anche italiani tout court...) e dei personaggi dell'universo di Sarti Antonio, in questo libro si trova anche una grande capacità di rievocare l'aspro mondo appenninico e il suo presepe umano, capace di custodire per decenni i suoi segreti e le sue ferite di guerra. E' intrigante vedere come la grande storia tocca i destini di un paesino di poche decine di anime (e aumenta la colite del Sarti Antonio, sergente).

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    matteo saudino

    30/06/2006 13:00:09

    "Fiori alla memoria" è un romanzo imperdibile per tutti coloro che amano il giallo nazionale a sfondo politico e sociale di piacevole lettura, ma che allo stesso tempo stimola il pensiero critico e la conservazione della memoria storica. Macchiavelli è magistrale nel costruire dialoghi brillanti e avvincenti e nel caratterizzare con spessore tanto il protagonista Antonio Sarti, acuto sergente dai frequenti attacchi di colite, quanto i personaggi comprimari, dal mite agente Felice Cantoni allo studente anarchico Rosas, suo prezionoso aiutante nell'indagine. E poi ci sono l'Emilia rossa e partigiana, le provocazioni fascite, il cadavere ai piedi del monumento dei caduti, il prete, la prostituta, il farmacista, il maresciallo dei carabinieri, le mogli insoddisfatte, un giovane don giovanni, un ragazzo casa e chiesa e... un paesino dell'appennino con un segreto trentennale legato alla strage nazi-fascita avvenuta pochi giorni prima della Liberazione di Bologna. Insomma prima di Lucarelli e Carlotto c'è Loriano Macchiavelli.

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    Vincenzo

    26/06/2006 06:34:59

    Il papà di Lucarelli e il nonno di Biondillo e De Michele. Un bel giallo, con interessanti riferimenti al dopoguerra e un continuo riferimento a immagini suoni e odori di caffè per chi, come me, era bambino negli anni 70.

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    Solidea

    17/10/2005 17:03:36

    Credibilissimo e coinvolgente! Da leggere

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    Claudio Arzani (arzy)

    07/09/2005 01:02:58

    Primo impatto personale con la saga del sergente Santi, questurino nella gaudente Bologna con qualche peccato da nascondere. Giallo all'italiana tra caffè e bionde sotto il maglione di lana a collo alto senza reggiseno. Inevitabile richiamo alla banda partigiana con tanto di monumento alla memoria dell'efferato agguato nazifascista con strage. Complessivamente interessante e simpatico. Un pò scontato nella retorica sinistrese.

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    Stefano

    11/08/2002 10:05:30

    Non so bene dove ho passato gli ultimi 27 anni, se per leggere questo bel libro del 1975 ho dovuto attendere la riedizione Einaudi. Eppure la Bologna di Sarti Antonio era proprio cosi', e gli anni non pesano sulle pagine. E' un giallo politico con qualche improvviso switch che depista, illude e sorprende. Le poche ingenuita' stilistiche non fanno perdere il passo e le ultime pagine sono martellanti.

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    Vania

    17/12/2001 14:12:13

    Un altro investigatore un po' sfigato e apparentemente incompetente, ma alla fine la matassa la sbroglia lo stesso. Dal modo di scrivere si vede che è il maestro di Lucarelli. Carino, non eccezionale; nella trasposizione in TV il personaggio è interpretato da Gravina, scelta azzeccatissima.

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