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G. Vi racconto Gaber

Roberto Luporini, Sandro Luporini

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Editore: Mondadori
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 889,63 KB
Pagine della versione a stampa: 311 p.
  • EAN: 9788852033216
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Gaia la libraia

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Questo libro è un evento. Una storia che aspettavamo ci venisse raccontata. Un tuffo in un mondo che suscita nostalgia anche in chi non l'ha vissuto. A dieci anni dalla scomparsa di Giorgio Gaber, il suo storico coautore e amico Sandro Luporini rompe l'ormai leggendario riserbo, e dal suo inviolabile rifugio viareggino apre le porte su uno dei più straordinari sodalizi artistici degli ultimi decenni. Svelando un tesoro di cui è il più autorevole custode. Racconta le discussioni, le idee, i dubbi, le storie, qualche volta le coincidenze che hanno dato origine ai loro capolavori: cosa intendevano veramente in certe canzoni troppo spesso fraintese, da dove è nata la battuta "quasi quasi mi faccio uno shampoo", o che "...volevamo dire 'libertà è spazio di incidenza', ma anche senza essere musicisti si capisce bene che una roba così non si poteva proprio cantare". Ma anche i particolari di un uomo fuori dall'ordinario, ironico e curioso di tutto, che lavorava anche quando sembrava fare altro e andava al mare con le Clark. Il bel pretesto narrativo è l'incontro tra Luporini e un ragazzo giovane, attento e appassionato che non ha avuto la fortuna di conoscere il Signor G e la sua epoca. Il risultato è puro Gaber: intelligenza, ironia, e una profondità che appena rischia di diventare pesantezza ha uno scarto, un guizzo, e ritorna meravigliosamente leggera. "G." è quanto di più vero e definitivo si potesse scrivere su Giorgio Gaber. Sandro Luporini riesce nel miracolo di restituirci quello stile...
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    Ciro Andreotti

    16/01/2014 02:59:15

    La vita artistica di Giorgio Gaber al fianco di Sandro Luporini; pittore, paroliere anarchico, libero pensatore e soprattutto amico del Signor G. Chi fosse Giorgio Gaber molti pensano di saperlo, ma in pochi possono ben dire di averlo conosciuto veramente; fra questi c'è di sicuro Sandro Luporini, amico di vecchia data che con Gaber seppe scrivere pagine memorabili della canzone di casa nostra, da: "Far finta di essere sani" a "Qualcuno era comunista", passando per "Destra - Sinistra" e molto altro. Attraversando almeno quattro decadi della nostra malandata penisola: dagli anni delle tournee più emozinanti a quelli di quelle più problematiche, anche per motivi di salute mentale e personale. Dagli anni della contestazione, sino alle poche esperienze tv che non seppero dare il giusto rilievo all'opera di Gaber, per terminare con il mondo del cinema, che per Gaber ebbe sempre tutt'altro che un occhio di riguardo. Un opera che è necessaria sia per coloro che apprezzano il signor G, sia per coloro che desiderano avvicinarvisi in punta di piedi attraverso il ricordo di un fido collaboratore-amico, Sandro, qui affiancato dal figlio del cugino: Roberto, attraverso 311 piacevoli pagine mascherate da lunga intervista monologo per una tesi di laurea dedicata al dorato mondo del teatro canzone.

Questo libro è davvero un evento. Meglio, è un regalo che Sandro Luporini e con lui la Fondazione Gaber ha voluto fare a chi ha amato il signor G e continua ancora oggi ad apprezzare la sua opera. Sandro Luporini è stato per quarant'anni il più stretto collaboratore di Giorgio Gaber. Potremmo definirlo un signor A, a come Autore e Amico. Non ha mai parlato troppo, ancora meno dopo la scomparsa di Gaber, il 1 gennaio del 2003. Come ci racconta Roberto, il nipote di Sandro, nella postfazione, convincerlo a raccontare non è stato facile. Ma chi meglio di lui poteva restituire il senso di quegli anni, di quei testi, dell'esperienza del Teatro Canzone? Così Sandro racconta, come un fiume, racconta del primo incontro in un bar di via Procaccini nei primi anni Sessanta, di quando andò a sentire il giovanissimo Gaber, neo ragioniere, che suonava e cantava il rock'n'roll. Lui aveva trent'anni e dipingeva. L'altro aveva già ottenuto un certo successo con il disco Non arrossire. Si piacquero subito e presto decisero di provare a collaborare. La prima canzone scritta insieme è Suono di corda spezzata, lato B del 45 giri La ballata del Cerutti. Seguiranno altre canzoni fino a quando sul finire degli anni Sessanta, Gaber sentirà sempre più forte l'esigenza di un nuovo spazio di espressione, diverso da quello della televisione e del disco. Nella Viareggio di Sandro Luporini, nasce l'idea di scrivere una storia per il teatro, con protagonista il signor G, un uomo che nasce in una famiglia borghese e cerca di rinnovarsi, di cambiare, di scrollarsi di dosso le ipocrisie del suo ambiente. Una storia fatta di canzoni e monologhi (inizialmente in minoranza rispetto alle parti cantate), il Teatro Canzone. Questa forma artistica si rivelerà un successo e Gaber nel corso degli anni porterà in scena gli spettacoli scritti insieme a Luporini, registrando sempre tutto esaurito e repliche. Abbiamo la possibilità, leggendo questo libro, di conoscere come sono nati quegli spettacoli teatrali, in quali contesti, come sono stati accolti, come quelle canzoni e quei monologhi hanno attraversato la società italiana in anni di forti contraddizioni. Abbiamo la possibilità, leggendo questo libro, di liberare la biografia di un artista da impalcature e luoghi comuni. E niente mitizzazioni e leggende. Sandro Luporini ci racconta chi era insomma il signor G, senza filtro, restituendoci tutto il suo entusiasmo, l'ironia, la forza interpretativa. Una voce da dentro, dentro il Teatro Canzone, come se il Teatro Canzone, si raccontasse e ci raccontasse chi è stato Giorgio Gaber.

A cura di Wuz.it

  • Sandro Luporini Cover

    Sandro Luporini, autore e pittore, nasce a Viareggio il 12 luglio 1930. Studente all'università di Pisa, nel 1953 abbandona gli studi di Ingegneria per dedicarsi alla pittura e si trasferisce a Roma. Nel 1956 è a Milano e partecipa a varie mostre assieme ai pittori della Galleria Bergamini, prendendo parte agli eventi del realismo esistenziale, per poi legarsi più tardi al gruppo della Metacosa. Sempre a Milano, agli inizi degli anni Sessanta, conosce Gaber e tra i due nasce subito un'amicizia, che sfocia presto in un sodalizio artistico interrotto solo nel 2003 con la morte di Giorgio. La loro collaborazione porta alla nascita del genere Teatro Canzone. Tra i loro più importanti spettacoli: "Il signor G", "Far finta di essere sani", "Libertà obbligatoria",... Approfondisci
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