Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 1990
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 aprile 1995
Pagine: 272 p., Brossura
  • EAN: 9788811667261
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Descrizione

Per Elena, attrice di successo, l'amore-passione per il giovane amante come l'amore-nostalgia per l'amico d'infanzia sono soltanto la trama visibile di una verifica più profonda che si dà, come suggerisce il titolo, in un "altrove" della coscienza. È questo il senso del ritorno al paese delle Langhe, nell'orizzonte caro a Pavese e Fenoglio.

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    MD

    09/04/2018 10:03:44

    Protagonista del libro è Elena, attrice affermata e non più giovane, dalla vita frenetica, con una figlia di nome Nora e un giovane e infedele amante, Marco; e in seconda battuta Dino, il fidanzato della sua gioventù, rimasto in un piccolo paese dell’Italia settentrionale mentre Elena, per i suoi impegni in teatro – avendo scelto una via nuova – si è ben presto trasferita a Roma. Con non poche e drammatiche sofferenze, Elena si accorge nel corso degli anni che il suo cuore, aldilà del suo desiderio di indipendenza, è però più vivo proprio nel rapporto indiretto con il paese della sua giovinezza: e Cherasco, nei pressi della città di Bra, seppur non venga nominato esplicitamente, è il vero «luogo» della sua esistenza. Porto felice e spazio della vita interiore e della contemplazione. La piccola città di Cherasco, che sorge su un altipiano e sulla mappa ha una graziosa forma stellare, con i suoi 50 palazzi nobiliari, la grande cupola della Madonna del Popolo, i suoi cardi e decumani, le sue architetture quasi teatrali, i suoi archi e le sue pittoresche panchine ai lati dei bastioni, avvolte dall’ombra densa dei platani napoleonici e di alti pioppi, è, in trasparenza, l’attore principale del libro, oltre che il palcoscenico privilegiato, il vero “fuori scena” dove avvengono quelle cose che lasciano traccia di sé. Oltre pure il complicato “discorso d’amore” di Elena con Marco, con l’amico Renzo, con Dino. Anche se quest’ultimo ha un peso maggiore: nell’interiorità di Elena è una possibilità mancata, un amore sfumato, divenuto un punto di riferimento della memoria. Che infine si spegne, con la morte lieve che lo coglie nel sonno, proprio mentre è sulle tracce di un copione, forse sopravvissuto alle guerre e al tempo, dello spettacolo teatrale «Piccolo mondo antico» scritto da Massimo Bontempelli quando ventenne insegnava lettere al ginnasio di Cherasco e – come apprendiamo dalla testimonianza di un’anziana che lo conobbe – girava sotto i portici con un levriero bianco.

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