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Il gigante sepolto - Kazuo Ishiguro - copertina

Il gigante sepolto

Kazuo Ishiguro

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Traduttore: Susanna Basso
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 ottobre 2016
Pagine: 320 p., Brossura
  • EAN: 9788806231644
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Il gigante sepolto

Kazuo Ishiguro

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Gaia la libraia

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Per il suo settimo romanzo Ishiguro torna ai temi a lui da sempre cari – la fallibilità e il ruolo della memoria, la dimensione onirica e quella nostalgica dell’esistenza, il dolore della vecchiaia e della perdita – ma lo fa qui scegliendo una forma inedita e quanto mai sorprendente.

«Un’intensa indagine sulla memoria e sulla colpa, ma anche un racconto di straordinarie atmosfere, una storia di travolgente leggibilità da divorare tutta d’un fiato. Un romanzo doloroso e bellissimo sul dovere del ricordo e il bisogno dell’oblio».Alex Preston, The Guardian

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. Lungo il cammino si uniscono ad altri viandanti - il giovane Edwin, che porta il marchio di un demone, e il valoroso guerriero sassone Wistan, in missione per conto del suo re - e con essi affrontano ogni genere di prodigio: la violenza cieca degli orchi e le insidie di un antico monastero, lo scrutinio di un oscuro barcaiolo e l'aggressione di maligni folletti, il vetusto cavaliere di Artù Galvano e il potente drago Querig...
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  • User Icon

    Arianna

    22/03/2019 17:52:20

    L'ambientazione della storia è fantasy, ma non si tratta di un romanzo fantasy. Se siete alla ricerca dell'azione o di un secondo Harry Potter leggete qualcos'altro. A mio avviso lo sfondo fantasy dà quel tocco in più pur non essendo il perno centrale della narrazione. Il romanzo è delicato e si legge con facilità. Accanto a strane avventure e personaggi improbabili ma trasudanti di umanità con tutti i suoi pregi e difetti, vi è ampio spazio per la riflessione, sul ricordo, la memoria, il perdono. Bellissimo.

  • User Icon

    Christian

    11/03/2019 16:57:01

    stupendo romanzo dall'atmosfera onirica, delicata, commovente.

  • User Icon

    Carla

    08/03/2019 09:47:59

    Clima surreale, ma al tempo stesso concreto. Forse non il suo libro migliore, ma ho trovato molto affascinante il finale, mi ha fatto riflettere sul fatto che una persona nulla è senza il suo passato.

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    giulia

    07/03/2019 16:57:57

    ho acquistato il romanzo attratta dalla copertina mi ha incredibilmente sorpresa, incantata e mi ha fatto riflettere...a volte è positivo giudicare un libro dalla copertina

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    Marco

    05/01/2019 21:30:52

    Cercavo un classico fantasy, che mi aiutasse ad allontanarmi dalla realta e è dai suoi pensieri.... Invece è un libro che ti spinge a riflettere sulla memoria, sull'amore e sui legami in genere... Scritto molto bene.. Buon acquisto.

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    Federico

    23/11/2018 22:33:24

    Ho comprato questo libro attirato dall'enigmatico titolo e dalla reputazione dell'autore. Si presentava con una trama interessante per poi rivelarsi ricco di significato. Acquisto azzeccato.

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    Francesca

    22/09/2018 18:33:56

    La scrittura è scorrevole e la lettura ne risulta piacevole e accattivante: è tenerezza quella che si prova accompagnando i due protagonisti nel loro viaggio, eppure non bisogna farsi ingannare dalla nebbia che li circonda, nella quale il lettore viene risucchiato non riuscendo a guardare oltre al racconto. Inganni e trame si alternano a memoria e oblio, incollando il naso alle pagine dalla prima all'ultima

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    Davide

    21/09/2018 10:05:03

    Quando ho acquistato questo libro avevo grandi aspettative, in quanto sapevo che l'autore Kazuo Ishiguro ha scritto molti best seller. Peraltro è stato premiato con un nobel per la letteratura. In realtà, pur avendo trovato la lettura originale e ben scritta, la storia non mi ha entusiasmato particolarmente. E' evidente che l'autore appartiene a una cultura diversa dalla nostra, come quella orientale, ma che ha, comunque, il suo fascino. Penso che questa lettura potrebbe essere maggiormente gradita a un pubblico appassionato di fantasy. In ogni caso si tratta di una lettura gradevole che consiglio a chi vuole scoprire questo famoso autore.

