Traduttore: G. Carlotti
Editore: Fanucci
Anno edizione: 2004
Formato: Tascabile
Pagine: 251 p., Brossura
  • EAN: 9788834710197
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    Leonardo Banfi

    19/01/2014 20:21:15

    Un romanzetto non impegnativo. Lo stile tipico di Lansdale, scorrevole, semplice. Personaggi tipici, naturali, terreni, nessun super eroe. Trama semplice sviluppata in modo scorrevole. Avrebbe potuto fare di meglio.

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    Leonardo Banfi

    19/01/2014 20:20:24

    Un romanzetto non impegnativo. Lo stile tipico di Lansdale, scorrevole, semplice. Personaggi tipici, naturali, terreni, nessun super eroe. Trama semplice sviluppata in modo scorrevole. Avrebbe potuto fare di meglio.

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    A-Man

    22/05/2009 15:50:49

    Come al solito L.ci trasporta nel profondo sud del Texas e dalla sua penna escono sempre personaggi e luoghi fantastici.

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    lello rispoli

    31/10/2008 17:39:39

    stupendo...avanti un altro

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    Lorenzo Berti

    28/06/2006 14:07:46

    Che dire? Meno male che Lansdale è autore prolifico. Si legge sempre volentieri. Ha grandi doti, anche nel peggiore dei casi. A volte forse (ma lo fa anche Irving, se vogliamo...) si ripete un po' qualche situazione (cfr. ad. es. "In fondo alla palude" e "La sottile linea scura", oppure questo "freddo a luglio" e alcuni aspetti di "Bad Chili"), ma non c'è niente da dire: un romanzo di Lansdale lo divori. E non è mai né scontato né banale né grossolano. Grandioso Jim Bob Luke e meravigliosa la sua macchina, e un punto in più per la capacità di Lansdale di cambiare completamente corso al romanzo, senza farci sentire troppo lo scossone o la frattura (tra la prima e le altre due parti).

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    DarkSouth

    20/05/2006 22:56:39

    Questo non è ,di certo, il miglior romanzo di Lansdale,un romanziere che è un mito,ma ha tutte le caratteristiche per lasciarsi leggere in maniera scorrevole e divertente. Personaggi azzeccati ed una trama ben congegnata sono i punti di forza,insieme alla solita ottima scrittura del vecchio Joe. Consigliatissimo....e poi procuratevi tutti gli altri suoi libri.

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    AndreaB

    27/10/2005 10:51:41

    Richard Dane, il protagonista di questo romanzo. Qualcona ricorda in quale altro romanzo di Joe compare? :-))

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    Vicky Vale

    25/10/2005 12:17:59

    Buon libro, ma non eccezionale. La trama è ricca di colpi di scena anche se in alcuni punti non è completamente credibile (soprattutto nella trasformazione di un pacifico corniciaio in pistolero). Lo stile è buono, il libro scorre. Mi piacerebbe dare un voto anche più alto, ma mi sembra che sia il tono sia l'approfondimento psicologico dei personaggi siano un po' leggeri. La cosa migliore è sicuramente l'ingresso di Jim Bob Luke che dà un tono tutto diverso alla storia, mentre altri caratteri potenzialmente interessanti, come quello di Price, restano abbozzati e manca anche un minimo chiarimento finale tra padre e figlio.

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    Jervas Dudley

    23/07/2005 21:33:22

    Joe R. Lansdale non è uno scrittore da mezze misure, può piacere oppure no ma sicuramente non ti lascia indifferente. Rimane difficile classificare Freddo a Luglio, infatti non rientra in un genere preciso ma ne raggruppa diversi, dal thriller alla commedia grottesca per finire con il western. Quello che veramente colpisce e la capacità di Lansdale di miscelare tutti questi elementi tenendo vivo l’interesse del lettore fino alla fine. Le prime pagine non sembrano particolarmente coinvolgenti ma con l’entrata in scena di Jim Bob Luke, un investigatore privato davvero particolare, il romanzo decolla in un crescendo grottesco e drammatico allo stesso tempo. L’elemento portante del libro sono senza dubbio i personaggi, estremi e allo stesso tempo fragili e commoventi, perfetti per un western scritto da John Ford e diretto da Tarantino. Credo che l’influenza della mitologia della frontiera sia molto presente nella narrativa di Lansdale, ovviamente il tutto è reso più moderno per soddisfare i lettori contemporanei ma la morale che muove gli eroi di questo libro è la stessa di John Wayne in una delle sue migliori performance. Ci sono i Buoni e i Cattivi bisogna solo scegliere da che parte stare e avere il coraggio di schierarsi.

