Giaguari invisibili. Copia autografata

Rocco Civitarese

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 05/04/2018
Pagine: 288 p.
  • EAN: 0001121468045
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    Mariasole

    16/04/2018 12:01:43

    È la prima volta che mi capita di ridere ad alta voce mentre leggo un libro. Questo libro è spassosissimo!! E anche i personaggi sono irresistibili. 5 stelle!!

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    Paolo

    16/04/2018 12:00:10

    Il libro mi è piaciuto molto. Scrittura fresca e veloce, con un tocco di ironia davvero stimolante. L’ho letto tutto d’un fiato e quasi mi è spiaciuto quando ho finito di leggerlo!

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    Michela

    11/04/2018 10:10:22

    Esordiente di appena diciotto anni: Rocco Civitarese mi hai davvero colpito e affondato! Bella la tua scrittura, la storia: il tuo stile fresco, dinamico spazza via vecchiume e polvere dal mercato editoriale italiano. Bravo davvero! Soprattutto si sente che il ragazzo sa il fatto suo, ha letto tanto e gestisce bene i meccanismi di scrittura. Ve ne accorgete perché quando terminate il libro, vi dispiacerà. Personaggi ben caratterizzati e divertenti, un bel ritratto dei giovani contemporanei che poi si assomigliano a quelli di periodi precedenti: gli ormoni e le speranze sono patrimonio dell'umanità nel periodo adolescenziale. E brava Feltrinelli per aver pubblicato il libro. Leggetelo! p.s.: se dovessi scegliere, essendo entrambi concentrati sull'adolescenza, tra il libro di Civitarese e quello di Muccino, bé non ho decisamente alcun dubbio: Rocco!

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    Giulia

    09/04/2018 20:24:33

    Il libro è molto bello. E' vero che c'è gente che sogna più degli altri e si riscontra dai protagonisti del romanzo. Non è da tutti scrivere un libro così a 18 anni.

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    Rosetta

    08/04/2018 12:21:11

    Ispirata dalle recensioni positive o voluto dare fiducia a questo giovane autore. Delusione! Secondo il mio parere, un brodo allungato che sa di già letto. Personaggi con poco spessore e dialoghi davvero inverosimili costringono ad essere drastica. Scrivere che il libro è bello sarebbe mentire a me stessa, oltre che a coloro che, purtroppo, compreranno questa stramba opera.

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    Federico

    06/04/2018 08:22:02

    Il fatto che l' autore avesse 18 anni non ha influito sul mio giudizio. Ho acquistato il libro per, diciamo così, moda, in quanto primo in classifica. Mai scelta fu più sbagliata. L' ho trovato pieno di incongruenze e stereotipi maschili di basso livello. Certi capitoli davvero soporiferi! Se non fosse che, l' autore, scelga di stupire il lettore con frasi ad affetto, già trite e ritrite, e dialoghi al limite del tema di scuola media. Mi dispiace, ma sconsigliato per gente che abbia più di 13-14 anni.

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    03/04/2018 07:56:16

    Un libro semplice, avvincente, coinvolgente. Già solo leggendo le prime righe ti vien voglia di continuare! Adatto a tutte le età, sia a coloro che si apprestano a vivere i diciotto anni, sia a quelli che li hanno già vissuti da un pezzo. Maria L.

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    03/04/2018 07:55:38

    Intimo. Giovane. Una scrittura nuova per giovani in cerca di un futuro. Onofrio S.

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    03/04/2018 07:54:57

    Ritmo incalzante che fa tornare la mente all'ultimo anno delle superiori quando davvero si sogna ogni giorno ad occhi aperti. Il libro aiuta a non dimenticarlo e ancora oggi, da adulti, si sogna di notte, ma anche di giorno. Emanuele

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    30/03/2018 13:06:28

    Si percepisce subito il linguaggio giovane, incisivo e nella maggior parte delle frasi semplice e sferzante, dei nuovi diciottenni. Chi legge ha già superato la situazione che si intuisce da queste prime pagine, ma è stato particolarmente incuriosito da quanto descritto che risulta confrontabile con cosa vissuto. Scritto per i giovani, ma di aiuto per i genitori. Livio C.

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    30/03/2018 13:03:33

    Sono un'insegnante di italiano presso un centro di formazione professionale. Leggendo le prime pagine di questo romanzo si viene catturati dalla scrittura molto scorrevole, dai sentimenti del protagonista. Ci si immerge proprio nella vita di Pietro, dei suoi sogni per il futuro da medico e la forte attrazione fisica per questa ragazza, quella stessa che contraddistingue i giovani. Narrando le vicende di un adolescente, questo romanzo mi incuriosisce molto perché potrebbe prestarsi alla lettura collettiva in classe e coinvolgere i ragazzi proprio per il suo stile semplice ma allo stesso tempo ricercato. Daniela A.

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    30/03/2018 10:56:04

    Il talento per la scrittura del giovane Civitarese si intuisce sin dalle prime righe, con una costruzione accattivante, riferimenti interessanti e ammiccamenti di stile da buon lettore di prosa contemporanea. Il tema trattato è drammaticamente attuale, un’età in continuo mutamento, con il futuro che incombe e taglia le gambe ai sogni, ma si lotta e ci si lascia distrarre, rincorrendo la vita nel romanzo di formazione 2.0. Laura B.

