Il generale. Revolution saga

Simon Scarrow

Editore: Newton Compton
Formato: EPUB
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,14 MB
  • Pagine della versione a stampa: 604 p.
    • EAN: 9788822709745
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      n.d.

      15/10/2017 09:50:20

      vedi commento della battaglia dei due regni

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      n.d.

      14/10/2017 11:10:32

      Ottimo libro

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      Alessandro

      11/09/2017 15:20:48

      Continua la storia del duca di Wellington e Napoleone, stavolta parlando dei loro primi, grandi conflitti Scarrow è come al solito molto abile nel narrare gli eventi in modo abbastanza preciso e allo stesso tempo appassionante Fa anche emergere la profonda differenza tra i due. Anche se ambizioso Arthur è fedele e leale, combatte per il suo Re e la sua nazione. Napoleone invece ha un’ambizione bramosa, incentrata su se stesso La narrazione procede più veloce rispetto a quella del primo, anche se in alcuni tratti si appesantisce, ma mai nei capitoli su Arthur che, specie dopo il suo arrivo in India, mi hanno coinvolto moltissimo Non viene però data l’idea della parte più oscura della Rivoluzione: gli eccidi compiuti dai giacobini, la terribile sorte di Re Luigi XVII, la guerra con il Cristianesimo. E per quale ragione si parla dell’attentato a Napoleone organizzato dai lealisti e non di quello dei giacobini? La figura di Napoleone è troppo buona: era un ambizioso e spietato arrampicatore sociale, compì terribili scempi in Italia, in Egitto e in Siria, sfruttò gli attentati alla sua vita come scusa per sbarazzarsi di molte persone (anche innocenti) Parlando dei suoi “referendum”:1-i Borbone non avevano la sua stessa popolarità solo perché, essendo il potere un loro diritto di nascita, non avevano bisogno di tutta la propaganda che faceva lui 2-Per Napoleone, proprio come per Stalin, non importava chi votava ma chi contava i voti Dire poi che con i lealisti non si può ragionare mi sembra un po’ ipocrita. Non si può dire la stessa cosa dei rivoluzionari? Tanto per la cronaca non tutte le monarchie erano classiste (o lo erano più o meno di altre), la nobiltà europea non era una casta chiusa, combattendo in prima linea un comandante può non avere la visione globale della battaglia e soprattutto tra Napoleone e Alessandro Magno c’è una differenza abissale (il Re macedone non è mai stato sconfitto e non infieriva sui nemici) Ho dato un voto alto grazie ai capitoli di Arthur

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