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    Greta

    10/07/2005 21:34:05

    Io penso che Lansdale sia unico nel suo genere. Ma qual è il suo genere infine? Thriller, humor, noir, avventura, tutto sapientemente mischiato e presentato in ogni libro in modo magnifico. Non ha paragoni quest’uomo, nessuno meglio di lui sa narrare e descrivere racconti che in mano ad autori meno capaci risulterebbero banali. La sua scrittura è incalzante a volte poetica e mai noiosa. L’uomo di Lansdale non è mai un eroe senza macchia e senza paura, è un uomo con molte debolezze, con molti dubbi e con un complicato e personale senso dell’onore. L’uomo di Lansdale è vero. “Freddo a luglio” inizia con con un ladro che irrompe nella casa del protagonista per un tentativo di furto. Per legittima difesa il proprietario (Dane) lo uccide. E poi? Poi iniziano i sensi di colpa di Dane, il pensare continuamente al fatto che ha ucciso un uomo, iniziano i suoi dubbi sul essere o non essere un buon padre, cioè inizia il ragionamento di un uomo pacifico che è stato costretto a mettersi alla prova. La storia va avanti col risolvere un mistero e Dane conosce due personaggi che sicuramente gli cambieranno la vita e il modo di vedere il mondo e i suoi abitanti. Non viviamo in una favola, questo lo sappiamo da tempo, Lansdale ce l’ho sbatte in faccia continuamente, ricordandoci che nell’uomo ci sono sempre due lati: il bello e il brutto e a volte bisogna scegliere alla svelta quale lato mostrare. Non ha mezze misure, a tratti si ride per le battute veramente eccezionali, a volte invece la descrizione di certi comportamenti ci spiazza e ci fa inorridire. Fino a dove può arrivare la mente umana? Non c’è un limite dunque al male? All’uomo di Lansdale è permesso tutto. Perfino il poter farsi giustizia da solo, anzi tifiamo per lui, lo capiamo, lo incitiamo, quale altro autore sarebbe capace di fare altrettanto? Nella vita reale certi comportamenti sono da rinnegare, nei libri di Lansdale tutto è permesso e lecito.

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    Romano De Marco

    19/01/2005 09:58:58

    Il difficile rapporto tra padri e figli. La legge dei codici e la giustizia degli uomini. La responsabilità e il senso dell'onore. Molta la carne al fuoco in questo romanzo di Lansdale del 1989... L'azione si svolge (manco a dirlo...) in un Texas infuocato ed ostile (scenario privilegiato per le vicende narrate dallo scrittore) e inizia con un classico "family man" coinvolto in un omicidio per legittima difesa... Inizialmente sembra che la storia sia incentrata sulla sete di vendetta dell'anziano padre della vittima... ma come spesso accade nelle sue storie, Lansdale mischia le carte in maniera inaspettata e ci trascina verso una direzione del tutto diversa... E ci presenta il personaggio di Jim Bob Luke (da qualcuno di voi già conosciuto in BAD CHILI del 1997).. veramente grandioso.... E' il personaggio "Lansdaliano" per eccezione... un concentrato di tutto ciò che l'autore adora della tradizione western e dell'eroe senza macchia e senza paura del mito americano... rivisitato in chiave autobiografica e politicamente poco corretta.... Un libro imperdibile per chi apprezza questo autore... ed indispensabile per chi vuole iniziare a conoscerlo.... Un'altra finestra aperta da Lansdale sulla voragine nera dell'animo umano e una catartica ricerca di giustizia da parte di personaggi nei quali non potrete non immedesimarvi... la conclusione della ricerca non vi lascerà delusi...anche se, come sempre, il prezzo da pagare sarà alto....

