Editore: Einaudi
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 dicembre 2008
  • EAN: 9788806196011
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Descrizione

Questo testo, ritrovato postumo fra le carte di Pavese, è il romanzo incompiuto di un amore e di un segreto, scritto a quattro mani con un'amica (la stessa cui sono dedicati i "Dialoghi con Leucò"). Un gioco di specchi a due voci dove si rifrange una sola storia, una delle più forti e aspre narrate da Pavese. Silvia ritorna a Maratea dopo lungo tempo, accompagnata da Giovanni, con cui ha una relazione. Ad attenderla, però, c'e un segreto di famiglia fino ad allora assai ben conservato. Con un procedimento davvero originale per la nostra letteratura, Cesare Pavese e Bianca Garufi raccontano, a capitoli alterni, il punto di vista di Giovanni e quello di Silvia. I fatti sono i medesimi, le versioni divergono.

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    Francesca

    20/09/2018 08:57:36

    Scritto a quattro mani con Bianca Garufi, cui Pavese dedicò i Dialoghi con Leucò e per cui compose le nove poesie di La terra e la morte, Fuoco grande è un romanzo «basato sul non detto». Pavese e Garufi si alternano in capitoli brevi ma incisivi che raccontano rispettivamente i punti di vista di Giovanni e di Silvia, la loro relazione inevitabilmente ostacolata dall’oscuro passato di lei. L’arrivo di un telegramma fa riaffiorare il segreto che non ha mai smesso di tormentarla e la riporta a Maratea, il suo paese natale, dove tutto è iniziato. Suo malgrado, anche Giovanni vi è trascinato e, calpestando le macerie della vita passata di Silvia, ma al contempo tutto preso dal disperato tentativo di distaccarsi da lei, sarà cieco di fronte all’evidenza. La storia è incompiuta – poi continuata dalla sola Garufi ne Il fossile – ma perfetta così: il segreto è venuto a galla, nonostante non sia mai svelato espressamente, e i personaggi sono messi a nudo nella loro essenza, nelle loro complicate relazioni.

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    sandro landonio

    03/10/2014 19:30:28

    L'esperimento é particolare con la scrittura a 4 mani che fa sì che le stesse vicende siano raccontate da un punto di vista maschile e femminile. Il risultato mi sembra ci sia: la vicenda, anche se tragica, scorre bene e mi ha ricordato certe sensazioni provate vedendo il film "Viaggio segreto". In più vi é anche il contrasto fra il sentire di Silvia con un forte legame emotivo con la sua terra (Bianca Garufi é stata per me una scoperta), e quello di Giovanni che vi si avvicina non comprendendone bellezza e comportamenti umani. Chissà quanto ciò dipenda da quanto provato da Pavese durante il soggiorno al confino in Calabria ? Un sentimento abbastanza simile lo aveva già descritto marcatamente con il racconto "Terra d'esilio" presente nella raccolta postuma "Notte di Festa".

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