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I frutti del vento - Tracy Chevalier - copertina

I frutti del vento

Tracy Chevalier

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Traduttore: Massimo Ortelio
Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 22 giugno 2017
Pagine: 249 p., Rilegato
  • EAN: 9788854515185
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I frutti del vento

Tracy Chevalier

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«Tracy Chevalier crea storie perfette, evocative di fatti precisi e di passioni universali, con il talento di chi sa far volare la realtà prendendola per mano» - Silvana Mazzocchi, la Repubblica

«Un libro magnifico. Potente, evocativo, originale. L’ho amato molto» - Joanne Harris

«Ecco il magico tocco di Tracy Chevalier: evocare un’epoca intera attraverso lo sguardo particolare di personaggi perfettamente descritti» - The New York Times

Nella prima metà del XIX secolo James e Sadie Goodenough giungono nella Palude Nera dell’Ohio, una landa desolata dove l’acqua puzza di marcio, il fango si appiccica alla pelle e ai vestiti e la malaria d’estate si porta via sempre qualcuno. In quella terra, tuttavia, James decide di costruire la sua casa di legno e di piantare i suoi meli: un magnifico frutteto di cinque file di alberi col piccolo vivaio in disparte. Un frutteto che diventa la sua ossessione, la prova, ai suoi occhi, che la palude, con il suo groviglio di boschi e pantani, si può domare. La malaria si porta via cinque dei dieci figli dei Goodenough e spinge Sadie a bere troppa acquavite. Quando John Chapman, l’uomo che procura i semi delle piante alle fattorie, si ferma a cena, Sadie diventa incredibilmente ciarliera, e James la vede con altri occhi: scorge il turgore dei seni sotto il vestito azzurro, i fianchi rotondi e sodi nonostante i dieci figli. Ma poi non se ne cura. Finché, un giorno, la natura selvaggia non della terra, ma di Sadie esplode e segna irrimediabilmente il destino dei Goodenough nella Palude Nera, in primo luogo quello di Robert, il figlio dagli occhi d’ambra quieti e intelligenti, e della dolce e irresoluta Martha. Romanzo che si iscrive nella tradizione della grande narrativa americana di frontiera, I frutti del vento è un’opera in cui Tracy Chevalier penetra nel cuore arido, selvaggio e inaccessibile della natura e degli uomini, là dove crescono i frutti più ambiti e più dolci che sia dato cogliere.
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    rosy

    25/09/2019 13:58:23

    La scrittura e le storie della Chevalier sono una garanzia. Da fatti storici realmente accaduti,riesce,romanzando qua e là,a raccontare storie incredibili e coinvolgenti. Ho dato 3 stelle perché non ho visto in questo romanzo la caratterizzazione dei personaggi ben definita,come invece si vede in altri suoi lavori. Per chi non ha mai letto niente di suo,lo consiglio perché ben scritto e molto interessante. Per chi invece già conosce i suoi racconti,diciamo che è un po sottotono.

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    Mathéo

    19/09/2019 14:20:57

    Una lettura consigliatissima. Forse uno dei migliori romanzi di Tracy Chevalier.

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    Lagil

    21/07/2019 09:15:57

    Un libro che non scorre, non ha una vera e propria trama, sia arriva alla fine chiedendosi cosa debba succedere. I personaggi sono solo accennati, non c'è nessun contatto con loro, a mala pena si conoscono i nomi. Lo stile è pesante e, cosa odiosa, non ha capitoli ma brevi cambiamenti dove si passa dalla terza persona alla prima, rendendo il tutto fastidioso.

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    Sonia

    10/03/2019 11:31:03

    Partito alla grande con la storia di due genitori in disaccordo su tutto e di tutti i loro figli portati via dalla malaria e dal cattivo esempio dei genitori, un padre appassionato di mele e una mamma appassionata di grappa. Ma poi a metà si perde un po’con la descrizione delle sequoie, difatti ho trovato questa parte un po’ noiosa. Fortunatamente si è riscattata sul finale. Comunque lo consiglio è una buna lettura per tutti quelli che amano i romanzi della Chevalier.

