La forza del destino

Marco Vichi

Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 aprile 2014
Pagine: 384 p., Brossura
  • EAN: 9788850231911
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Descrizione
È la primavera del 1967. L'alluvione di novembre, con il suo strascico di tragedie e di detriti, sembra essersi placata e Firenze comincia di nuovo a respirare. Ma non il commissario Bordelli. Per lui non c'è pace dopo un fatto che gli è successo. Indagando sull'omicidio di un ragazzino, si è scontrato con i poteri occulti della massoneria ed è stato costretto alla resa con un "messaggio" molto chiaro: lo stupro di Eleonora, la giovane commessa con cui aveva appena intrecciato una relazione appassionata, e una lista con i nomi di tutte le persone a lui più care. Sconfitto e amareggiato, Bordelli si è dimesso dalla polizia e ha lasciato San Frediano. Che altro avrebbe potuto fare? si chiede nel silenzio della casa sulle colline. Continuare a fare il poliziotto sapendo che non sarebbe mai riuscito a mettere in galera gli assassini? Adesso trascorre le giornate cucinando, facendo lunghe passeggiate nei boschi, imparando a far crescere le verdure nell'orto. Il pensiero di quella resa, di quella violenza senza giustizia, però, non lo abbandona. Ma il destino, in cui fino ad ora non ha creduto, gli offre inaspettatamente l'occasione di fare i conti con il passato, e Bordelli non si tira indietro.

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Recensioni dei clienti

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    serafini lino pasqualino

    30/10/2018 11:01:27

    ottimo vichi.una perfetta prosecuzione di morte a firenze.bella l'ambientazione dell'impruneta.BORDELLI rappresenta l'eroe dei nostri tempi.

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    Richy

    21/09/2018 19:53:23

    Il giustiziere Bordelli con piena coscienza e responsabilità fa quello che va fatto, con il rischio nell'errore di avere delle morti sulla coscenza. Indubbiamente coraggioso in una società tutt'altro che tale.

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    Attilio Alessandro Bollini

    16/06/2018 14:29:23

    Grande scrittore il Vichi anche se non approvo il metodo scorretto del fare giustizia! Ho preferito il precedente, Morte a Firenze. Qui l'Autore si dilunga un po' troppo in episodi di amarcord giovanili mentre sono bellissime le descrizioni delle sere e delle notti in solitaria nel grande casale dell'Impruneta.

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    Mariflo

    20/06/2015 21:29:51

    Il finale amaro di "Morte a Firenze" lasciava intuire che in questo nuovo capitolo il protagonista avrebbe ripreso le indagini sull'omicidio del piccolo Giacomo. Quello che non mi sarei aspettata è che lo avrebbe fatto in questo modo. Ed è proprio questo che non mi permette di dare una valutazione più alta: di Bordelli ho sempre apprezzato soprattutto la profonda umanità e il senso di giustizia, ma sono aspetti che umanamente non posso ritrovare in questo Bordelli versione giustiziere. E mi dispiace, perchè, per il resto, il libro è, come sempre, scritto bene e assolutamente scorrevole e godibile. Mi appresto a leggere "Fantasmi del passato" per capire come sarà il nuovo Bordelli. Lettura comunque consigliata.

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    P.G.

    07/05/2015 18:15:07

    "I romanzi belli, quelli che ci coinvolgono in profondità,sono fatti di scrittura". Per chi, come il sottoscritto, ha ormai una certa familiarità con il Vichi scrittore e con il suo protagonista, Franco Bordelli, non si può lasciar sorprendere dal giudizio che l'autore stesso dà del suo romanzo. Qui, come altrove infatti, la trama non è la forza della storia, ma lo è la scrittura stessa, il modo di raccontarla, la storia, giocando con le parole e piegandole ad un senso più alto dell'intreccio narrativo. Vichi è uno scrittore "vero", e affina le sue capacità linguistiche romanzo dopo romanzo. In questo, in modo particolare, dove la riflessione ha la meglio sull'azione, chi ama le atmosfere potremmo dire quasi bucoliche e sente di doversi concedere ben più di una semplice pausa letteraria nella sua esistenza, troverà il suo "rifugio" ideale. Leggete questo romanzo quindi e lasciatevi conquistare dal suo ritmo narrativo sospeso e volutamente "ozioso".

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    ant

    19/04/2015 15:03:39

    Un libro che esalta la voglia di starsene apparentemente defilati, il piacere di meditare e di riflettere passeggiando in luoghi magici come i boschi, un libro in cui, come dice il titolo, la giustizia e il regolamento di torti subiti avvengono naturalmente seguendo..la forza del destino. La trama: libro ambientato nella campagna fiorentina nella seconda metà degli anni '60, dopo l'alluvione a Firenze, un commissario di polizia decide di ritirarsi a vita privata in seguito ad angherie e delusioni subite a causa di indagini svolte a riguardo di un omicidio di un ragazzino. Il commissario nella sua nuova vita si occupa di cucina e di orto,ma il caso, o il destino che dir si voglia, fa sì che un'anziana contessa, sua vicina di casa, lo implori affinchè indaghi sul misterioso suicidio di suo figlio. Indagando sull'episodio delittuoso di cui sopra, arrivano anche input per dipanare matasse su avvenimenti del passato ed il libro è scorrevole ed interessante per l'altalenarsi di avvenimenti e situazioni sorprendenti. Estrapolo un dialogo che mi ha colpito, x concludere,tra il commissario e il suo amico Dante: ...""La compassione caro commissario...Altro che un imperativo categorico campato per aria...La compassione è la prima radice della morale...Nessuno come il simpatico Arthur(Schopenauer) ha saputo capirlo. Brindiamo alla compassione , l'unica forza capace di combattere l'egoismo umano"""

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    GRAZIA

    19/01/2014 18:25:18

    Bellissimo,come gli altri!Abbiamo un nuovo Camilleri! Aspetto il prossimo sul mio book

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    Carloolo

    26/09/2013 23:39:21

    Come sempre ci sono critiche snob per partito preso. Il libro è agile, con personaggi che ispirano simpatia e sprizzano umanità. I cattivi sono cattivi e come tali sono facilmente individuabili. Consigliato.

