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I fratelli Karamazov - Fëdor Dostoevskij - copertina

I fratelli Karamazov

Fëdor Dostoevskij

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Curatore: Ettore Lo Gatto
Edizione: 1
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 settembre 2003
Pagine: 1059 p., Brossura
  • EAN: 9788817107952

93° nella classifica Bestseller di IBS Libri Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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I fratelli Karamazov

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Gaia la libraia

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"Dostoevskij era uno di quei rari geni che avanzano d'opera in opera, per una sorta di progressione continua, fin che la morte non li venga bruscamente a interrompere. Nessun ripiegamento in quella sua focosa vecchiaia, non più che in quella di Rembrandt o di Beethoven, al quale mi piace paragonarlo; un sicuro e violento approfondirsi del suo pensiero" (André Gide). Fëdor M. Dostoevskij (1821-1881), scrittore russo. Cominciò a pubblicare nel 1846, con Povera gente e Il sosia. Seguirono Umiliati e offesi (1861); Memorie dal sottosuolo (1864); Delitto e castigo e Il giocatore (1866); L'idiota (1868); I demoni (1871-72).
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    Bartek

    04/12/2019 23:58:54

    Il libro da consigliare!

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    Elisabatta Naimo

    06/11/2019 21:50:47

    Dostoievski era davvero uno dei più grandi conoscitori dell'animo umano, oltre ad essere un grande scrittore. E con I fratelli Karamazov ne da una ineccepibile dimostrazione. Con una incredibile libertà di linguaggio, Dostoevskij riesce comunque a seguire una costruzione rigorosa e complessa della trama. Come tutte le grandi opere, I Fratelli Karamazov non si limita a raccontare una storia, ma descrive un mondo intero. Il numero di personaggi è impressionante e Dostoievski si incarica di approfondirne la psicologia come solo lui sa fare. Lo scrittore non approva né biasima le idee e le scelte dei suoi personaggi. Ne è osservatore neutrale non giudicante. Descrive i personaggi in tutta la loro complessità, eliminando dalla storia qualsiasi carattere stupidamente dottrinale, politico o filosofico alla sua opera. Il romanzo è, secondo me, il risultato logico della carriera di Dostoievski, l'apice della sua arte, l'opera suprema e monumentale della sua carriera di scrittore. Il libro che unisce tutto il genio dello scrittore.

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    mara

    25/09/2019 19:03:12

    Gli elementi sono i soliti, chiaro. Nomi impossibili(qualcuno mi spieghi perché Agrafena Alexandrovna diventa Grusenka), puri di cuore, delitti, denaro (tremila rubli, tremila rubli, tremila rubli). E su tutti i Karamàzov che sono tutto, qualsiasi cosa, l'umanità e tutto ciò che la circonda. La passione, l'inganno, la paura, l'amore. Una storia di un sangue che è poi quello di tutti quanti, di tutti i puri e di tutti i crudeli.

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    federica

    25/09/2019 17:43:15

    Come in altri libri dello stesso autore, ci sono dialoghi inverosimili e interminabili A volte si ha la sensazione che l'autore la meni per le lunghe forse perché era pagato a pagare Anche il famosissima capitolo del Grande Inquisitore mi ha lasciato alquanto freddo Ci sono tante incongruenze che rendono il racconto traballante e, al tempo stesso, con ambizioni filosofiche al di sopra delle capacità di chi scrive

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    Marta

    24/09/2019 09:42:50

    Uno di quei libri che fa timore per la mole, uno di quei libri che si considera "pesante" ma vale la pena dargli una possibilità, ovviamente ha bisogno del giusto tempo per essere letto ma si sarà infine ricompensati dall'intensità emozionale che ne deriverà.

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    Gabriele

    21/09/2019 13:17:18

    Diceva bene Freud nel definire questo libro uno dei cinque più grandi capolavori letterari della storia...molto più di un romanzo ...un epopea straordinaria e scorrevolissima riguardo le dimensioni più abiette e superficiali e le più profonde dell'essere umano.Dostoevskij è il Cristo della letteratura.

