Il generale Della Rovere

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Paese: Italia
Anno: 1959
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Durante la Repubblica Sociale Italiana, a Genova, un ex ufficiale truffa le famiglie dei prigionieri dei tedeschi, promettendo notizie e intercessione in cambio di denaro, che sperpera al gioco. Catturato nel 1944 dalle SS, riceve da un colonnello, con la promessa dell'immunità e di un vistoso premio, l'incarico di scoprire nella prigione di San Vittore un capo partigiano.
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    AADF

    12/05/2020 13:13:06

    Grande film, poco celebrato, tratto da un racconto di Indro Montanelli ispirato al suo periodo di incarcerazione a San Vittore durante la Repubblica di Salò. Una storia di riscatto per un uomo "che morì molto meglio di come era vissuto". Rossellini alla regia e De Sica protagonista, quando il cinema italiano non aveva paura di confronti.

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    Stefano

    28/01/2019 23:17:24

    Interpretazione di un grandissimo del cinema italiano. Può un uomo vivere di espedienti e imbrogli, mentre la Patria è alla mercé dello straniero? Significativa parte di Sandra Milo. Film capolavoro.

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    Alessandro

    20/09/2018 18:11:20

    Storia perfetta dall’inizio alla fine con un cast stellare eccezionale. L’edizione in dvd rende finalmente un restauro impeccabile. Il film, tratto da una storia pseudo-vera, da cui venne tratto l’omonimo racconto di Montanelli e recentemente una fiction con Favino.

1959 - Mostra d'arte cinematografica di Venezia - Leone d'oro al miglior film

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Raro Video, 2016
  • Distribuzione: Mustang
  • Note: Versione presentata al Festival di Venezia. Restaurata nel 2006
  • Durata: 139 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Inglese
  • Formato Schermo: 1,37:1
  • Area2
  • Contenuti: interviste: Intervista a Renzo Rossellini - Intervista a Adriano Aprà (storico del cinema) e ad Aldo Strappini (curatore del restauro); speciale: Video saggio di Adriano Aprà
  • Roberto Rossellini Cover

    Regista e sceneggiatore italiano. Cinefilo, studi umanistici alle spalle, inizia a lavorare nel mondo del cinema come montatore e documentarista. L’adesione al partito fascista (dettata dall’esclusivo interesse lavorativo e non da simpatia politica) gli consente di realizzare cortometraggi naturalistici per conto dell’Istituto Luce e di girare il suo primo film, commissionato dal tenente F. De Robertis del Ministero della Marina: La nave bianca (1941), sobrio documentario patriottico avulso dagli schemi retorici dell’epoca, che con i successivi Un pilota ritorna (1942) e L’uomo dalla croce (1943) costituisce la cosiddetta «trilogia del fascismo». Già in queste sue prime opere è possibile individuare le caratteristiche che rimarranno costanti in gran parte della sua produzione: l’attento rigore... Approfondisci
  • Vittorio Caprioli Cover

    Attore e regista italiano. Apprezzato interprete teatrale degli anni ’50, è presto reclutato dal cinema per le sue spiccate doti di caratterista. Lavora fra gli altri con Totò e si ritaglia significative apparizioni in Il generale Della Rovere (1959) di R. Rossellini, Zazie nel metrò (1960) di L. Malle e Le voci bianche (1964) di P. Festa Campanile. Negli anni ’70 e ’80 interpreta, in ruoli di supporto, decine di film, soprattutto polizieschi all’italiana e commedie commerciali, sempre con consumato mestiere. Il suo ultimo film è Il male oscuro (1989) di M. Monicelli. Da regista firma sei opere fra cui Parigi o cara (1962) e Splendori e miserie di Madame Royale (1970), graffiante e amara storia di omosessuali con uno strepitoso U. Tognazzi en travesti molto prima dei fasti di Il vizietto (1978)... Approfondisci
  • Sandra Milo Cover

    "Nome d'arte di Elena Salvatrice Greco, attrice italiana. Il suo incontro con il cinema si deve al produttore M. Ergas (poi suo marito) che la fa esordire ventitreenne in Lo scapolo (1955) di A. Pietrangeli, dove interpreta la dolce ma risoluta Gabriella, hostess che cerca di convincere alle nozze un anguillesco A. Sordi. La sua bellezza opulenta e maliziosa, quasi una pin-up in carne e ossa, rischia di ingabbiarla in ruoli solo decorativi (Mio figlio Nerone, 1956, Steno), ma fin da subito si costruisce una prestigiosa carriera parallela nel cinema francese, con registi del calibro di J. Becker (Le avventure di Arsenio Lupin, 1957) e C. Autant-Lara (La giumenta verde, 1959). A valorizzare le sue doti d’attrice è però il miglior cinema italiano anni ’60: in particolare, A. Pietrangeli ne indovina... Approfondisci
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