Geografia per il principe. Teoria e misura dello spazio geografico. Omaggio a Eliseo Bonetti

Curatore: P. Pagnini
Editore: Unicopli
Anno edizione: 1985
In commercio dal: 9 maggio 2007
Pagine: 327 p.
  • EAN: 9788870615210
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recensione di Segre, A., L'Indice 1985, n. 9

Come ricorda Paola Pagnini nell'introduzione al volume, "poche discipline sono vicine al potere come la geografia" per il ruolo di informatrice diretta del Principe, cioè del potere che ha avuto in passato. E se in passato è stata accanita la polemica tra "geografi di corte" e "geografi puri", anche oggi la questione non è risolta e i geografi si chiedono se ci possa essere obiettività nella misura dello spazio e se le teorie alla base di questa misura sono fatte per il Principe o sono scienza esatta. Alcuni studiosi hanno cercato di rispondere a tali interrogativi durante un convegno organizzato dall'Università di Trieste e questo volume ne raccoglie gli interessanti contributi di cui, purtroppo, non si può dar conto in modo completo in queste poche righe.
Nella prima parte, dedicata alla teoria, F. Farinelli offre un'ampia rassegna delle discussioni sulla problematica della misurazione dello spazio dal settecento ai giorni nostri. L'analisi critica di Farinelli prende l'avvio dalla "dotta guerra intestina" condotta in Germania nel 1700 tra i "geografi di stato", difensori dell'utilità della geografia, intesa come descrizione di singoli spazi politicamente delimitati, cioè gli Stati e i "geografi puri", assertori del carattere disinteressato e non utilitaristico del loro sapere; un dibattito che in verità nascondeva la reale natura della contesa che era, appunto, un problema di misura, di ordine da assegnare alle varie parti del mondo conosciuto, di logica alla quale sottomettere il sistema geografico. Attraverso interessanti percorsi di storia del pensiero geografico, l'A. arriva ai tempi attuali in cui il problema si ripropone e lo "spazio riempito di cose terrestri è al centro degli interessi di tutte le scienze umane".
V. Vagaggini, discutendo su due importanti studiosi dello spazio geografico, D. Harvey e R. Sack, e in particolare sui loro contributi di riflessione sulle metriche dello spazio geografico, arriva anche ad affrontare il tema della cartografia e di come i tradizionali sistemi di proiezione di una superficie sferica su una superficie piana si ripresentino moltiplicati in termini di trasformazioni da strutture fisiche dello spazio a strutture sociali.
A. Vallega pone la rilevanza del problema della delimitazione della regione; un tema che richiama quello della scala geografica e, discutendo sulla concezione relativistica e su quella oggettivistica di regione, afferma che il problema della delimitazione degli spazi regionali non è solo metodologico, ma nasconde "profondi risvolti concettuali e nodi ideologici" cui bisogna prestare attenzione.
Nella seconda parte del volume, dedicata alla misura, vengono esposti numerosi studi di geografi che si sono confrontati, appunto, con problemi di misurazione delle variabili geografiche, dando così un senso applicativo al dibattito teorico della prima parte. La raccolta risulta, così, molto interessante in quanto dà conto delle possibilità, e quindi dei limiti di applicazione di teorie, metodi e modelli (quali la teoria dei sistemi, dell'informazione, le analisi multivariate, i modelli di diffusione ecc.) utili all'analisi delle strutture territoriali, contribuendo, quindi, a dare parziali risposte all'interrogativo iniziale.