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Traduttore: I. A. Chiusano
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XIV-358 p.
  • EAN: 9788806182762
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Recensioni dei clienti

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    Michael Moretta

    14/01/2013 14.08.16

    Il libro si presenta in modo nettamente diverso da altri libri di Böll. Innanzitutto per lo stile narrativo, qui improntato alla cronaca pura della vita di Leni Pfeiffer Gruyten, vista attraverso le testimonianze delle persone che la conoscono o l'hanno conosciuta. L'autore intervista ed incontra tutti coloro che in qualche modo sono venuti a contatto con Leni. Bisogna abituarsi un po' a questo stile di narrazione, che a volte sembra quasi esagerato con un continuo uso delle parentesi, di precisazioni, di iniziali per abbreviare le parole. Ma una volta entrati nello spirito giusto il racconto scorre in modo armonico e gradevole. Soprattutto ho potuto riscontrare un uso molto maggiore dell'ironia da parte dell'autore, solitamente secondo me molto più serio. Anche grazie a questa ironia il racconto trova il suo equilibrio. Comunque sia il libro ci mostra, attraverso la figura di Leni e di chi l'ha conosciuta e frequentata, un pezzo di storia della Germania. In buona sostanza si parte dall'inizio del 1900 con il padre di Leni all'inizio degli anni 70 in cui è ambientato il libro. Ed abbiamo uno spaccato molto fedele dei cambiamenti della società tedesca nel corso di quegli anni. Notevoli, secondo me, sono i personaggi del padre di Leni, che da ricco imprenditore di livello nazionale si ritrova a fare il muratore, del vecchio Hoyser, che al contrario diventa ricco e compra la casa di Leni approfittando delle sue difficoltà e debolezze, del fioraio Pelzer, arricchitosi facendo corone per bare, che ha dato da lavorare a Leni ed a colui che sarebbe poi diventato l'amore della sua vita, Boris, prigioniero russo che grazie ad una conoscenza molto altolocata, invece di lavorare in un campo di lavoro nazista lo fa in un laboratorio floreale. Personalmente, fino ad ora, questo è il libro di Böll che ho preferito. Non forse così "alto" come Opinioni di un clown, ma scritto tremendamente bene e ricchissimo di spunti di riflessione e di interesse.

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    paolo

    06/09/2012 21.26.50

    Un racconto che è come un'onda montante, eccessivo e certamente imperfetto, ma all'autore si perdona tutto, anche quando si fa un po' prendere la mano dalla narrazione, perchè il mosaico di personaggi che attorniano e in qualche modo proteggono l'afasica Leni nel suo timido passaggio attravero la Storia della Germania novecentesca, è davvero arte allo stato puro. Un esempio di letteratura vera e grande in cui impegno e umorismo, leggerezza e realtà storica si fondono in un modo impossibile da ritrovare nel romanzo moderno.

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    Dario

    08/05/2010 20.54.11

    Un libro dal contenuto immenso. Gli devo molto: commosso dai testi delle canzoni che leni ruba ai poeti del suo amore russo mi sono riavvicinato, dopo tanta astinenza, alla poesia. Subito dopo averlo letto ho comprato Hölderlin, Trakl e dicendomi perché no, in ricordo di Boll e della mamma di leni, pure yeats. Lo consiglio vivamente.

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    Matteo

    17/02/2010 17.16.36

    Dal gruppo di amici e parenti intervistati da uno sconosciuto emerge con grande chiarezza la foto di un'antieroina, la Signora appunto, che non dice se non poche parola in tutto il libro. Il racconto della sua vita è il racconto della disfatta della Germania nazista, quasi una sua allegoria. Accattivante la scelta narrativa di costruire a poco a poco l'immagine della protagonista, svelando il contorno (il gruppo di amici, dalle voci a volte contradditorie) gradualmente.

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    luchino

    17/09/2009 07.42.43

    La guerra e il dopoguerra visti con gli occhi degli sconfitti (giustamente sconfitti). Una descrizione molto pignola di quelli che sono i caratteri e il modo di pensare della Germania dell'epoca. Un po' farraginoso il finale, ma la prima parte è veramente molto bella e interessante. Scritto con classe.

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    nimedex

    16/11/2008 12.49.09

    Adoro Boll......E' l'ennesimo suo libro che leggo e anche questo è splendido..

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    rainbow

    04/12/2007 18.21.05

    Quasi un capolavoro, tant'è che ha fruttato il Nobel a Boll, che si è comunque espresso a livelli anche più alti, ma con opere meno conosciute. Non è una lettura facile, specie di primo acchito, ma quando ti prende ti cala nella realtà tedesca contemporanea in maniera magistrale. Si fa un po' di fatica a seguire tutto il mondo che ruota intorno a Leni, ma il tatto e l'umorismo di Boll ci aiutano molto.

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    Laura

    24/05/2007 09.02.07

    Il libro è scritto come un dossier di archivo. Dei personaggi si danno sempre tutte le informazioni su età, altezza, capelli, occhi, professioni, come sulla carta d'identità. Il distacco nel raccontare la storia di Leni, la protagonista, che poi è la storia di "un'altra" Germania, quella dei perdenti e delle vittime, nel corso della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra è con questo modo di scrivere cercato e voluto. E nonostante questo particolare sforzo dello scrittore di rendere al lettore tutto freddo e distaccato, ci si appassiona terribilmente alle vicende di Leni e soprattutto di tutti i personaggi di contorno (il gruppo del titolo). Un rittratto scientifico, come una Foto appunto, che però evoca anche emozioni, come del resto fanno anche le Fotografie.

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    ale bedica

    28/07/2006 11.16.30

    Mi fermo a pagina 96.Leni vive ancora con i genitori e suo fratello è già morto quattro volte. In questo periodo non ho voglia di sapere come era la Germania prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Meglio leggersi delle vecchie annate di Signal e di Stern.

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    Paolo

    20/05/2006 19.37.10

    Ironico, spietato ,con descrizioni meticolose che rasentano la puntigliosita’,l’autore ci offre, attraverso i personaggi del romanzo, un quadro impietoso della fine della sec. guerra mondiale e dell’immediato dopoguerra.

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