Editore: Rapsodia
Anno edizione: 2015
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788899159122
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    ant

    12/02/2010 11:32:07

    Testo che affronta sopratutto il tremendo problema della mancanza di libertà(il carcere), ma in queste pagine la scrittrice ha saputo sviluppare anche altre tematiche parallele, cioè: il pensiero e la quotidianità delle secondine e la curiosità di una studentessa che ambisce a sviluppare le sue conoscenze attraverso la frequentazione dei detenuti. Devo dire che se all'inizio i 3 temi sono paritari, poi pagina leggendo Gloria(la protagonista) e le sue traversie prendono decisamente il sopravvento e il romanzo procede narrando di quello che le avviene. Molto intensi i dialoghi tra le detenute, molto attente e crude le descrizioni della vita di carcere(il caldo insopportabile, l'esultanza per l'Italia vittoriosa ia Mondiali, la rabbia x l'uccisione del piccolo Tommy etc). Quello che mi ha colpito di più del testo è :l'analisi interiore della protagonista, il metabolizzare l'avvenimento terribile che l'ha portaa in cella, i difficili rapporti con sua madre e il perdono di suo padre, e le splendide digressioni tra detenute. Mi ha un pò disorientato invece all'inizio l'aproccio con con gli altri protagonisti del testo, lì secondo me il libro ne risente un pò. Comunque lbro da proporre sicuramente

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    lorenza

    27/08/2009 13:36:03

    questo libro è davvero affascinante: con una capacità espressiva molto spiccata, l'autrice riesce, senza troppi ed inutili giri di parole, ad arrivare sempre all'obiettivo, che sia la mente o che sia il cuore. Io, che per deformazione professionale sono attratta dalle tematiche sociali, trovo che abbia un modo semplice ma allo stesso tempo "geniale" di affrontare argomenti delicatissimi, modo che permette di catturare l'attenzione del lettore fino all'ultima riga.

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    Maria Rosa

    06/06/2009 20:31:34

    Ho acquistato questo libro perchè conosco l'autrice, ma onestamente non mi aspettavo di trovarci dentro quello che poi ci ho trovato; col suo racconto così schietto e umano mi ha fatto cambiare il punto di vista su parecchi aspetti del mondo carcerario. Poi questa sovrapposizione tra il racconto di fantasia e la documentazione di ciò che è accaduto durante le visite al carcere di Como mi è piaciuta davvero molto. Brava Miriam!

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    Renzo Montagnoli

    06/06/2008 08:12:22

    Quello che succede dietro le inferriate, quale sia la vita che là si conduce è quasi sempre ignoto ai più, proprio perché la reclusione rappresenta una parentesi di isolamento dal mondo esterno, una sorta di “altro mondo” di cui sappiamo l’esistenza, ma che confiniamo in una zona di disinteresse mentale. Miriam Ballerini si deve essere posta questo problema se al riguardo ha deciso di scrivere addirittura un libro che ha intitolato assai bene Fiori di serra, perché al pari dei fiori che possono nascere liberamente o possono essere coltivati sotto strutture artificiali (e sempre fiori restano), ci sono uomini che vivono liberamente e altri invece che sono detenuti nelle carceri. Anche in questo caso sempre uomini restano, con la loro personalità, i loro affetti, le angosce e le gioie che si portano dentro. Mi sembra che con questo libro l’autrice comasca abbia inteso sollevare quel velo di ipocrisia che sommerge la pietà, una virtù ormai rara, quasi dimenticata. Quello che più mi ha colpito in questo lavoro è stata la struttura dello stesso, perché Miriam Ballerini aveva di fronte a sé due strade: quella del romanzo di ambientazione carceraria e quella dell’indagine giornalistica. Lei ha percorso sia l’una che l’altra strada e così troviamo un romanzo certamente di fantasia e anche un’inchiesta giornalistica, ma non mescolate, bensì presenti su due piani sovrapposti, di cui il primo discendente e il secondo invece progressivamente emergente, con il risultato che alla fine vengono a fondersi. L’aspetto di indagine, frutto di un’esperienza diretta che l’ha portata a ottenere di visitare la Casa Circondariale “Il Bassone” di Como, integra così e approfondisce le problematiche che vanno emergendo nella narrazione di fantasia. E’ superfluo che dica che ne raccomando vivamente la lettura.

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