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    Daniele

    11/03/2019 20:14:15

    Di questa rilettura dopo tanti anni dalla prima, mi restano soprattutto due cose (tra le mille che si possono trovare nel romanzo). La prima è la potenza e la forza dei sentimenti dei personaggi, anche di quelli minori. C’è in Dostoevskji una vitalità straordinaria, sia negli abissi del vizio che nelle vette della spiritualità, tutto è sentito in un modo che suscita reverenza. Questo è probabilmente l’aspetto che mi colpiva di più anche quando l’ho letto da ragazzo.

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    Andrea

    11/03/2019 14:34:53

    Era parecchio tempo che volevo leggere questo libro. Mi sono pentito di aver spesso rimandato, scoraggiato da commenti del tipo: "è un libro pesante, è troppo lungo". Invece è stupendo, certo, non si legge con un giorno ma è tempo speso nel migliore dei modi! Incredibile quanto sia una storia "attuale" nonostante sia stato scritto nel 1879, l'eternità dei veri capolavori!

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    Davide

    26/08/2016 19:47:44

    Questo romanzo è la vita, non può essere superato e ciò mi rende triste, perchè non troverò mai nulla dello stesso calibro...

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    rosa elena

    28/06/2014 20:55:37

    Quando si legge un libro come questo, decisamente si sente il respiro del capolavoro. Dialoghi serrati e profondamente realistici, grandi dilemmi interiori, una vicenda intricata e sofferta che, infine, ha lo scopo di dimostrare l'importanza pedagogica del modello paterno. Chi legge questo libro pensando di trovare solo un thriller giudiziario o una vicenda sentimentale di gelosia e tradimenti, penserà forse che certe parentesi prolisse spezzino l'unità narrativa - e di primo acchito lo si può pensare, ad esempio se si ha in mente 'Delitto e castigo', che rimane il culmine del genio di Dostoevskij: anche qui si ha un profondo messaggio di crisi dei valori e assenza di un freno etico come motore del delitto, ma l'equilibrio narrativo è serrato e perfetto, qui non pensereste mai 'ecco, questa parte potrebbe non esserci'. Ebbene, ne 'I fratelli Karamazov' anche le parti più prolisse - e alludo a quelle sullo starec Zosima - hanno una profonda ragion d'essere e, infine, si metabolizzano assai bene assieme al resto, che rappresenta un saggio filosofico vero e proprio PER TRAMITE di una vicenda di cronaca nera e, successivamente, giudiziaria. Ognuno dei tre fratelli cerca un punto di riferimento, chi nella religione, chi nel nichilismo e nella filosofia, chi nei piaceri terreni: il tutto, per colpa di un padre assente e dissoluto. Quindi: crisi dei massimi sistemi di tutti e tre, un infido, vigliacco colpevole, l'inutile sacrificio finale dell'eroe. Un finale modernissimo, se si pensa che a quel tempo il romanzo per definizione doveva finire con 'la soluzione' che salvava i buoni e puniva i cattivi. Le donne, in questo romanzo, fanno davvero una pessima figura: esseri volubili e nevrotici, che spingono i loro uomini alla pazzia e al delitto. Ivan è l'unico vero eroe, tormentato, affascinante e profondamente - suo malgrado - etico.

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    Simona

    21/02/2009 15:29:07

    Questo romanzo sta a Dostoevskij come il concerto numero 3 sta a Rachmaninov! Indubbiamente è più assimilabile ad un trattato filosofico che ad un vero e proprio romanzo ,come ha già sottolineato giustamente qualcuno. Se non avete mai letto nulla di Dostoevskij non cominciate con questo, vi assicuro che NON E' PROPRIO IL CASO! Consiglio come prime letture: Il Sosia, I Demoni, Memorie di una casa morta, L'Adolescente e L'Idiota, poi potete incominciare questo. Buona lettura.

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    Carlo

    21/07/2008 00:57:36

    Ultimo atto dello scrittore ma non certo ultimo come grandezza da leggere e rileggere trovando sempre nuove sfumature

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    FRANCESCO

    31/08/2007 20:03:16

    E' l'ultimo romanzo di Dostoevskij,secondo me il più grande in assoluto,leggerlo è stata un'esperienza unica,si fa fatica a staccarsene,mangiare o dormire diventa quasi una seccatura !Un opera grandiosa ,scritta da un Titano ,da leggere dopo "Delitto e castigo", e "I demoni" gli altri due grandi capolavori.Successivamente leggetevi "L'idiota","Memorie dal sottosuolo" e "L'addolescente".Consiglio l'edizione Einaudi.

