Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 1 dicembre 2013
  • EAN: 9788807883828

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Classica (prima del 1945)

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Recensioni dei clienti

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    AntonellaM.

    27/08/2018 10:34:17

    Un capolavoro sempre attuale, «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». Ho adorato la figura di Don Fabrizio Salina, intelligente e lungimirante, siamo noi se avessimo solo la metà della sua intelligenza.

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    Domor

    23/08/2018 17:03:06

    Capolavoro della letteratura italiana.

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    Carlo

    15/08/2018 08:03:12

    Tra i più importanti romanzi italiani del ‘900, “Il Gattopardo” fu incredibilmente ignorato da case editrici come Mondadori e Einaudi (l’allora consulente Vittorini bocciò il lavoro di Tomasi di Lampedusa) e la pubblicazione fu possibile solo postuma, grazie ad una serie di circostanze ed all’intuito di Giorgio Bassani. Dopo la morte di Lampedusa il manoscritto finì infatti nelle mani di Elena Croce, figlia dell’illustre filosofo, la quale lo consegnò a Bassani, allora direttore della collana “I contemporanei” edita da Feltrinelli; fortunatamente il letterato ferrarese comprese subito l’eccellenza dell’opera e nel novembre del 1958 il libro fu dato alle stampe, aggiudicandosi lo Strega 1959 e divenendo rapidamente un caposaldo della nostra narrativa. La trama è nota, attraverso lo sguardo disincantato del principe Fabrizio Salina (personaggio straordinario, ispirato alla figura del nobile Giulio Tomasi, avo dello scrittore vissuto tra il 1813 e il 1885) assistiamo ai cambiamenti che investono la Sicilia negli anni a cavallo dell’Unità d’Italia, la sconfitta borbonica, l’avvento dei Savoia e il declino del mondo aristocratico in favore della sempre più intraprendente e ambiziosa borghesia. Mirabile affresco della Sicilia ottocentesca, la vivida descrizionedelle campagne, delle grandi proprietà terriere, delle ville signorili rievoca una terra dai tempi lenti, diffidente, misoneista ma improvvisamente costretta a confrontarsi con il mutamento epocale del Risorgimento e con il passaggio sotto il dominio sabaudo, nuovo potere che ispira ancor meno fiducia del precedente ma cui tutti si adegueranno per antica e atavica abitudine alla rassegnazione, secondo la disillusa visione del principe Fabrizio.

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    Claudio

    27/06/2018 08:10:39

    Forse sarà stato un mio limite, ma questo romanzo ha rappresentato una delusione cocente. Noioso e pedante, con una trama per nulla avvincente, salverei solo lo stile terminologico dell'autore che è sicuramente d'alta scuola.

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    n.d.

    07/05/2018 08:03:52

    Un capolavoro assoluto. Un must della letteratura.

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    GIIAMBA

    04/04/2018 07:03:44

    Abbastanza deludente. Alcuni passaggi interessanti per capire la realtà siciliana anche ai nostri tempi.

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    Tower73

    30/03/2018 15:38:53

    Anche per me libro veramente bello, romanzo storico che è anche alta letteratura, mi stupisco delle poche recensioni, è una lettura che merita.

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    daniele

    05/11/2017 19:25:26

    Il Gattopardo è un romanzo che colpisce prima di tutto per intelligenza e ironia. Uno stile di scrittura impeccabile e ricco cala il lettore nelle vicende della famiglia dei Principi di Salina, indissolubilmente legate agli sviluppi della storia italiana della seconda metà del diciannovesimo secolo. Oltre alle riflessioni sul tema storico e politico, che non sono pedanti e non mettono mai in secondo piano lo sviluppo del romanzo, ho apprezzato la profondità dei personaggi e i molti spunti di riflessione sulla condizione umana.

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    Michele Bettini

    21/02/2017 14:38:39

    Si pensava, per sentito dire, che il romanzo fosse migliore del film, quando il film fu solo l'autorecitazione di un attore americano e l'espressione autobiografica di un regista che non poteva mai fare a meno di mettere un mantenuto nei suoi film. Il film fu solo uno spreco di danaro, con personaggi allo sbaraglio a fare da comparse. Il romanzo è solo uno spreco di parole. Quasi ogni romanzo travisa e adombra la storia ed è scritto per chi non vuole sapere di storia vera.

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    laguby

    17/07/2015 08:52:35

    Mi è capitato di leggero più volte, trovando continuamente nuovi piani di lettura. Stilisticamente un "classico" - come non se ne leggono da tempo: la prosa di grande respiro, efficaci descrizioni paesaggistiche, intuizioni psicologiche? E poi l'ambientazione storica, la lucida malinconia del Principe, la compiacenza con cui Tomasi tratteggia il cinismo della nascente classe politica. Tutto fa di questo romanzo un vero capolavoro. E uno straordinario ed attualissimo strumento di riflessione sull'eterna "questione meridionale".

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    sandro landonio

    21/12/2014 19:48:10

    Si dovrebbe trattare questo libro come un vino d'annata, lo si deve centellinare per apprezzarne maggiormente il gusto, la lettura non deve essere frettolosa, altrimenti le descrizioni accuratissime alla lunga tedieranno la nostra capacità di ricreare le immagini. Le singole parole incastonate in periodi perfetti sono in grado di deliziare il lettore, purché naturalmente vi si dedichi il tempo necessario. Non é la trama che ci deve rapire, non é il destino di Sua Eccellenza quello che ci deve incuriosire, ma é la profondità e l'abilità dell'autore che ci affascina nel dipingere degli archetipi umani validi ovunque ed in qualunque tempo ed a camuffarli come tipicamente siciliani o come funzione del passaggio storico da regno borbonico a sabaudo (curioso che Francesco II di Napoli fosse discendente per parte di madre dalla linea principale dei Savoia, mentre Vittorio Emanuele II di un ramo cadetto). E' una fortuna per noi italiani che un libro del genere sia stato scritto: una parte di sicilianità é consapevolmente o meno nel nostro sangue, il principe Tomasi di Lampedusa ci aiuta a conoscerla. E se questo sembra in contraddizione con quanto ho scritto appena poco sopra direi, per giustificarmi, che, se il messaggio é universale, solo come italiani possiamo comprendere tutte le sfumature dello splendido linguaggio usato.

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