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    domenico

    11/07/2013 17:17:34

    Sinceramente non capisco tutte queste valutazioni ai massimi della classifica. A mio avviso il romanzo non le merita affatto, se non altro per il suo carattere di elevatissima dispersività. L'autore si perde in noiose e minuziose descrizioni nonche nel narrare episodi o argomenti che niente hanno a che vedere con la trama principale. Al netto di tutta la fuffa sarebbero bastate un centinaio di pagine. Sconsigliato.

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    paola

    23/11/2012 14:49:06

    Molto bello! primo libro che leggo di Vichi e ho già prenotato i precedenti..scritto molto bene, mai banale, ma profondo. consigliato!

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    Malo

    31/08/2012 22:20:01

    Ecco, al precedente romanzo mancava questo!! Sono contento, bravo Bordelli!!

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    francesco

    26/06/2012 13:56:59

    ultima avventura di bordelli che va a completare ottimamente il romanzo precedente scrittura fluida e personaggi veramente indimenticabili vedi bordelli il botta il dr.diotivede e rosa promosso in pieno

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    TG

    17/06/2012 17:12:27

    Non ci sono più le vecchie abitudini del poliziotto,ma le nuove non sono affatto male come lo sfondo di questa bellissima storia!Devo dire che mi è piaciuta molto la continuazione di "morte a Firenze" intesa come vendetta personale e non solo. Letto in due pomeriggi.

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    paola

    20/04/2012 11:50:19

    Condivido in pieno le riserve. La scrittura rimane di buon livello ma è come se Bordelli e il suo mondo avessero perso la magia degli inizi e virato verso lidi più banali e ammiccanti ai gusti del momento. Sì, c'è stato di meglio e speriamo che possa ritornare di nuovo, dalla mano di un autore che è uno dei migliori di questi anni.

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    Fernando

    15/02/2012 18:02:50

    Non condivido le recensioni positive che rasentano l'entusiasmo...E' il secondo tempo di una storia (Morte a Firenze) molto più intrigante, anche se il finale faceva capire che ci sarebbe stato un seguito. Sono rimasto francamente deluso e il Bordelli vendicatore assomiglia un pò troppo al Bronson "Giustiziere della Notte".Vichi scrive bene e sono piacevoli le storie raccontate dagli amici alla cena di compleanno, ma la trama nel suo insieme non regge...Il nostro Vichi ha scritto di meglio!!!

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    donatella

    12/02/2012 18:26:19

    Dopo " morte a Firenze " che lascia alquanto turbati,questo è il seguito più azzeccato. Bravo Vichi.

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    Michele Vaccaro

    05/01/2012 09:39:21

    Piace davvero questa strana figura di (ex) poliziotto, laconico e malinconico, dal carattere amabilmente scontroso. Il Bordelli ci riporta indietro nel tempo, in un'Italia che non c'è più, con gli stessi problemi di oggi ma che tutto sommato si fa rimpiangere per la tenera ingenuità e semplicità di un paese che stava dismettendo l'abito rurale per indossare quello più impegnativo industriale. Lo sostengo da anni ed in questa sede mi preme ribadirlo: in un ambiente letterario di personaggi engagè che non comunicano nulla con i loro svolazzi presunti autoriali, Marco Vichi, nella scorrevolezza della sua prosa, si conferma scrittore di razza, fra i migliori del proscenio nazionale.

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    SALVATORE CECERE

    27/12/2011 08:02:32

    Bello ma non bellissimo, Bordelli induge troppo nei ricordi partigiani, rompendo un pò le scatole in quel senso ma in compenso il libro si lascia leggere velocemente...nemmeno troppo inverosimile la vendetta...aspetto il prossimo...

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    maremmano

    25/12/2011 19:05:34

    Dopo morte a Venezia un altro ottimo libro di Vichi. Letto in pochissimi giorni, riesce a lenire la grande amarezza che mi aveva lasciato la fine del precedente libro. Sono curioso di leggere la prossima indagine del Commissario, per capire se Vichi riuscirà ad invenarsi ancora qualcosa di così coinvolgente.

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    Margherita

    16/12/2011 17:10:38

    La vendetta! Dolce e sublime rivalsa! Ho letto molto su questo argomento, ultimamente, e troppo spesso ho trovato stereotipi. Tra la tanta spazzatura, alcune perle: mi hanno convinta fino in fondo il dolorosissimo "Ogni cosa al posto giusto" di Morbidelli, le mini storie della compianta Kristoff in "Vendetta", la passione soffocata di Torberg in "Mia è la vendetta" e a questo vichi darei un bel 5, se il suo Bordelli non cambiasse così tanto rispetto a "Morte a Firenze" e se la vendetta fosse intelligente e sottile come i primi due libri citati.

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