La geografia immaginaria di Salgari

Curatore: A. Di Benedetto
Editore: Il Mulino
Collana: Percorsi
Anno edizione: 2012
In commercio dal: 17 gennaio 2013
Pagine: 187 p., Brossura
  • EAN: 9788815241085
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Descrizione
Nel 1911 moriva suicida a Torino Emilio Salgari, il più importante autore di romanzi d'avventura che l'Italia abbia avuto. A cent'anni dalla sua tragica morte (e a centocinquanta dalla sua nascita, avvenuta nel 1862) si è assistito a una fioritura di iniziative che lo hanno riportato alla luce della ribalta: sono uscite nuove edizioni di romanzi salgariani, si sono allestite mostre e realizzati documentari. Questo volume, che raccoglie gli scritti di italianisti e "salgaristi" emeriti, ripercorre le vicende delle sue alterne fortune umane e letterarie, approfondendo fra l'altro il tema del suo presunto anticolonialismo. Il saggio di Piero Boitani, in particolare, colloca la produzione letteraria di Salgari nel contesto più ampio del romanzo esotico-popolare del secondo Ottocento. Non manca una mappa delle molte trasposizioni cinematografiche e televisive dei romanzi salgariani.

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I due saggi che chiudono questa raccolta, quello di Ann Lawson Lucas sulla ricezione e quello di Paola Trivero sulle trasposizioni cinematografiche e televisive, sono utilissimi per ricostruire la fortuna di Salgari dai primi decenni del Novecento a oggi. Se di quella fortuna dovessimo tracciare un grafico, lo si vedrebbe impennarsi verso l'alto nel periodo fascista, quando lo scrittore viene esaltato per i suoi romanzi in cui "tutto è volontà di vittoria, senso d'italianità, energia di superamento". Proprio quell'esaltazione, alimentata mediante vere e proprie falsificazioni, come il mito dei sentimenti anti-inglesi del romanziere, si rovescia nel suo contrario all'indomani della guerra: nel clima neorealista, tanto l'eroismo un po' melodrammatico dei personaggi salgariani quanto gli scenari esotici che fanno loro da sfondo appaiono irrimediabilmente desueti. La tendenza si inverte dagli anni sessanta: Umberto Eco, Mario Spagnol, Pietro Citati guidano la riscoperta, all'insegna della nostalgia, di un mondo immaginario di cui si cominciano a studiare a fondo le fonti disparate e l'impeccabile funzionamento. Si moltiplicano le edizioni di ottimo livello, a volte annotate; dal 1980, si succedono convegni di studi nei quali si fa il punto sulla biografia di Salgari, finalmente liberata da tutte le leggende posticce, sui suoi manoscritti, sulle sue letture, sulla sua ideologia. È proprio da un convegno dell'ottobre 2011, organizzato dall'Accademia delle Scienze di Torino, che trae origine questo volume. Il titolo valorizza il tema geografico, ma il ventaglio di argomenti affrontati è molto più vasto: dall'inedita Enciclopedia manoscritta compilata dallo scrittore per dare un fondamento storico-geografico ai suoi racconti d'avventura, alla genesi lunga e tormentata del ciclo indo-malese; dalle segrete proiezioni autobiografiche presenti nel ciclo caraibico, alle contraddizioni di un'ideologia ora anticoloniale, ora venata di razzismo. Difficile immaginare uno strumento più agile, ma anche più ricco di spunti di riflessione e di indicazioni bibliografiche, per chi voglia un'introduzione aggiornata e completa all'"officina alchemica" e all'accidentata fortuna del creatore di Sandokan e del Corsaro nero.   Mariolina Bertini