Il giardino dei Finzi-Contini

Giorgio Bassani

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788807881084
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    Wanda

    15/11/2017 22:43:24

    Splendida ambientazione, splendida Ferrara, nel sogno dell'adolescenza e della giovinezza, tra i mali della storia e le tristezze del destino.

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    Romolo Ricapito

    04/09/2017 18:57:09

    Il libro è scritto bene, ma secondo me non resiste al tempo. Si nota, qua e là una certa vecchiezza. Insomma dopo 55 anni dalla pubblicazione lo trovo superato in certi dialoghi soprattutto nella parte centrale. Il contenuto riguardante il "tempo perduto", cristallizzato, del 1939 e della decadenza dei Finzi Contini appunto è anacronistico. Il romanzo è stato superato da altre opere. Epperò ho trovato la parte finale risolutiva, molto buona, con l'approfondimento della personalità del vero amante di Nicole, il comunista e qualche stralcio innovativo riuscito.

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    Benny B

    19/07/2017 16:01:42

    Sono atterrita da chi ha scritto "lettura spensierata". Lettura spensierata? L'espulsione legalizzata dalla società di un'intera fascia di popolazione, la dittatura, il preludio ad una Guerra Mondiale che ha causato milioni di morti, giovani che non sono mai diventati adulti, famiglie distrutte, annientate, orrore, povertà, fame, paura, sono una lettura spensierata?!? Spero, mi auguro, abbia sbagliato libro. Che invece affronta un tema importantissimo, è toccante e commovente, tristissimo (come può non esserlo?) e che ha il pregio di restituire, nonostante il baratro verso cui l'Italia stava precipitando, la bellezza di un'epoca colta in cui tra ventenni ci si dava del Lei, e ci si appassionava di politica e di letteratura. Appena prima che tutto venga spazzato via da una follia cieca. Bellissimo libro, bellissime atmosfere.

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    Luca

    05/01/2017 10:30:54

    Meraviglioso. Una storia d'amore delicata e profondissima che non riesce mai a sbocciare nel contesto di un'Italia che attraversa un momento storico estremamente delicato.

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    Luigi

    21/10/2016 14:41:41

    Mi dispiace che due lettrici non abbiano apprezzato questo splendido, tristissimo romanzo. A mio avviso non è carino e di evasione: è semplicemente un capolavoro. Una volta letto ti rimane dentro, come il brutto periodo storico nel quale si muovono i personaggi.

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    vale

    09/10/2016 17:17:03

    Carino, adatto ad una lettura spensierata. A mio parere manca però di qualcosa.

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    gianni

    31/07/2016 15:38:46

    L'ho riletto dopo trent'anni. Bellissimo. Come allora.

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    paolo

    19/04/2016 11:14:52

    Commovente rievocazione da parte dell'io narrante di avvenimenti degli anni 20-30 dell'adolescenza e giovinezza ormai passate con allo sfondo l'immagine della donna dei sogni Micol che e' destinata ad una brutta fine.

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    MARILENA

    11/02/2016 19:19:33

    L'ho trovato troppo pomposo e poco coinvolgente. Solo nel finale, quando si apre con il dialogo con il padre e capisce ciò che è veramente (?) successo, acquista un po' di verve. Finale triste ma in linea con ciò che è accaduto. Non lo rileggerei. Scusatemi se non ho apprezzato.

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    angelo

    06/02/2016 15:35:51

    Ingredienti: l'amicizia di 4 ragazzi ebrei ferraresi negli anni '38-'39, la loro spensierata giovinezza oscurata dall'arrivo delle leggi razziali, una città splendida descritta in tanti luoghi ancora esistenti, un amore mancato, delicato come un fiore appassito. Consigliato: a chi si volta alle spalle per trovarvi ricordi felici di gioventù, a chi vive nel quotidiano le tristi svolte della storia.

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    Simone

    07/12/2015 15:03:38

    E' incredibile come certi libri sembra che ti aspettino lì da sempre, e poi quando li leggi cresce la sensazione che un tassello della tua vita finalmente trovi la giusta collocazione. E' ciò che ho provato leggende "Il giardino dei Finzi Contini", opera meravigliosa di Giorgio Bassani. La storia, intrisa di un vago sentore di nostalgia e morte, racconta di un amore mancato perché non corrisposto, di un'amicizia destinata a sfaldarsi, di un'adolescenza perduta e mai più ritrovata e di una Ferrara splendente e romantica. Il linguaggio di Bassani è ricco, elegante, musicale, un piacere per chi legge (o per chi ascolta, come nel mio caso, l'audiobook di Sandro Lombardi, davvero eccellente) e i riferimenti agli eventi storici del fascismo e delle deportazioni, pur rimanendo in sottofondo, ben caratterizzano il contesto. Credo sia uno dei libri italiani più belli che abbia mai letto.

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    Marta80

    13/09/2015 17:04:35

    Un romanzo che si fa ricordare. Splendida l'ambientazione nella Ferrara di fine anni '30, alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Le leggi razziali sono state promulgate e segnano l'esclusione degli ebrei dalla vita sociale. L'immenso giardino della famiglia Finzi-Contini diventa un rifugio per un gruppo di ragazzi che vivono ancora una sorta di normalità al suo interno. Ma gli eventi prenderanno una piega drammatica e al protagonista non resta che rievocare con malinconia le vicende che lo hanno legato in giovinezza alla famiglia Finzi-Contini.

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    Fabio74

    20/12/2014 19:18:37

    Romanzo appassionante con quel giardino dove i ragazzi si incontrano,giocano,sognano e alla fine praticamente si rifugiano,vista la situazione che si sta creando al di fuori e che ben presto purtroppo precipitera'a causa delle leggi razziali e della guerra incombente.Bellissimo e commovente.Ciao a tutti e al prossimo

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    Carla

    26/08/2014 18:13:11

    Dopo un inizio un pò didascalico, e un ritmo lento durante le prime cento pagine, poi il libro si fa veramente bello. Bassani scrive bene e ti fa affezionare ai personaggi. L'amore che il narratore prova per Micòl è stato raccontato in modo dolce, senza mai esagerare, riuscendo a farsi ricordare.

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    Fabrizio Porro

    02/11/2013 00:08:35

    Eppure se chiudo gli occhi, Micòl Finzi-Contini sta ancora là, affacciata al muro di cinta del suo giardino, che mi guarda e mi parla.

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    Giuseppe

    04/02/2013 00:21:54

    Uno splendido romanzo. A mio parere una delle vette della letteratura italiana del 900. Una scrittura appassionante, avvolgente; la storia di un mondo che si disgrega lentamente fino al crollo finale; la ferocia del regime e della guerra e la follia razziale vissute a Ferrara, nella ricca, tranquilla e benpensante provincia italiana. E se avete visto e amato il film di De Sica non accontentatevi, anche perché, come spesso accade, il film semplifica e in qualche modo schematizza, in particolare lo snodo essenziale della storia, cioè il "tradimento" di Micol, che nel romanzo assume invece i contorni sfumati di una eventualità, di un elemento forse solo onirico. Da leggere.

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