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    Anna Lisa

    18/09/2018 14:20:47

    Uno splendido romanzo sul tema della memoria e del necessario oblio, che trasporta il lettore prima in una Britannia post occupazione romana dai connotati fiabeschi, poi nelle pieghe del proprio animo. Il continuo e sapiente miscuglio tra realtà storica e leggenda, tra sequenze narrative e riflessive, tra desiderio, sogno, memoria e introspezione mi induce a definire questo romanzo come il migliore di Ishiguro, anche più bello del -seppur meraviglioso- "Quel che resta del giorno.". Il viaggio dei due protagonisti diventa il viaggio di ogni lettore, le loro domande e i loro dubbi ricalxano quelli di ognuno, la loro destinazione prelude a cìò che potrebbe essere, che sarà per ciascuno.

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    claudia

    18/01/2018 11:47:45

    è l'unico libro di Ishiguro che ho letto e l'ho trovato veramente bello e profondo di lettura scorrevole e avvincente. Io ne consiglierei la lettura.

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    GIOIA

    12/01/2018 14:54:48

    Anche io, come Carlo e Giancarlo, non sono riuscita a terminare la lettura di questo fantasy. Mi sono bloccata a pag. 70. Leggendo le recensioni, avevo grandi aspettative invece l'ho trovato noioso e poco scorrevole. Insomma, non è riuscito a catturarmi. Mi aspetto molto di più da "Non Lasciarmi" che ho appena acquistato.

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    Maria

    05/01/2018 18:54:14

    Ho come la sensazione che ishiguro tratteggi dei temi, delle emozioni (rabbia, colpa, dolore, lutto, paura, orgoglio ) che restano sepolte, appunto. Mai sviluppate dall'autore né dai protagonisti del libro. Non so se vale un Nobel, mi sembra di aver letto libri più forti, ma vale la pena leggerlo. È particolare a modo suo. Comunque scorre la trama fra questi strani personaggi ( addirittura un cavaliere di Artù ). Dovete leggerlo per farvi la vostra idea. Non è una lettura sprecata.

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    carlo

    24/12/2017 23:09:38

    non sono riuscito ad andare avanti! leggendo le recensioni, il mio sconforto era totale. Finalmente in mio aiuto è arrivato Giancarlo. non riesco a trovare un solo motivo per proseguire nella lettura.

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    giancarlo

    20/12/2017 21:11:51

    Solo con difficoltà sono riuscito a terminare la lettura di questo noiosissimo romanzo: non si capisce se sia una imitazione della saga di Henry Potter o della Storia Infinita: nulla in confronto di QUEL CHE RESTA DEL GIORNO o di NON LASCIARMI SOLO. Ho deciso di concludere la lettura solo per vedere"come andava a finire" e di solito non è quel che cerco in un libro. Non capisco per nulla le varie recenzioni pubblicate : sono veritiere o sono state scritte dalla Casa editrice per favorire le vendite? Mi verrebbe voglia di rileggerlo, per timore che qualche cosa mi sia sfuggito, ma credo che dedicherò il mio tempo ad altre letture.

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    Marina

    31/10/2017 18:42:19

    Come un vero gioiello, il romanzo è di taglio e caratura eccezionali. L'ambientazione, costantemente slittante fra il reale e l'immaginario, ci introduce in un paesaggio che sembra uscito da dipinti di Vermeer o di Turner, e che nello stesso tempo pare scaturire da sognanti divagazioni della mente. Il fulcro narrativo consiste nella progressiva scoperta e nella rappresentazione del valore della memoria, intesa sia come consapevolezza dell'esistenza di eventi passati, stranamente ma non del tutto sprofondati nell'oblio, sia soprattutto come un nodo imprescindibile che avvince l'Uomo alla propria storia e alla Storia del mondo. Le vicende e l'itinerario dei personaggi - talora figure indistinte che affiorano e poi si rituffano nelle brume (forse reali, forse fantastiche) della Britannia dell'Alto Medioevo - costruiscono una trama emozionante e in alcuni passi solenne; unica e impagabile nella sua originalità. Il fascino intrinseco di questo settimo romanzo di Ishiguro (Premio Nobel per la Letteratura 2017), il suo stile raffinato ma mai artificioso, il lessico inattuale ma del tutto privo di soverchia ricercatezza, lo pongono probabilmente al di sopra di tutti i suoi sei romanzi precedenti e, in ogni caso, ai massimi livelli di invenzione e di scrittura della narrativa contemporanea.

