Traduttore: E. Kampmann
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 11/04/2017
Pagine: 257 p., Brossura
  • EAN: 9788806233853
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Recensioni dei clienti

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    Carol

    09/10/2017 20:26:27

    Non è una lettura facile, a tratti può apparire noiosa o troppo colta, ma se ci si lascia coinvolgere, alla fine si riesce a cogliere la profondità di questa piccola storia, di questo testamento che il protagonista-voce narrante consegna al figlio e che non è altro che una lunga riflessione sulla propria vita, sul senso dell'esistenza, della fede, della famiglia, sui valori a cui diamo o dovremmo dare importanza. Quale figlio non vorrebbe ricevere una lettera del genere dal padre ormai scomparso, da poter leggere da adulto?

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    Zobie

    19/04/2017 12:32:21

    Una lunga riflessione sulla vita, sulla fede, sulle opportunità e le scelte. Una scrittura magistrale che, come poche volte accade, è stata accompagnata da una traduzione assolutamente all'altezza. Non ho l'abitudine di sottolineare i libri ma in questo caso ho dovuto fare un'eccezione e leggere con la matita di fianco. Un libro che non dimenticherò facilmente..

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    madeddusantina@tiscali.it

    01/01/2017 18:03:38

    Sono insegnante di lingua: come si può definire sempliciotta questa prosa?

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    luciano

    17/04/2016 15:52:14

    C'è una cittadina, Gilead, che è " un gruppo di case raccolte lungo poche strade" e c'è il vecchio reverendo Ames che nella sua vecchiaia ha generato, con Lila, molto più giovane di lui, un figlio. Ames è malato di cuore e sentendo che il giorno della sua vita declina verso il tramonto decide di lasciare al figlio una lunga lettera, in cui parla di sé, della sua infanzia, di religione, di principi morali... Poi c'è anche Jack, che è sempre stato la pecora nera della numerosa famiglia del reverendo Boughton, amico e alter ego di Ames. Jack, figura tormentata e psicologicamente sofferente, è ritornato a Gilead dopo vent'anni di assenza e non è ben visto da Ames. La Bibbia, però, invita alla misericordia e al perdono e Ames lo benedirà con la benedizione dei Numeri: " Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda la pace".

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    marzia

    05/11/2013 17:00:49

    Raramente si incontra una scrittura così affascinante e intimista. I personaggi, pur distanti da noi, nel tempo e nella cultura, entrano nell'anima e nei pensieri. L'argomento è la vita stessa, dilemmi e domande profonde sulla fede, sulla vecchiaia, sui figli. Ritengo che farci riflettere sia il maggior regalo che questa straordinaria autrice ci fa, sempre con lucidità e disincanto.

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    Luigi

    06/05/2013 09:40:57

    Bello, ma mi aspettavo un passo decisivo che non c'è stato.

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    Claudio

    26/06/2012 22:19:29

    è probabile che io non possa considerarmi un lettore, questo libro per me è stato una noia totale

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    tiziano

    23/02/2012 20:40:07

    Mah. Libro costruito per emozionare chi vuol essere emozionato, agli altri resta ben poco: trama vista e rivista, prosa sempliciotta, noia.

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    Lanfranco

    27/04/2010 11:23:23

    Un libro sorprendente - un inizio lentissimo che sembra non approdare da nessuna parte ma che viene subito riscattato da tutte le considerazioni ed il racconto che seguono. Io sono ateo ma ho molto apprezzato la vita di questi tre 'santi'illuminati, nonnno padre figlio, predicatori che attraversano periodi bui e difficili della storia degli Stati Uniti, da fine 800 fino agli anni 50 - e che con la loro fede 'pulita' portano davvero il verbo come dovrebbe essere fatto, super partes e senza costrizioni meschine. Una scrittura superba, colta che scende davvero nell'anima.

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    Roberta

    18/09/2009 10:28:08

    Molto particolare questo racconto,una bella lettera d'amore di un padre ad un figlio che non vedra' crescere. Mi ha emozionato.

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    Roberto

    14/09/2009 21:15:37

    L'Einaudi pubblica spesso grandi cose e questa è una di quelle. Opera elegante, autenticamente profonda nel senso più proprio del termine, uno stile pacato e sereno. Una prosa controllata che racconta una storia narrata in prima di persona dal Reverendo che sa cha la sua fine si avvicina. E nostante questa consapevolezza, mette su carta un discorso lucido e luminoso, grato di ciò che ha ricevuto. La sua fede, la sua testimonianza, la sua vita. Lascia al figlio che non vedrà crescere un dono stupendo. Che un romanzo così abbia vinto il Pulitzer non deve quindi stupire.

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    Loris

    08/06/2009 11:07:49

    Splendido romanzo, uno dei migliori letti in questi anni. I personaggi sono ben caratterizzati e la struttura narrativa del memoriale permette di accostare ricordi, eventi presenti e riflessioni, senza perdere l’attenzione del lettore. Al di la’ dei (molti) meriti letterari, sono felice di aver trovato un romanzo profondamente cristiano, capace di interrogarsi su temi alti (fede, predistinazione, grazia, salvezza… ) senza ridursi a una ‘lezioncina’ teologica o a un semplicistico sermone consolatorio. Di Gilead e del reverendo John Ames mi restano l’amore per la vita, il coraggio di guardare all’esistenza con una speranza di gioia e compiutezza che non viene meno di fronte all’inevitabile evidenza del dolore e della perdita.

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    cristiana

    10/05/2009 17:21:27

    Bello da piangere.

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    stefano tozzi

    28/07/2008 19:40:09

    il romanzo è bellissimo. grazie alla einaudi per averlo pubblicato (scelta coraggiosa e senza l'occhio alle classifiche, nonostante il "pulitzer prize" del 2005). segnalo, purtroppo, un errore - piuttosto grave in un lavoro nel quale le citazioni bibliche sono più che importanti. a pag. 241, nella 2a metà, l'io narrante fa riferimento a un suo vecchio sermone. testuale: "era sulla prima lettera ai romani". la lettera ai romani è una sola (a differenza, ad esempio, di "corinzi, 1 e 2") e quindi non può esserci una "prima" che ne presupporrebbe almeno una seconda. peccato, ma si può rimediare. stefano tozzi

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    Claudio

    02/07/2008 10:31:40

    Tosto, da leggere con molta concentrazione Pochi dialoghi: è quasi tutto una lettera-testamento di questo reverendo di 77 anni al figlio di 6 che non riuscirà mai a crescere in quanto il cuore è malandato. Spunti a non finire da un vecchio nonno mezzo pazzo che ha combattuto per la libertà dei neri d'America a un padre invece pacifista, entrambi reverendi. Non è un caso che abbia vinto il Pulitzer.

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    philo

    05/05/2008 11:44:01

    Non occorre essere attento conoscitore delle scritture, occorre però molta attenzione nel leggere questo libro. Offre tanti spunti riguardanti la morale e la religione, ma non solo, ti ricorda quale deve essere il giusto rapporto con un figlio e ti fa riflettere della vita. Insomma un libro profondo che ho molto gradito.

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