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    silvio

    09/11/2004 15:20:15

    Lansdale mi piace molto, ha un modo di scrivere molto scorrevole ed a tratti piacevolmente ironico. Ho apprezzato molto "in fondo alla palude", ma di "freddo a luglio" salvo solo lo stile, sempre piacevole, e la prima parte del romanzo. Da metà in poi la trama diventa scontata e abbastanza retorica. Se l'avessi letto nell'89, quando è uscito, forse sarei stato più tenero. Comunque, mi sembra un romanzo del tutto privo di originalità.

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    WHY

    07/11/2004 10:31:59

    E' il primo libro che leggo di questo autore, mi è piaciuto. Scritto in modo scorrevole con colpi di scena. Lo consiglio

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    Robert

    26/10/2004 20:42:38

    Bel libro, è questo il tipo di Lansdale che mi fa perdere la testa. I colpi di scena si sprecano e i personaggi sono veramente carismatici. Forse uno dei migliori romanzi che ho letto del maestro Joe R.

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    Albys

    18/09/2004 14:26:09

    Buon libro scritto nel più classico stile Lansdale, dissacrante ed estremo nel linguaggio usato, sicuramente divertente e intrigante grazie anche a uno dei personaggi più estremi e simpatici della letteratura contemporanea: Jim Bob Luke, simil cowboy metropolitano nonchè detective, alla guida di una gigantesca e cadente Cadillac soprannominata Troione Rosso e dal vocabolario particolarmente oxfordiano. I libri "thriller-grotteschi" di Lansdale (l'intera saga Hap-Leonard, Maneggiare con cura, questo Freddo a luglio) hanno ormai una ricetta ben definita: -violenza e dubbia moralità in gran misura. -scurrilità istrioniche e azzardati quanto riusciti paragoni scenici in quantità industriale. -trame piuttosto semplici con frequenti scazzottate. -pochi colpi di scena. -un tocco di intimismo e qualche pennellata di satira sociale. Questo è il soggetto texano col quale ci si trova ad avere a che fare, e a me piace molto. Detto questo, Freddo a luglio si legge in fretta e con soddisfazione. Lansdale tenta a tratti la carta della maggiore profondità giocando sul ruolo padre-figlio e sulla caducità dell'animo umano, ma in questo però (a mio parere) non si dimostra un grandissimo, giacchè l'analisi non affonda in modo deciso e con la necessaria potenza evocativa, limitandosi a un sottile velo di zucchero e polvere. Il finale in questo senso è lampante. Questo contrappunto fra scene spassose ai massimi livelli e una certa semplicità strutturale del romanzo fa sì che sia soddisfatto ma non entusiasta della lettura. Il top di Lansdale continua a mio parere ad essere in qualche racconto di Maneggiare con cura, ma di certo Joe il texano è una sagoma imperdibile. Jim Bob Luke forever!

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    Albys

    18/09/2004 14:25:15

    Buon libro scritto nel più classico stile Lansdale, dissacrante ed estremo nel linguaggio usato, sicuramente divertente e intrigante grazie anche a uno dei personaggi più estremi e simpatici della letteratura contemporanea: Jim Bob Luke, simil cowboy metropolitano nonchè detective, alla guida di una gigantesca e cadente Cadillac soprannominata Troione Rosso e dal vocabolario particolarmente oxfordiano. I libri "thriller-grotteschi" di Lansdale (l'intera saga Hap-Leonard, Maneggiare con cura, questo Freddo a luglio) hanno ormai una ricetta ben definita: -violenza e dubbia moralità in gran misura. -scurrilità istrioniche e azzardati quanto riusciti paragoni scenici in quantità industriale. -trame piuttosto semplici con frequenti scazzottate. -pochi colpi di scena. -un tocco di intimismo e qualche pennellata di satira sociale. Questo è il soggetto texano col quale ci si trova ad avere a che fare, e a me piace molto. Detto questo, Freddo a luglio si legge in fretta e con soddisfazione. Lansdale tenta a tratti la carta della maggiore profondità giocando sul ruolo padre-figlio e sulla caducità dell'animo umano, ma in questo però (a mio parere) non si dimostra un grandissimo, giacchè l'analisi non affonda in modo deciso e con la necessaria potenza evocativa, limitandosi a un sottile velo di zucchero e polvere. Il finale in questo senso è lampante. Questo contrappunto fra scene spassose ai massimi livelli e una certa semplicità strutturale del romanzo fa sì che sia soddisfatto ma non entusiasta della lettura. Il top di Lansdale continua a mio parere ad essere in qualche racconto di Maneggiare con cura, ma di certo Joe il texano è una sagoma imperdibile. Jim Bob Luke forever!