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    Loris

    28/04/2016 14:05:51

    Ishiguro usa il genere fantasy per costruire un romanzo ambizioso. Il lettore trova tutte le figure canoniche: guerrieri e cavalieri, draghi e bestie feroci, orchi e folletti. Un primo elemento distintivo è la ricercatezza stilistica, il tono aulico che si avvale di scelte lessicali desuete. Il tema portante è il ruolo della memoria, affrontato in chiave insolita. Di norma, si attribuisce un valore positivo all'atto del ricordare, ma questo implica anche l'impossibilità di dimenticare e accantonare i torti, nonché di venire a patti coi sensi di colpa. L'oblio può essere un incantesimo benefico, ma gli esseri umani paiono non poterne reggere il peso. Il discorso vale sia per il privato sentimentale che per la Storia, narrazione fatta di stragi e tradimenti che chiamano altro sangue. Le pagine conclusive sono intense e commoventi, degno compimento di un romanzo che conferma l'abilità e l'originalità di Ishiguro.

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    feisbùk

    31/12/2015 00:08:59

    Letteratura totale evocativa argentina. Davvero superiore a quasi tutto il resto

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    Silvia

    22/12/2015 12:08:12

    Una scrittura facile ma piena di emozioni. Impossibile non affezionarsi a questi due anziani, e viaggi insieme a loro. Mi è piaciuto tanto!

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    Fabio Ponzana

    29/11/2015 20:06:39

    Un'epifania, una catarsi totale e felicissima nell'universo insulare dopo la morte di Artù. Di una bellezza e purezza letterarie squisite, Il gigante sepolto rappresenta in maniera metaforica la forza indistruttibile del vero amore...e la perdita della memoria da parte del mondo. Un oblio rappresentato dalla retorica mitica bretone...attraverso il fumo di nebbia dell'alito del drago.

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    Maurizio Ricci

    17/11/2015 12:52:00

    Non è semplice parlare di questo libro; una coppia di coniugi piuttosto avanti con gli anni decide di lasciare il villaggio ove trascina la propria vita, tra gente che li ha via via emarginati, per recarsi in visita al figlio. Il paesaggio confuso, l'ambientazione sempre sospesa tra l'onirico e il reale, i personaggi di contorno - più caratteri che persone in carne ed ossa e dei quali non è sempre chiaro il reale livello di esistenza -, la narrazione ellittica....sono tutti aspetti che cambiano la nostra fruizione di questo lavoro dal piano della semplice lettura a quello dell'interpretazione, della scoperta continua. Pur nella sua apparente semplicità, non è una lettura scontata. Un libro di sensazioni ed emozioni, magistrale.

Vedi tutte le 21 recensioni cliente

Amore e pace senza ricordi, il fantasy di Ishiguro

Vincitore del premio Nobel per la letteratura 2017, Kazuo Ishiguro con il suo ultimo romanzo tradotto da Susanna Basso ed edito da Einaudi, Il gigante sepolto (320 pagine, 13 euro), offre al lettore una favola ambientata nel passato che si tinge dell’universalità che solo la grande letteratura possiede.

Protagonisti de Il gigante sepolto sono Axl e Beatrice, due vecchi coniugi che dimorano in una piccola stanza all’interno di una comunità. I dialoghi di beckettiana memoria che intercorrono tra i due non sono certo quelli che ci si potrebbe aspettare da un amore senile: nelle loro parole e nei loro gesti non c’è segno di abitudine o noia, né tanto meno di familiarità. Axl e Beatrice vivono nella Britannia dei tempi immediatamente successivi alla morte di Re Artù; il sovrano è riuscito a portare la pace tra i sassoni e i britanni grazie a un sortilegio che ha fatto scendere una fitta nebbia che offusca i ricordi dell’intera popolazione. I due anziani decidono di intraprendere un viaggio che potrà forse rendere loro la memoria, consapevoli che l’amore che nutrono l’uno nei confronti dell’altra – anche se il percorso che li ha portati fin lì è ignoto – è già un lieto fine: è un amore che ha superato ogni difficoltà, la stanchezza, l’età e i malanni che comporta. Il viaggio che si apprestano a compiere è stato rimandato troppo a lungo per paura di scoprire una verità scomoda: non sanno cosa hanno dimenticato, ma confidano di non avere macchie troppo gravi nel proprio operato.