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    vivis

    11/05/2007 11:35:38

    Oscuro viaggio nell'anima e nel pensiero di noi tutte creature umane. La filosofia,la psiche,la spiritualità, la passione la virtù, la voluttà e la riflessione dietro un delitto. Chi è veramente l'uomo??chi è veramente dio?..un ribollire di paure e sensualità in uno dei romanzi cardine della cultura mondiale.Una parola sola: grandioso!

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    Marco

    24/12/2006 10:45:10

    Il picco più alto raggiunto dalla letteratura mondiale. Un libro che non scorderò mai. L'unico libro che è riuscito a farmi piangere.

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    laura

    19/09/2006 15:36:09

    Non mi sento all'altezza di scrivere una recensione su questo libro che è una saggio filosofico. "I Fratelli Karamazov" è una profonda riflessione sull'uomo, un libro da studiare, rileggere e rielaborare nel tempo. Dopo aver letto questo i romanzi non bastano più, si diventa assetati di qualcos'altro.

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    tony

    31/08/2006 21:52:57

    la mole consistente puo' spaventare ma non temete perchè la lettura di un capolavoro come questo coinvolge talmente da non rendersi conto di come velocemente le pagine scorrano. è impressionante accorgersi di come una romanzo scritto secoli fa sia così attuale. un lavoro geniale !

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    lilli

    16/07/2006 18:38:49

    Senz’altro un ottimo libro. LEGGETELO!!!!!!!!! A vederlo può sembrare un po’ pedante, ma non scoraggiatevi ancor prima di leggerlo solo perché è lungo oltre mille pagine: è scritto benissimo e la storia,che vi prende sin dalle prime righe, è quasi attuale e comunque eccezionale tanto che non riuscirete più a smettere di leggere. Certo alcune lunghe descrizioni su fatti non inerenti alla storia principale in cui spesso si intromette prepotentemente, ma indirettamente il parere dell’autore, sono un pò noiose, ma vale la pena di leggerle anche solo per conoscere il pensiero di Dostoevskij, che è molto interessante. Comunque, se si riesce a resistere a queste brevi (per fortuna) dissertazioni “filosofiche”, il libro è bellissimo: minuziosissimo nei particolari e nel descrivere gli stati d’animo dei personaggi (infatti le mille e passa pagine sono quasi esclusivamente su quattro giorni) e interessantissimo per la panoramica che dà alla Russia e anche al sistema giudiziario russo di quegli anni. DA LEGGERE, davvero.

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    Wal

    16/11/2004 15:37:57

    Libro inarrivabile, monumento della letteratura mondiale di tutti i tempi. Dostoevskij è forse il più grande scrutatore degli animi umani, dei sentimenti profondi che si annidano nei cuori dell'umanità. In questo immenso capolavoro, il Dostoevskij raggiunge l'apoteosi del suo pensiero filosifico religioso. In esso è descritta tutta l'umanità, nuda e cruda: le passioni, la carità, la fede, la voluttà...tutti i sentimenti, buoni e cattivi, che si muovono come in un turbine nei cuori dei personaggi chiave di questa impareggiabile opera letteraria. E sempre nei loro cuori ,il tutto, ruota attorno ad un dilemma chiave del romanzo: Esiste Dio? Chi ha letto questo capolavoro sarà di sicuro d'accordo con me, con il sostenere che, dopo averlo letto, pochi libri si avrà il piacere di leggere, eccetto le monumentali opere come questa.

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  • Fëdor Dostoevskij Cover

    Figlio di un medico, un aristocratico decaduto stravagante e dispotico, crebbe in un ambiente devoto e autoritario. Nel 1837 gli morì la madre, da tempo malata, e D. venne iscritto alla scuola del genio militare di Pietroburgo, istituto che frequentò controvoglia, essendo i suoi interessi già risolutamente indirizzati verso la letteratura (risalgono a quegli anni le sue prime letture importanti: Schiller, Balzac, Hugo, Hoffmann). Diplomatosi nel 1843, rinunciò alla carriera che il titolo gli apriva e, lottando con l’indigenza e con i disagi di una salute cagionevole, cominciò a scrivere: il suo primo libro, il romanzo Povera gente (1846), che ebbe gli elogi di critici come Belinskij e Nekrasov, rivela già l’attenzione pietosa di D. per... Approfondisci
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