Il giardino di cemento

Ian McEwan

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
In commercio dal: 21/06/2006
  • EAN: 9788806183851
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ….

    08/12/2016 16:08:28

    Piaciuto

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    Gabriella

    01/03/2015 15:12:33

    Non lo avevo ancora letto nonostante abbia letto tutto di lui. Sapevo della trama pesante e forse questo mi ha sempre tenuta lontana Devo dire che la morbosita rimane sullo sfondo sono interessanti le dinamiche tra i tre fratelli e la forte descrizione dell ambiente dove vivono. È interessante sapere come andra a finire la storia al di là dei rapporti strani tra i fratelli. Chi lo ritiene troppo cruento forse non conosce l autore che di base è cosi anche nei successivi romanzi. Scrittura affascinante e asciutta come poche purtroppo ci sono in giro È un piacere leggerlo al di la di tutto

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    LeoDingi

    03/09/2014 11:57:58

    Ho letto molto di McEwan: questo racconto mi pare straordinario, tanto da metterlo tra i suoi migliori: un McEwan crudo ma capace e sensibile che tanto cerco nei suoi romanzi. L'altro, quello di Espiazione, ad esempio, mi lascia un po' freddino. Consigliatissimo a chi ama storie forti ma raccontate senza facili 'furbizie' letterarie.

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    Sofia

    18/03/2014 08:45:12

    Condivido in pieno i commenti di Elena e Paolo: è un libro lacerante, che ferisce, che tormenta, che fa riflettere, un'introspezione che lascia con l'amaro in bocca, la brutalità di una realtà troppo vicina a noi. Da leggere

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    Enzo

    02/01/2014 17:32:18

    Primo romanzo scritto da McEwan, e, a mio parere, si nota! Avendo letto otto dei suoi romanzi (che sono praticamente gran parte della sua produzione letteraria) sono arrivato alla conclusione che McEwan non è stato un genio precoce della letteratura, ma - lungi dall'essere un difetto - la crescita, gli anni e l'esperienza hanno portato chiaro beneficio alla sua maturità narrativa per portarlo a comporre veri e propri capolavori: "Espiazione " su tutti, ma anche "L'amore fatale", "Chesil Beach", "Solar". Il Giardino di Cemento si presenta per ciò che è, ovvero il primo lavoro di un autore novizio che sa bene di voler intraprendere tale carriera, ma ha le idee poco chiare e non sa ancora bene di cosa scrivere; insomma ha precisamente il peso di un romanzo d'esordio. Il giovane debuttante McEwan dell'epoca vuole a tutti i costi essere originale, impressionare il lettore, e lo fa imbastendo l'intero romanzo su un paio di idee macabre ed effettivamente interessanti e toni deliberatamente cupi (almeno nelle intenzioni)pur tuttavia incapaci di sorreggere da soli una trama fin troppo inconsistente. Lo stile è scorrevole e curato, anche se lontano dall'incantevole virtuosismo raggiunto qualche romanzo più in là. Non è bastato nemmeno l'apprezzabile schiettezza sulle vicissitudini adolescenziali del protagonista a convincermi fino alla fine su cosa di preciso stessi leggendo e ricavando da questa breve lettura. Intendiamoci, non sto dicendo che è un cattivo romanzo, ma nemmeno un granché. Terminata l'ultima pagina ero insoddisfatto, e dubito che, passati i prossimi mesi, ne serberò un preciso e nostalgico ricordo. Dal mio punto di vista questo romanzo ha gli stessi difetti di "Cortesie per gli ospiti", nonostante quest'ultimo possegga un sinistro fascino.

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    Elena

    02/11/2013 13:49:45

    Uno straordinario pugno nello stomaco. Una rappresentazione asetticamente agnostica di una realtà cruda, soffocante, a tratti disgustosa.Uno sguardo particolare e acutissimo sulla difficile adolescenza. Nessun commento, nessun giudizio sull'orrore di una solitudine assoluta, solo una illustrazione dettagliata che il lettore introietterà a modo suo. Comprensibilmente ostico ma eccellente.

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    Paolo

    14/10/2013 08:29:53

    Se volete capire a cosa serve la letteratura, e a cosa, invece, essa non aspira, leggete "Il giardino di cemento". I giudizi negativi dimostrano la sua grandezza: è un libro che disturba, che non consola, non spiega, non giudica e non seduce. La realtà nella sua brutalità, l'umanità come non l'avete mai vista. Il romanzo è una domanda. Le risposte, dobbiamo darle noi.

