Frankenstein ovvero il Prometeo moderno - Mary Shelley - copertina

Frankenstein ovvero il Prometeo moderno

Mary Shelley

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Traduttore: Bruno Tasso
Edizione: 1
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 maggio 1999
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788817150651
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Frankenstein ovvero il Prometeo moderno

Mary Shelley

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    Lorenzo

    08/06/2019 21:14:13

    Se alla parola Frankenstein ci viene in mente un gigante con un bullone nella tempia, che cammina come uno zombie emettendo mugugni, beh, vuol dire che non abbiamo mai letto l'opera di Mary Shelley. Perchè il romanzo che scrisse lei, in una estate temporalesca nei pressi di Ginevra, è ben altro. La vicenda viene narrata dalle lettere che il signor Walton invia a sua sorella mentre affronta una spedizione nei mari del nord. Lui ospiterà Frankenstein sulla sua nave e sarà lui a raccontare la sventurata vita dello scienziato. Frankenstein è appassionato di scienza fin da giovane. Ha la possibilità di andare a studiare in una prestigiosa scuola e lì i suoi esperimenti e le sue ambizioni lo porteranno a dare vita alla sua creatura. Appena finito il suo operato si pentirà subito e lo abbandonerà. Il mostro abbandonato a se stesso muoverà i suoi primi passi e sarà travolto da tutte le sensazioni derivate da questo suo corpo, orribile ma vivo. Si renderà presto conto che nessuno lo vuole, e non accetta la condanna a questa sua solitudine. Giura di vendicarsi con il suo stesso creatore. Viene raccontata così l'estrema infelicità di Frankenstein, l'angoscia di veder morire i suoi cari e la sua smania di vendicarli. Inaspettata la parte in cui la creatura con un'eloquenza spiazzante, racconta il suo primo anno di vita al suo creatore e di come in certi momenti lo avesse odiato: "Maledetto creatore[...]Perché in quel momento non spensi la scintilla di vita che mi avevi stoltamente accordato?".

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    elena

    20/04/2019 07:47:51

    Un libro che amo. un libro che consiglio. Un libro che ti fa capire l'egoismo umano.

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    Erika

    08/03/2019 13:52:27

    Mary Shelley, figlia della nota femminista Mary Wollstonecraft e moglie dell'altrettanto famoso poeta Percy Bysshe Shelley, scrisse questo romanzo a seguito delle impressioni suscitatele da un viaggio a seguito del consorte nell'Europa continentale di lingua tedesca; ciò che mi ha colpito della lettura è l'insolita matrice etica di quest'opera, che credevo (colpevole l'immagine pubblica che ne è stata data) niente più che un divertissement sui fili dell'horror: invece, anticipando di qualche decennio Oscar Wilde, Mary riesce a ficcare la morale in una storia gothic; fino a che punto la scienza può spingersi, si chiede, e vale la pena scapicollarsi per raggiungere una conoscenza di nessuna immediata utilità per il genere umano, e che anzi, a ben vedere, può anche rivelarglisi deleteria? Secondo me, Mary Shelley era "molto avanti", per la sua epoca; le sue domande sono di un'attualità sorprendente, in un'era come la nostra in bilico tra abortisti e antiabortisti, sostenitori della fecondazione in vitro e non, "clonazionisti" e non...

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    Giovanna

    08/03/2019 10:45:08

    Una lettura inaspettatamente poetica, una trama avvincente anche se in taluni punti si percepisce l’incompletezza, forse voluta, di dettagli che avrebbero soddisfatto la curiosità di lettori avvezzi all’orrido. Ciò che più mi ha colpito è la capacità introspettiva , di pensieri elevati, tanto del dottor Victor Frankenstein quanto della sua creatura dall’aspetto mostruoso ma dalle aspirazioni della più elevata umanità. Assolutamente diverso da come me lo aspettavo, sia nella narrazione, che si presenta in forma di romanzo epistolare, sia nei contenuti, che sembrano raccogliere in sé i semi per discussioni più vaste sulla cultura dell’epoca in cui l’opera fu realizzata , frutto quindi, a mio parere, non soltanto di una semplice scommessa tra cultori del genere letterario.

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    Nadia

    20/11/2018 19:12:10

    Non mi è proprio piaciuto, l'ho trovato noioso, infarcito di un patetismo tipico di certo linguaggio romantico che mi dà sui nervi. Niente nel racconto che mi abbia stupito, tutto scorre forzatamente. L'idea di base è valida: mostrare come la mancanza d'amore e la solitudine trasformino anche i cuori più ben disposti in un baratro d'odio (in questo senso il libro avrebbe molto da insegnare a tanti giustizialisti dei giorni nostri), il punto è che un grande romanzo deve saper veicolare le idee attraverso personaggi memorabili, trame solide, uno stile riconoscibile e allo stesso tempo quasi trasparente... Ecco, per me Frankestein non ci riesce.