I due coniugi lasciano il villaggio e intraprendono un percorso che dovrebbe portarli dal figlio, all’incirca trentenne, che li aspetta in un borgo vicino ma di cui non hanno che un vago ricordo. La mancanza di passato non sospende mai la realtà dal suo contesto storico.

Come i due protagonisti, anche i sassoni e i britanni non ricordano i motivi che li hanno spinti a odiarsi in un passato ormai remoto e oggi convivono pacificamente come fratelli. Durante il cammino, Axl e Beatrice saranno affiancati da un ragazzo vittima di pregiudizi perché morso da un orco e da un portentoso guerriero sassone. Quest’ultimo sembra l’unico a non aver dimenticato il passato e ha intenzione di uccidere il drago femmina Querig, il cui fiato costituisce la nebbia che invade la landa e deruba le persone dei loro ricordi. Querig è rappresentata come un verme ormai privo di forze, non c’è niente di eroico in lei, anche se probabilmente in passato il suo ruolo è stato fondamentale. Il guerriero è la voce dello smascheramento delle menzogne, ritiene che una pace fondata su premesse false non possa considerarsi autentica e non si fa certo impietosire dalle truci tradizioni di penitenza dei monaci. Al contrario sir Galvano, cavaliere di Re Artù, vorrebbe lasciare le cose come sono e mantenere la pace tra i due popoli.
L’ambientazione creata da Ishiguro ha del mitologico e del fantastico, atmosfera utile a plasmare una serenità dove il peso della memoria è totalmente attenuato. Nella nebbia si può seppellire un gigante – una questione irrisolta, un senso di colpa nel passato di una coppia, di una famiglia o dell’intera società – e porre le basi per il perdono. Esistono rapporti, anche complessi come quelli tra nazioni, basati sul silenzio, sull’oblio di questioni che possono anche rivelarsi sciocche; ma essere lontani da sé stessi equivale a perdere la propria identità, le convinzioni, tutto ciò per cui si è lottato per una vita. Quella di Ishiguro è una scrittura delicata e lenta, che si rivolge al mondo interiore di ciascuno, che invita a guardare in faccia il proprio gigante sepolto, ma non dà indicazioni sul fatto che si debba o meno disseppellirlo.

La valenza positiva che di norma viene attribuita all’atto del ricordare è qui messa in discussione: forse a volte vale la pena accantonare ogni cosa e imparare a ripartire da zero. La nebbia del fiato del drago Querig potrebbe allora essere un incantesimo benefico per tutti. Non avere memoria è come poter riposare, abbandonare al passato qualcosa di doloroso può anche comportare un progresso. Ma può esistere l’amore se non c’è ricordo dei momenti condivisi? Si può avere la pace solo dove manca la memoria? Per quanto può durare una tregua fondata sulla menzogna? Il gigante è stato sepolto ma non ucciso, potrebbe riaffiorare da un momento all’altro.

Recensione di Paola Lorenzini

  • Kazuo Ishiguro Cover

    Vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2017.Scrittore giapponese naturalizzato britannico, è nato a Nagasaki nel 1954 e si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 1960. Tutti i suoi romanzi sono tradotti in italia da Einaudi: Un pallido orizzonte di colline (1982), Un artista del mondo fluttuante (1986), Quel che resta del giorno (1989 e 2011), Gli inconsolabili (1995 e 2012), Quando eravamo orfani (2000), Non lasciarmi (2006), Da Quel che resta del giorno (Booker Prize 1989) è stato tratto un celebre film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson. Sua è anche la raccolta di racconti Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo (2009 e 2010).Nel 2015 esce Il gigante sepolto per Einaudi.  Approfondisci
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