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    MICHELA

    04/02/2019 09:53:09

    La trama poteva essere interessante, ma secondo il mio parere non è stata sfruttata al meglio. Mi sarei aspettata un racconto più analitico di fatti e persone. Non mi ha appassionata....appena sufficiente.

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    Lucia

    22/10/2018 12:28:57

    Molto bello, lo consiglio vivamente a chi, come me, ama la natura e il contatto con essa. Mi è piaciuta davvero la storia di questi coloni alla ricerca, con coraggio, di una terra da coltivare.

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    Marta

    01/10/2018 13:14:59

    Ogni libro di Tracy Chevalier affronta epoche e luoghi differenti fra loro che necessitano di uno studio profondo e appassionato e che danno modo alla scrittrice di redigere romanzi che affascinano e trascinano. I personaggi descritti, siano essi protagonisti o “piccole comparse” sono ricchi di pathos e di sentimenti e hanno tutti una particolare dedizione. In questo libro si affronta la dura vita dei pionieri americani dell'800, come riuscire a domare una “palude nera” piantando alberi e meli. Una dedizione che appare quasi un'ossessione che porterà a un odio profondo e ad eventi tragici nella famiglia Goodenough. A distanza di anni l'ultimogenito di dieci figli riuscirà a perseguire gli intenti del padre, e dopo alterne vicende dedicherà la sua vita agli alberi, alle sequoie e alla piantagione di alberi da mele, cari al genitore. E' un bellissimo affresco , con personaggi femminili completamente opposti che possono trascinarti alla rovina, ma anche saperti leggere nell'anima riuscendo a far emergere il lato oscuro e ad affrontare nuovamente la vita senza più timori. Molto consigliato.

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    Tina

    22/09/2018 09:07:05

    Partito alla grande con la storia di due genitori in disaccordo su tutto e di tutti i loro figli portati via dalla malaria e dal cattivo esempio dei genitori, un padre appassionato di mele e una mamma appassionata di grappa. Ma poi a metà si perde un po’con la descrizione delle sequoie, difatti ho trovato questa parte un po’ noiosa. Fortunatamente si è riscattata sul finale. Comunque lo consiglio è una buna lettura per tutti quelli che amano i romanzi della Chevalier.

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    Patrizia

    19/09/2018 16:30:59

    Probabilmente le entusiastiche critiche e i premi ricevuti dal libro provocano delle grandi aspettative che, a mio avviso, vengono in parte disattese dalla lettura. Fortunatamente il taglio scarno nel descrivere le innumerevoli atrocità commesse dai piantatori bianchi nei confronti degli schiavi lascia alla sensibilità del lettore la comprensione dello strazio e della violenza, laddove inutili dettagli avrebbero trasformato il romanzo in un elenco di orrori. Ma la ferrovia sotterranea del titolo, che avrebbe dovuto rivelarsi in qualche modo il personaggio principale della storia, viene invece confinata ai margini dell'intreccio, utilizzata come cornice e non come elemento centrale e la rocambolesca fuga della schiava Cora si riduce ad un susseguirsi di spostamenti da una città all'altra e da un rifugio all'altro fino all'ultimo viaggio sui binari di quella che sembra essere, finalmente, la libertà. Fino all'ultima pagina la narrazione sembra promettere qualcosa di più, promessa però che non riesce a mantenere nemmeno con un finale aperto all'immaginazione del lettore.