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    Moch

    05/10/2013 18:16:54

    Peccato che non ci sia 0 come voto. Storia campata in aria. Tragicomica la scena finale che supera in banalità le partite di Holly e Benji. Forse lo stesso autore si era stancato di protrarre questa pantomima. Con 9 euro vi mangiate una bella pizza con tanto di birra.

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    Antonio Schimera

    02/05/2013 13:22:14

    La lettura di questo romanzo è vivamente sconsigliata ad un pubblico incapace di apprezzare contenuti crudi e scabrosi (ma mai volgari). Umido, afoso, il titolo chiarisce come una dichiarazione l'atmosfera di questo romanzo di McEwan, il senso di vuoto e la morbosità del carattere lucido ed efferato della storia che attanagliano ogni singolo momento di lettura. Le parole si condensano, scivolano come sudore lungo la schiena, umidicce sotto la maglietta raccontano la storia di quattro ragazzini rimasti orfani che seppelliscono "qualcuno" in un baule di cemento per poi continuare le proprie esistenze tra fantasie e compromettenti relazioni familiari. Lascia quattro ragazzi soli nella loro casa assolata, asfissiata nella calma assoluta di un paese svuotato ad Agosto, per poter dar vita ad un romanzo claustrofobico, ad un racconto che ti aggroviglia lo stomaco e ti spezza il respiro. C'è l'afa crudele della storia, la rarefazione degli avvenimenti, lo scavo lento ed inesorabile dei personaggi, l'avanzare della vicenda tra l'assurdo ed il crudelmente vero. Rimane a lungo, s'appiccica con l'ultima pagina e ti cola internamente come una melma fangosa pronta a lasciarsi seccare dentro: lento ma basculante come una culla, doloroso e a tratti sgradevole rimane vero, diretto e di una profondità che non può non generare una meravigliosa vertigine.

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    Glory

    01/04/2013 11:23:26

    Orribile. Non lascia proprio nulla a fine lettura. E non mi riferisco all'incesto, ma proprio a tutto l'insieme, dalla scrittura alla trama. Capolavoro? Storia perfetta? Per carità! Romanzo "insipido".

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    alfonso

    13/04/2012 18:24:47

    Quando Ian era Ian (segue sospirone).

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    dani70

    29/12/2011 18:07:35

    E' il primo romanzo di McEwan che leggo, e mi ha lasciata perplessa e amareggiata. Non posso dire che non mi è piaciuto per niente, ma nemmeno che è un capolavoro. Insomma, una via di mezzo che mi ha fatto arrabbiare e mi ha lasciato alla fine una grande curiosità: che ne sarà stato di quei ragazzi?

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    Donatella

    05/12/2011 14:28:09

    Solitudine, incomunicabilità, sentirsi vuoti inutili fuori luogo. Chi da adolescente non ha provato i sentimenti di Jack? Un libro travolgente, che può spaventare, ma da leggere senza pregiudizi.

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    Mario69

    11/11/2011 09:17:40

    Un fantastico pugno nello stomaco. Da leggere senza finti moralismi e pregiudizi. Rimane dentro a lungo.

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    Roberto

    10/12/2010 10:27:46

    Da leggere tutto d'un fiato. Il primo McEwan era capace di libri "cattivi" come questo o "Cortesie per gli ospiti". Libri che in alcuni momenti ti danno fastidio, ma che al contempo esercitano su di te una malia che ti spinge ad andare avanti finché ti entrano dentro e non ti lasciano più. Un libro che lascia il segno. Un gioiello del grande McEwan.

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    Luisa

    09/11/2010 22:54:27

    E' il primo libro che ho letto di McEwan e difficilmente mi verrà voglia di leggerne altri. Mi è parso un racconto squallido senza nè capo nè coda. Consiglio, a chi avesse intenzione di leggerlo, di tenere presenti i giudizi negativi.

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    Giuseppe

    17/09/2010 17:40:29

    Lasciate perdere i commenti negativi. In questo splendido romanzo di McEwan (e non è una novità) la storia è perfetta. Il grande scrittore crea un'altra storia che resta dentro. Ennesimo capolavoro.

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    kine

    28/07/2010 18:46:11

    Voto medio basso. Non mi ha lasciato quasi niente, nessun altro commento.

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    atlantis

    17/06/2010 12:22:11

    Un noir deve lasciare un segno. Questo lo fa alla grande. Per stomaci... anzi, per psichi molto forti.

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    elisabetta

    06/06/2010 17:58:00

    mi ha incuriosito la trama sul retro della copertina. pensavo ad un'altra cosa e dopo avere letto espiazione. non mi è piaciuto anche per i temi macabri e morbosi dei protagonisti.

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