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    Ceia

    22/05/2004 22:32:06

    Freddo a Luglio è un bel romanzo, di quelli con l’Anima. E' il secondo libro che leggo di questo autore... e mi proclamo più che soddisfatta. Lansdale ha un modo di scrivere tutto suo, è scorrevole, dissacrante, irriverente, profondo. Parla chiaro e ci mette un po’ di sè in quel che scrive. Mi piace quando un autore fa così, o quando riesce a trasmettermi questa sensazione. La storia è appassionante, sei curioso di capire quello che sta per succedere, vuoi andare avanti a tutti i costi. Beh… forse da un certo punto in poi inizi addirittura ad avere un po’ di timore… delle Ombre, di quello che andrai a leggere. Mi sono piaciute molto le riflessioni sul buco nell’anima, quell’insoddisfazione che alcune persone hanno dentro di sé e che li porta a sentirsi sempre inadeguati o inutili o sbagliati: “Come quel tizio che all’inferno continua in eterno a far rotolare un masso su per la collina. Arriva quasi in cima, ce l’ha praticamente fatta, e quel maledetto masso lo travolge”. Molto divertente il rapporto che si instaura tra Luke e la donna (non dico altro), ma si tirano certe battute che mi hanno fatto troppo ridere. Ridere e riflettere. Un bel romanzo sulla natura umana. Come ha detto Romano si parla di onore, di rapporti tra padre e figlio, di quello strano sentimento che ti porta a fare le cose più sciocche. O più estreme. Personaggi ben caratterizzati e complessi. Come le persone vere. Non esiste il bianco e il nero. O meglio, puoi avere un'animo immacolato e un attimo dopo essere completamente diverso. Senza rendertene conto.

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    Romano De Marco

    05/04/2004 19:18:37

    Il difficile rapporto tra padri e figli. La legge dei codici e la giustizia degli uomini. La responsabilità e il senso dell'onore. Molta la carne al fuoco in questo romanzo di Lansdale del 1989... L'azione si svolge (manco a dirlo...) in un Texas infuocato ed ostile (scenario privilegiato per le vicende narrate dallo scrittore) e inizia con un classico "family man" coinvolto in un omicidio per legittima difesa... Inizialmente sembra che la storia sia incentrata sulla sete di vendetta dell'anziano padre della vittima... ma come spesso accade nelle sue storie, Lansdale mischia le carte in maniera inaspettata e ci trascina verso una direzione del tutto diversa... E ci presenta il personaggio di Jim Bob Luke (da qualcuno di voi già conosciuto in BAD CHILI del 1997).. veramente grandioso.... E' il personaggio "Lansdaliano" per eccezione... un concentrato di tutto ciò che l'autore adora della tradizione western e dell'eroe senza macchia e senza paura del mito americano... rivisitato in chiave autobiografica e politicamente poco corretta.... Un libro imperdibile per chi apprezza questo autore... ed indispensabile per chi vuole iniziare a conoscerlo.... Un'altra finestra aperta da Lansdale sulla voragine nera dell'animo umano e una catartica ricerca di giustizia da parte di personaggi nei quali non potrete non immedesimarvi... la conclusione della ricerca non vi lascerà delusi...anche se, come sempre, il prezzo da pagare sarà alto....

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    CRISTIANO

    26/10/2003 18:23:44

    VARREBBE LA PENA LEGGERE IL LIBRO SOLAMENTE PER FARE CONOSCENZA DEL MITICO JIM BOB! SE SIETE AMANTI DEI FILM DI TARANTINO (IN PRIMIS PULP FICTION) NON POTETE ASSOLUTAMENTE PERDERVI QUESTO LIBRO!

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    I_AM_LEGEND

    12/05/2003 19:45:40

    Per quanto io adori i libri di Lansdale, trovo questo libro un po' meno interessante della media dello scrittore texano. Normalmente mi stupisce alla grande, questo invece è solo un buon romanzo e niente di più, ma vale comunque la pena di leggerlo.

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