Gente di Dublino

James Joyce

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806228583
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    Piero Suriano

    08/09/2017 00:59:26

    In questo libro Joyce scandaglia l’animo umano attraverso bozzetti di vita quotidiana, rubati, come fa un abile fotografo, alla sua città natale. L’Irlanda diventa lo specchio del mondo e Dublino il riflesso delle sue più intime e inconfessate contraddizioni. È una raccolta di quindici racconti che ad una prima sommaria lettura può non dir nulla, tanto sono sconnessi l’uno dall’altro. Solo successive letture consentono di metabolizzare il testo e il proponimento di Joyce di descrivere Dublino dietro la lente di momenti diversi dell’esperienza umana: “infanzia, adolescenza, maturità e vita pubblica”. Così abbiamo il rimestare nei ricordi della prima giovinezza di Eveline che sta per lasciare, come tanti suoi amici, la casa paterna, lontano dalle cattiverie del genitore, ma anche da quegli oggetti “che aveva spolverato una volta alla settimana per tanti anni”. La soddisfazione della signora Mooney che nel ruolo di “madre oltraggiata” piazza la figlia Polly al malcapitato signor Doran, libero pensatore solo a parole. Le umiliazioni pubbliche subite da Farrington si trasformano in vessazioni private, a mo’ di vendetta, contro il figlio Tom malmenato per un nonnulla. Mr Duffy trova nella signora Sinico, esclusa dal marito “dal rango” di persona interessante, la sua musa ispiratrice e ne diviene il confessore esclusivo. Le discussioni e le ripicche di nazionalisti irlandesi alla vigilia delle elezioni a caccia di voti e di prebende. Le rimostranze mercantilistiche della signora Kearney riguardo al mancato pagamento della figlia come cantante. Lo scherzo organizzato da tre amici buontemponi contro Mr. Kernan, fustigatore della fede cattolica. E da ultimo, la confessione di Gretta al marito Gabriel, fremente di desiderio, in una camera d’albergo, di essere stata amata da un ragazzo in passato, fino a sentirsi la causa della sua morte per un amore non corrisposto. L’ultimo racconto è il più lungo e il più significativo.

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    Fabiana

    10/07/2017 11:07:40

    Il libro è formato da 15 capitoli, 15 storie diverse. Il libro mi è piaciuto abbastanza perché scritto con molta cura e passione, la lettura è stata piacevole ed estremamente fluida. James Joyce è un grande autore. Purtroppo, mi aspettavo una maggiore sensazione di "scandalo" al termine delle storie: alcune, sebbene fossi stata contenta di averle lette, mi lasciavano impassibile.

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    Romano De Marco

    14/12/2006 12:15:41

    Come commentare questa raccolta di racconti se non affermando che si tratta di un imperdibile capolavoro della letteratura del 900? Al di là della ambientazione specifica dublinese, si tratta di attualissimi affreschi (ma forse sarebbe meglio dire "istantanee") sulla condizione umana con le sue miserie, le sue sofferenze, le sue contraddizioni. Attuali per tematiche ma anche e soprattutto per un linguaggio pulito, essenziale, diretto, scevro da qualsiasi manipolazione stilistica che possa interferire con la narrazione e la presentazione dei fatti e dei personaggi. Una lettura senza tempo, affascinante e illuminante, per alcuni versi addirittura innovativa nonostante si tratti di pagine scritte un secolo fa.

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    Unanimemente considerati tra i capolavori della letteratura del Novecento, questi quindici racconti - terminati nel 1906 ma pubblicati soltanto nel 1914 perché per la loro audacia e realismo gli editori li rifiutavano - compongono un mosaico unitario che rappresenta le tappe fondamentali della vita umana: l'infanzia, l'adolescenza, la maturità, la vita sociale, la morte. Fa da cornice a queste vicende la magica capitale dell'Irlanda, Dublino, con la sua aria ammuffita, le birrerie fumose, il vento freddo che spazza le strade, i suoi bizzarri abitanti. Una città che, agli occhi e al cuore di Joyce, è un po' il precipitato di tutte le città occidentali del nostro secolo.

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