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    30/03/2018 10:55:08

    "Giaguari Invisibili" solo leggendo il titolo mi sono venuti in mente i drammi esistenziali della fine dell'adolescenza. Il libro si apre subito col caos che riempie la testa e le giornate di un giovane (Pietro) che si appresta (o almeno ci prova) a frequentare l'università. Subito facciamo un passo indietro e, proprio come nella mente di un adolescente, passiamo dal baratro al paradiso. Il racconto richiama Ammaniti, la struttura Palahniuk e l'unica cosa che desideri è continuare a leggere... Elisabetta Diamante Blu

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    30/03/2018 10:53:50

    Scrive davvero bene Rocco Civitarese per essere al suo romanzo d'esordio e per avere solo 18 anni....certo attingerà dal suo vissuto per costruire un romanzo fresco ed accattivante che racconta con ironia e sincerità un'età difficile e ricca di quotidiane sorprese per i protagonisti. Il personaggio di Piero per usare il gergo giovanile spacca e ti entra subito nel cuore e impari a condividere con lui pensieri, amori, sogni, successi e fallimenti. Un libro che ti prende dalla prima pagina, che non passa inosservato. Da fare leggere a tutta la famiglia per capire meglio l'inarrivabile mondo dell'adolescenza. Mauro F.

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    30/03/2018 10:52:57

    Le parole di Rocco evidenziano che non esiste distanza chilometrica che riesca a smantellare la similitudine di una generazione, di un mondo che ha tanto in comune a partire dalle ansie e dalle pressioni che non solo l'Università ti imprime ma che seguono il regolare flusso della vita. Il tè con effetti rilassanti, almeno nella volontà. La delusione dei primi fallimenti professionali. I primi amori che finiscono male. Un racconto che è anche un po' la storia di tutti noi e che ci rende simili. Luca C.

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    30/03/2018 10:50:43

    Come il giaguaro ed il suo passo "felpato" si muove Pietro tra gli avvenimenti della sua vita e le sue passioni. Un'anima un po' goffa, ma educata e centrata da vero abruzzese. Un ragazzo alle prese con i bivi più importanti della sua vita, quelli dove non c'è segnaletica e quelli dove ogni tanto inevitabilmente rischi di rallentare o addirittura di perderti. E tra una riga e l'altra si dirama la bellezza della cultura che molti adulti smarriscono. I ragazzi a 18 anni hanno più super poteri di quanto loro stessi possano immaginare e lo scorrere di un sentimento inaspettato provoca scossoni imprevedibili. Delicato. Annamargareth C.

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Apri il libro. Inizi a leggere con un po’ di scetticismo.

L’autore, Rocco Civitarese, ha diciotto anni e frequenta l’ultimo anno di Liceo a Pavia. Le storie dei liceali, da Federico Moccia in poi, le conosciamo. Pensi.

Poi trovi in esergo una citazione di Niccolò Ammaniti, bella non banale, una di Wislawa Szymborka, bene… molto ad affetto, e un’altra di Federico Fellini, con cui il giovane Civitarese letteralmente ti mette al tappeto.

La prima domanda che ti gira in testa mentre leggi è: “Ma io come scrivevo a diciotto anni?”. A colpire più dell’ambientazione, più dei personaggi, è proprio la scrittura. Uno stile maturo possiamo dire. Perché l’autore scrive con un linguaggio diretto, immediato e scrive anche i pensieri che rivolge a se stesso, utilizzando un sottotesto, un continuo controcanto o fraseggio, che ti fa letteralmente precipitare nella via del protagonista, Pietro Mazzoccone. In questo caso Zerocalcare docet.

Pietro vive a Pavia, sulla riva destra del Ticino, frequenta l’ultimo anno di liceo ed ha un’unica grandissima ossessione: superare il test di Medicina per entrare all’Università. Come fare? No problem, lui è anche un po’ abruzzese “e quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma, di persistenza e di resistenza… Tu sei abruzzese!” (-cit. Benedetto Croce!).
L’altra suo ossessione è Anna Pettirosso. Mora, capelli lunghi, mezzo sangue meridionale. Ogni volta che Pietro prova a darsi un tono lei lo disinnesca, impugna il suo bisturi e lo disseziona: la ragazza perfetta.

Poi naturalmente ci sono i suoi amici, Davide e la squadra di pallacanestro di San Marco, Laura e Giustino, Lucilla ninfetta ammaliante, testosterone a fiumi. Ma dopo tutto a quell’età è normale, no? Una vacanza a Camogli che lo immerge in Anna come una spugna, per 72 ore. Con l’unico problema di Debora, Debora Pettirosso sorella di Anna. È lei che lo ha invitato nella sua casa di Camogli, è lei la sua fidanzata. Trattasi di dramma, quindi…

Così mentre entriamo a bomba in questo psicodramma, a metà vissuto a metà sognato a occhi aperti, scopriamo che “Sì, si può scrivere bene anche a diciotto anni”, anzi probabilmente le cose più interessanti da sapere ce le possono dire proprio i diciottenni come Pietro. A questi Millennials forse basterebbe avvicinarsi, sganciare dall’orecchio un auricolare, e intercettare il flusso delle loro vite.

Prenderemmo tutti una bella scossa.

Recensione di Annalisa Veraldi