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    Deb

    20/09/2018 18:21:35

    Quando iniziai a leggere i primi capitoli di questo capolavoro della letteratura inglese ( parlo di anni e anni fa) , ho parallelamente cominciato ad amare anche il genere Gothic-Noir ( cosa alquanto insolita per un amante dei romantic tales come me) . Ricordo che la cosa che più mi spinse a proseguire nella lettura del romanzo, fu proprio la suspense magistralmente utilizzata dalla giovane Shelley nel raccontare il ritmo tanto misterioso e a tratti tetro degli eventi. Si tratta di un romanzo davvero unico nel suo genere. A mio parere, l' elemento più affascinante del romanzo si noterà nella parte finale del libro, ed è il meccanismo involontario interno con cui i ruoli dei personaggi si ribalteranno l' un l' altro. Seguendo una sorta di legge del contrappasso, i ruoli dei due antagonisti /protagonisti verranno ribaltati un Po' dal destino e un po' dalle circostanze. Il carnefice infatti, il dottor Victor Frankenstein, diventerà, in seguito, vittima, mentre la sua creatura, quel povero ammasso di corpi privo di nome, da vittima si trasformerà nello spietato carnefice di quel creatore che lo rifiuto' sin dal principio, dopo avergli dato vita in una maniera mostruosa e innaturale. Ecco, questo è l' elemento del romanzo che mi ha maggiormente indotto ad amare questo romanzo e la mano che lo scrisse. In realtà, ci sarebbero anche altri aspetti del romanzo da sottolineare e prendere in considerazione, ma non basterebbero neanche 20 pagine di recensione.

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    Benedetta

    19/09/2018 01:18:19

    Nonostante sia stato scritto per gioco resta una delle migliori gothic novel esistenti, nonché uno dei romanzi più famosi del genere horror. Gli amanti del genere dovrebbero aver letto almeno una volta questo libro e magari recuperare anche delle pellicole tratte da questo! ;)

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    Nicola

    18/09/2018 13:37:07

    Descrivere l'opera dell'autrice Shelly, vera e propria icona dell'innovazione nella letteratura ottocentesca, non è cosa semplice. Per approcciarsi a questo libro, in maniera adeguata, bisogna dimenticare il mostro holiwoodiano che abbiamo stampato in mente. Il mostro di cui seguiremo le vicende non è un essere alto 2 metri, rattoppato e con delle viti al collo... ma un uomo. Un uomo tormentato dalla morte, da sentimenti malati e traviati. un uomo dall'esistenza a tratti meschina. Nel Frankenstein dell'autrice londinese, è possibile rivedere, in forme diverse ma nella stessa sostanza, il racconto di Dorian Gray. Là dove si vedeva un quadro invecchiare col passare del tempo mentre il suo padrone ringiovaniva, qui si assiste a qualcosa di molto simile. Man mano che la narrazione incalza, vedremo un uomo trasformarsi sempre più in un mostro e il mostro, nato dalle sue manie, trasformarsi piano piano in un uomo. Un uomo che diventa folle e una Creatura che impara ad avere sentimenti. Il romanzo non è solo tetro, ma abbraccia in se numerose tematiche sociali, sentimentali, teologiche: L'uomo che tenta di essere Dio ma finisce col diventare il Diavolo. Al termine della lettura di quest'opera si potrebbe provare uno stano smarrimento... perchè, in alcuni momenti, l'autrice riesce a toccare corde personali che nessuno si sognerebbe di ritrovare in un romanzo di 200 anni fa. L'edizione Newton mammut è sontuosa. la rilegatura eccellente, il formato perfetto. la traduzione scorrevole permette di godere alla perfezione di un romanzo estremamente complesso.

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    GiorgiaT

    02/02/2018 09:06:55

    Ho letto questo classico un po' impaurita, pensavo di trovarmi davanti a un romanzo lungo e pesante nello stile e invece sono stata piacevolmente sorpresa. La narrazione scorre, il linguaggio non risulta troppo aulico o difficoltoso, anzi. Il mostro di frankenstein è una figura letteraria di cui tutti hanno sentito parlare e che merita assolutamente di essere approfondita leggendo il romanzo. Lo consiglio a tutti coloro che hanno amato Dracula di Bram Stoker e che apprezzano il genere gotico.

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    Francesco C.

    11/05/2005 13:22:19

    Apprezzabile la volontà della sig.ra Shelley nel creare per gioco un "Romanzo Nero o Gotico" che pochi avrebbero pensato potesse riscuotere tanto successo. Personalmente le mie aspettative sono state in parte deluse, poichè spesso l'autrice narra con superficialità eventi cardini della storia. Ne consiglio comunque la lettura se appassionati del genere sia in ambito letterario che cinematografico..potrete confrontarlo con opere nettamente superiori.

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  • Mary Shelley Cover

    Figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice della prima dichiarazione dei diritti delle donne e che muore poco dopo aver dato alla luce la figlia. Mary viene perciò cresciuta dal padre.A 16 anni conosce Percy B. Shelley, già sposato, e a 17 anni fugge con lui in Svizzera. Si sposano e hanno tre figli di cui solo uno sopravvie. Il romanzo più famoso di Mary Shelley è Frankenstein, scritto tra il 1816 e il 1817 in Svizzera e deriva dalla proposta di Byron di scrivere ognuno (insieme a Percy e il medico di Byron) un racconto dell'orrore.Nel 1818 i coniugi Shelley si trasferiscono in Italia. Qui Mary scrive Mathilda (1819-1820).Nel 1822 il marito muore e lei ritorna in Inghilterra con il loro unico figlio. Approfondisci
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