Formaggio olandese

Willem Elsschot

Traduttore: G. Faggin
Editore: Iperborea
Edizione: 2
Anno edizione: 1992
Pagine: 128 p., Brossura
  • EAN: 9788870910261
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    luciano

    14/09/2017 20:33:08

    E' la storia di Frans Laarmans , un cinquantenne, impiegato presso i Cantieri Navali di Anversa che decide di licenziarsi per fare fortuna nel commercio del formaggio olandese Edam, dalle belle solide forme sferiche di colore rosso, " con un alto tenore di grasso sopraffino." Gli affari, però, non vanno per niente bene e così Frans ritorna al suo lavoro presso i Cantieri Navali, ritrovando i suoi vecchi colleghi che lo accolgono a braccia aperte. Frans non si rammarica del suo fallimento nel commercio; altre sono le cose importanti nella vita, dopotutto quello che conta è la sua famiglia: "bravi, ottimi ragazzi e una cara, cara moglie".

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scheda di Baggiani, A., L'Indice 1992, n. 6

Fortunatamente introdotto da un'ottima, indispensabile prefazione, il romanzo comico, genere poco frequentato, solitamente, a queste altezze. Ad apertura di pagina, un elenco di personaggi, come in un giallo, o in una commedia - come si conviene al clima della storia. L'impiegato Frans Laarmans (già protagonista di un romanzo di Elsschot), impelagato in una rappresentanza di formaggio incautamente accettata nel tentativo di migliorare il suo tenore di vita, si lascia a poco a poco travolgere dalla propria riconosciuta inettitudine al commercio e dall'enorme quantità dell'odoroso prodotto. Amorevolmente assistito dalla famiglia, ritornerà con sollievo al suo lavoro di routine. Accompagnato battuta per battuta da un umorismo lento e costante, circondato da un universo piccolo borghese neanche tanto spregevole, il nostro Laarmans sembra il protagonista ideale di un film d'epoca americano, nel migliore dei casi; di un "telefoni bianchi" italiano, nel peggiore. Più che un'ironia alla Svevo, accostato al nome di Elsschot, alias Alfons de Ridder - il quale è, si, un commerciante, ma in pubblicità, come appare del resto anche dal tono del romanzo -, c'è humour tranquillo, con un certo retrogusto di velata amarezza. Si può appunto sorridere, ma aspettiamo altre storie di questo appartato scrittore: con più pane e meno companatico.