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    cecilia

    19/09/2018 13:21:57

    Bellissima saga familiare, ambientata nell’800, scritta a più voci. Due delle parti del libro sono proprio anche a voci alternate, quella del marito e quella della moglie, l’uno fissato con la coltivazione delle mele, l’altra fissata con l’acquavite, e non solo. In perenne lite fra loro, fino a sfociare ad un doppio evento drammatico, a seguito del quale uno dei figli, Robert, fugge, scappando sempre più a Ovest, il più lontano possibile da quella Palude Nera, arrabattandosi fra lavori diversi, conoscendo un’umanità varia, fra cui anche personaggi minori davvero positivi, che portano più note molto importanti nel corso della lettura. Pur così lontano ritrova la sorella, Martha, e sono tanti nel libro i momenti emozionanti che toccano le tappe del rapporto fra i due fratelli, dagli innocenti giochi fra di loro quando sono bambini alla nostalgia l’uno dell’altro negli anni in cui sono rimasti lontani, dallo strappo al cuore quando si rivedono al senso di protezione che provano l’uno per l’altro nei momenti più difficili. Lo stile è evocativo, morbido, intriso di emozioni che ti riportano anche ad un mondo che sembra lontanissimo, anche se non lo è poi così tanto: i viaggi in nave, i rapporti epistolari, le diligenze come mezzo di trasporto, l’amore per la natura e per le piante, la ricerca dell’oro. E’ una storia che ti fa venire voglia di America, nonchè di vedere dal vivo le sequoie giganti per lasciarti trasportare dalla loro ombra e dalla loro storia.

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    Laura

    28/04/2018 14:42:11

    Ho letto tutti i libri della Chevalier e questo, secondo me, è davvero il peggiore! E' scritto in modo affrettato e banale, i personaggi non sono ben delineati e ho trovato "un po' irritante" leggere pagine e pagine di missive che il protagonista scrive alla famiglia, in modo superficiale e banale e attraverso le quali la scrittrice ha fatto trascorrere anni interi di storia senza approfondire fatti o accadimenti. Infine, è davvero inverosimile se non impossibile, che la sorella del protagonista riesca a trovare il fratello, viaggiando per chilometri e chilometri da sola e per di più in gravidanza, nell'America di fine '800.... In conclusione, un libro dalla trama raffazzonata, che è riuscito a vendere probabilmente qualche copia solo perché l'autrice ha già un nome famoso. Assolutamente mediocre.

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    Capezzuoli Roberto

    15/09/2017 14:54:39

    Il racconto parte bene e si fa leggere piacevolmete ... salvo poi rallentare e per arrivare ad un finale che si trascina un pò pesantemente .... Comunque ben scritto ma mi aspettavo di più ....

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    Roberta

    26/07/2016 11:01:06

    Finalmente un romanzo storico ricco di dettagli, di descrizioni e con una trama originale ed evocativa. Sono sempre affascinata dai libri che comunicano qualcosa di nuovo, dai quali si possono apprendere eventi relativi a periodi storici senza avere la pesantezza dei volumi scolastici. In questo caso mi sono lasciata affascinare dalle nozioni relative alla coltivazione delle mele per la prima parte del romanzo, e dalle favolose descrizioni delle sequoie giganti presenti nella seconda. Il tutto arricchito da una storia familiare alquanto fuori dagli schemi e dalle rocambolesche avventure della madre Sadie ribelle e provocatrice e del figlio Robert, fuggito dalla selvaggia Palude Nera e dalla sua famiglia. Molti colpi di scena rendono la lettura piacevole e aumentano la voglia di arrivare alla fine per conoscere le sorti dei vari protagonisti!

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    margherita

    11/07/2016 11:34:42

    gran bel libro,letto in pochi giorni in quanto molto scorrevole e scritto veramente bene,ma non dò il massimo dei voti perché non capisco l'accanimento dell'autrice nei confronti della prima piccola e poi giovane martha alla quale avrei dedicato più spazio, raccontando meglio la storia e l'immagine di questo personaggio fragile e sensibile....peccato, sareste stato perfetto.

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    Valter

    20/06/2016 13:48:50

    Narrativa di frontiera americana. Metà del diciannovesimo secolo. Una america arida, quanto lo sono i cuori dei suoi abitanti. La sete di conquista, gli orizzonti aperti, la febbre dell'oro, la ricerca di una sopravvivenza degnitosa, le opportunità, la fortuna e le sventure. Una bella storia, arricchita da cenni storici, molto interessanti. Da non perdere.

