I fratelli Karamazov

Fëdor Dostoevskij

Curatore: S. Prina
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 febbraio 2014
Pagine: 1114 p., Brossura
  • EAN: 9788807900792
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione

"I fratelli Karamazov" si configura come la cronaca di una qualsiasi famiglia della provincia russa, contrassegnata dall'acerrimo contrasto tra la figura del padre, Fëdor, tirannico libertino, e i suoi quattro figli: Alesa, profondo conoscitore dell'animo umano, Dmitrij, un tenentino impulsivo, oscillante tra slanci di generosità e bassezze crudeli, Ivan, raffinato cultore dell'ateismo, e Smerdjakov, figlio epilettico e illegittimo e per questo condannato ai lavori più servili in casa. Quattro diverse personalità che trovano come punto di convergenza l'odio comune verso il padre.

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

Libro inedito Chiara Gamberale
OMAGGIO ESCLUSIVO PER TE
Con soli 19€ di libri del Gruppo Feltrinelli fino al 15/01/2019

Scopri di più

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Marco

    19/09/2018 22:36:54

    Uno dei primi tre libri più belli mai letti. Unisce splendidamente l'indagine filosofica su temi riguardanti la natura umana e le sue contraddizioni, e il ritmo incalzante del romanzo giallo. Personaggi di una profondità incredibile. Smerdjiakov e Ivan a mio parere su tutti. Uno di quei libri che non riesci a smettere di leggere perché vuoi sapere come va a finire, e ciò è incredibile a mio avviso considerando la mole e i temi trattati. Tutto riassumibile in: se Dio non esiste, tutto mi è permesso? Fantastico.

  • User Icon

    I.L

    18/09/2018 16:42:22

    Nel commentare un'opera del genere non saprei da dove iniziare, mi limito a valutare l'edizione che, come per tutti i volumi dell'universale economica feltrinelli, è veramente ben fatta. La consiglio

  • User Icon

    Oriana

    17/09/2018 20:34:19

    Se “L’Idiota” mi aveva dilaniato, e soprattutto per il personaggio del principe Miskin, unico eroe della storia - passatemi quest’iperbole - positivo e ingenuo che risulti credibile e umano, un novello Gesù incompreso e tradito; adesso invece tutta la famiglia Karamazov ha potuto stringere su di me le sue grinfie e sono stata travolta dalle loro passioni sfrenate e smodate. Ogni romanzo di Dostoevskij è forse un mondo, questo più di ogni altro, c’è spazio per l’umano, tutto ciò che è vita, tanto che dopo viene da chiedersi a cosa serva scrivere ancora, dopo un libro simile. Temi fondamentali sono la morte e la colpa, precisamente i nostri dilemmi esistenziali tra i più profondi. Questo non significa che Dostoevskij abbia bisogno di scrivere un saggio al riguardo, perché riesce perfettamente a dimostrare quanto poco sappia di preciso e universalmente riconoscibile ogni essere umano. Siamo poco diversi dai Karamazov, anzi, siamo tutti Karamazov, in balìa di forze che non riusciamo neanche a comprendere del tutto, figuriamoci a fermare. Per quanto possa valere, c’è da ringraziare Dostoevskij perché non ci ha privato dei Karamazov, e ci ha quasi assolto (novello evangelista) dai nostri peccati.

  • User Icon

    Serena

    27/10/2017 11:59:37

    Ammetto di non essere riuscita a finirlo. Mi aspettavo molto da questo libro e ancor di più da questo autore, ma ho avuto l'impressione che tutto fosse inutilmente "tirato per le lunghe". C'è poca azione e anche quella che c'è è irrilevante, inutile al fine della storia. Metto due stelle perché i personaggi erano delineati piuttosto bene ed è indubbio che l'autore sia molto abile, anche se dall'opinione generale mi aspettavo di più. Forse ho solo scelto il libro sbagliato, o forse lo riprenderò in mano più in là, quando avrò più pazienza e tempo da perdere.

  • User Icon

    Mirko

    13/11/2016 19:44:19

    E' difficile dare un giudizio su questo famosissimo romanzo. Diciamo innanzitutto che è una lettura molto impegnativa. Prima di tutto per la mole (1056 pagine); in secondo luogo per la complessità dei dialoghi (il romanzo è ambientato nella Russia dell' 800 e alcuni colloqui risultano difficili da capire); poi per il numero vasto di personaggi e per le numerose divagazioni filosofiche. Sono d'accordo che il romanzo potrebbe essere molto più breve e che la parte migliore è la seconda. Quindi da consigliare o no? Diciamo così: resistete per le prime 600 pagine, prendate nota dei nomi dei personaggi (non è facile ricordarsi di un personaggio dal nome russo che ricompare dopo alcune centinaia di pagine) e godetevi le ultime 400 pagine, davvero coinvolgenti. Il giudizio di 3 stelle è proprio una media tra 1 stella della prima parte e 5 stelle della seconda.

  • User Icon

    Enzo

    24/09/2015 17:11:58

    Un romanzo di oltre 1000 pagine che ne avrebbe volentieri fatto a meno di circa 300 non fosse stato per la profusione di vaniloqui ridondanti dei logorroici personaggi, e di scene secondarie passibili di ritagli. Oltre a questi ho ritrovato i soliti punti deboli: stile ripetitivo e sgraziato; messinscene infuocate di consunto sentimentalismo e piroette narrative prese da ritriti feuilleton; una patetica e irritante veemenza cristiana propagandistica; personaggi doverosamente morbosi e psicolabili, quasi tutti assurdamente muniti di una lancinante autocoscienza, la cui scarna caratterizzazione, nonostante le contorsioni psicoanalitiche, denuncia chiaramente l'intento teorico che li muove, soprattutto per quanto riguarda le nevrotiche figure femminili idealizzate fino al ridicolo. L'intuito psicologico di D. (di lì a poco surclassato dai suoi discepoli, ad es. T. Mann)è indubbiamente strabiliante sennonché, appunto per la sua lucida chiarezza analitica, l'ambiguità premeditata e compiaciuta con la quale adombra talora taluni atteggiamenti riesce indigesta. Il punto forte, invece, è la meravigliosa architettura filosofica sulla cui vetta troneggia il conturbante concetto, stavolta ulteriormente ampliato e definito, dell'embrionale Oltreuomo nietzschiano (tanto affascinante da scusare l'autore se riutilizza praticamente la stessa chiave di volta di Delitto e Castigo). In definitiva un romanzo brillante e stimolante nei contenuti, goffo e stancante nella struttura (il meglio è riservato alle ultime 400 pagine), che a mio avviso soffre del tempo trascorso. Per me il vero capolavoro di D. resta L'Idiota.

  • User Icon

    Ivano

    25/08/2014 20:42:39

    Sappi che in Verità chiunque è colpevole dinnanzi a tutti, per tutti e per tutto. Meditate Gente, Meditate.

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione