Francesco d'Assisi. Guardate l'umiltà di Dio. Tutti gli scritti

Curatore: B. Salvarani
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 17 aprile 2014
Pagine: 309 p., Brossura
  • EAN: 9788811651024
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Descrizione

Francesco d'Assisi è il santo per eccellenza: patrono d'Italia, oggetto di una sterminata devozione, paladino di una religiosità umile e raccolta in sé stessa. Studiato, discusso e interpretato da quasi un millennio, Francesco è paradossalmente anche un autore poco letto. Per questo un'edizione complessiva dei suoi scritti, dalle regole dell'ordine al testamento del santo, sofferto e illuminante, può offrire al lettore moderno un'occasione di conoscere una delle personalità più rilevanti della spiritualità occidentale. Anche alla luce del nuovo impulso dato al suo messaggio dal carisma di papa Francesco.

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    luciano

    03/02/2018 10:23:29

    Brunetto Salvarani, nella sua introduzione a questo libro, riporta queste parole: "Il fatto determinante è che allora un uomo, che oggi collocheremmo con buona coscienza in una casa di cura, poté vivere, insegnare e guidare i suoi contemporanei". Sono parole che Robert Musil fa dire ad una clarissa nel suo romanzo "L'uomo senza qualità". Evidentemente se oggi, Francesco d'Assisi, ritornasse tra noi verrebbe considerato un folle, "un folle di Dio", e per lui si richiederebbe un ricovero coatto. Ma anche nel tempo in cui visse, la spiritualità del Povero di Assisi non fu pienamente compresa, tanto che, con immenso dolore e angoscia, dovette modificare la sua prima Regola, la cosiddetta Regola non bollata, ("che il Signore mi concesse di dire e di scrivere" ), perché ritenuta, dai suoi fratelli, troppo dura e dovette addolcirla con una seconda Regola, detta Regola bollata, che fu riconosciuta da Papa Onorio III il 23 novembre del 1223. Semplicemente Francesco voleva che la sua "fraternità" seguisse le "orme di Cristo" e vivesse secondo "la forma del santo Vangelo". Francesco, che si definiva "simplex (o ignorans) et idiota", è tutto per Dio, quel Dio che, nelle "Lodi di Dio Altissimo", è "il bene, ogni bene, il sommo bene".

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