Massimo Carlotto, uno degli autori più amati, incisivi e schierati del noir italiano, debutta nel Giallo Mondadori con un nuovo, iconico personaggio, dimostrando per l'ennesima volta il suo talento unico nel raccontare la nostra società e gli scheletri che cerca di nascondere nell'armadio.
«La ricerca della verità smuove l’altrimenti granitico personaggio del Francese e pure la trama del noir, che anche in questo caso - come Carlotto ci ha abituati - è perfettamente al servizio dell’inchiesta sull’abominevole (l’aggettivo è suo) ruolo dei magnaccia.» – Miriam Massone, La Stampa
«Ho scritto un noir moderno, inserendo una serie di problematiche per ampliare lo sguardo sul nostro tempo e sul territorio.» – Massimo Carlotto, intervista a La Stampa
Lo chiamano il Francese. Gestisce una "maison" di dodici donne. Ognuna ha un nome d'oltralpe, ognuna recita un personaggio diverso: dalla pin-up d'altri tempi alla manager in carriera, il Francese è in grado di soddisfare le fantasie di commercianti, imprenditori, professionisti. È un giro medio-alto, il suo, le mademoiselle non lavorano in strada, e non tutti se lo possono permettere. Tutto precipita quando una di loro scompare nel nulla: è lui l'ultimo ad averla vista viva, e quindi il primo sulla lista degli indagati. Il commissario Franca Ardizzone non gli dà tregua, lo vuole sbattere in galera a tutti i costi. E la sua maison fa gola alle bande che gestiscono la prostituzione in zona. Per salvarsi, il Francese è costretto a cercare la verità, un gioco pericoloso dove nessuno rispetta le regole.
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Carlotto si conferma il mago del noir. Libro scorrevole, godibilissimo che ci conferma la capacità di Carlotto di trascinarci dentro la storia.
Buon noir all'italiana
Massimo Carlotto è uno scrittore che mi piace molto, ho letto buona parte dei suoi precedenti romanzi e li ho apprezzati per stile, ritmo e contenuto. Questo romanzo, però, secondo me non è all'altezza dei precedenti. Il protagonista è sempre dello stesso stampo dell'Alligatore: un cattivo/buono o un buono/cattivo. Ma peggio riuscito. L'ambientazione è sempre un veneto ricco di denaro e povero di valori. Sembra quasi scritto per scommessa, o per dovere.
Noir molto crudo, stile semplice a tratti un po' scontato. Una caduta in basso rispetto agli standard di Carlotto. Temi già letti e affrontati in altri sui libri, si torna a parlare di NordEst senza aggiunger nulla.