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    lalla

    15/04/2016 09:59:33

    In Ohio, dove la legge prevede che un colono possa fare suo un appezzamento di terra se riesce a piantarvi un frutteto di almeno cinquanta alberi, James Goodenough si occupa con cura e dedizione dei suoi meli, soffrendo maggiormente per l'abbattimento di uno dei suddetti piuttosto che per la morte della metà dei suoi dieci figli. Finché, un giorno, la furia della moglie, Sadie, non si scatenerà come un'autentica forza della natura, segnando irrimediabilmente il destino della famiglia nella Palude Nera. Mi è piaciuto molto perché Tracy Chevalier rende di nuovo viva e presente una fase storica caratterizzata dalla conquista dell'ovest, allora poco conosciuto, e da particolari condizioni di quel periodo attraverso lo sguardo dei personaggi. Grande merito dell'autrice che rende molto bene con parole i tratti delle persone e dei luoghi.

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    Paolo

    26/03/2016 12:16:21

    Ho letto tutti i libri della Chevalier e l'ho trovato decisamente il peggiore. Noiosa la parte centrale con la descrizione delle sequoie, parte finale molle e assolutamente anonima. Molto mieloso a mio avviso. L'unica nota positiva il rapporto turbolento e violento dei due coniugi. Mah ....

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    vitt12

    06/03/2016 14:22:27

    Fantastico, come tutti i libri della Chevalier. Una storia sull'epoca dei pionieri diversa dalle solite.A tratti cruda e violenta, a tratti dolce come le mele che sanno di miele e ananas. I personaggi son ben caratterizzati. Come per tutti i libri della scrittrice, non si vorrebbe mai finire di leggerli

  • User Icon

    Carlotta

    05/03/2016 17:33:11

    Scrittura super scorrevole, non si riesce a smettere ti tiene sempre con il fiato sospeso! Molto bello e il finale un inno alla vita nonostante le sue tragedie e difficoltà. Bello!

  • User Icon

    naty

    04/03/2016 19:48:22

    Questa famiglia ,vive la difficoltà del luogo di sopravvivenza,la malaria ,è nemica ,bambini che muoiono ,un padre che ama gli alberi,ne custodisce il sapere.Robert il figlio segue in silenzio la nascita,e crescita dei meli,coglie l'esperienza paterna.La madre vittima dell'alcol,si colgono momenti bui,pochi sono gli attimi di serenità.C'è speranza anche quando Marta la sorella prediletta muore ,e Robert con grande generosità porta con sé il figlio, aiutato da Molly,in apparenza superficiale,ma forte al punto di lasciare un luogo stabile per imbarcarsi nell'avventura proposta da Robert e salvare il semenzaio delle sequoie , di vitale importanza per il futuro di questa nuova famiglia ...che formerà un nuovo albero .Un libro che ci consente di rinnovare l'amore per la natura e gli ALBERI! Tracy Chevalier è stata magistrale.

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  • Tracy Chevalier Cover

    Nel 1984 si è trasferita in Inghilterra, dove ha lavorato come editor fino al 1993 quando cominciò un corso di scrittura creativa all'università dell'East Anglia. Il suo primo romanzo è La Vergine azzurra (Neri Pozza, 2005). Con La ragazza con l'orecchino di perla (Neri Pozza, 2000) ha ottenuto, nei numerosi paesi in cui il libro è apparso, un grandissimo successo di pubblico e di critica. Bestseller internazionali sono stati anche i suoi romanzi successivi: Quando cadono gli angeli (Neri Pozza, 2002), La dama e l'unicorno (Neri Pozza, 2003), L'innocenza (Neri Pozza 2007), Strane creature (Neri Pozza, 2009), L'ultima fuggitiva (Neri Pozza, 2013). Del 2016 il suo ultimo romanzo, I frutti del vento (Neri Pozza) e un'antologia di scrittrici tradotte in tutto... Approfondisci
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