Categorie
Editore: Giunti Editore
Collana: Scrittori Giunti
Anno edizione: 2016
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788809833067
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,64

€ 13,60

€ 16,00

Risparmi € 2,40 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Sono i cinquant’anni, bellezza, «anche se me ne mancano cinque».

C’era una volta, la Roma del Novecento. Una capitale che era una vera e propria tigre, un animale da caccia dai movimenti forti ed eleganti, dal cui splendido manto a strisce trasudavano la sicurezza e arroganza del potere. Gin tonic a occhi chiusi, l’elegante satira sui nostri tempi firmata Marco Ferrante, descrive una realtà ben diversa: di quel maestoso animale non è rimasto altro che la pelliccia, ridotta a un triste e banale tappeto. Che tra l’altro non è nemmeno un simbolo di potere (quello del cacciatore che ha vinto la preda), ma solo un accessorio domestico tremendamente kitsch.

Bersagli-protagonisti di questa satira sono i tre fratelli Misiano, illustri (ma non troppo) rappresentanti di un’alta borghesia romana in piena crisi di mezz’età. Ognuno di loro, ovviamente, si è specializzato in una “classe” di potere ben specifica: il primogenito Gianni, fiscalista con sorprendenti capacità di prestigiatore (soprattutto quando si tratta di eludere il fisco e uscirne puliti), si è buttato a capofitto in quella della finanza e della grande economia; il secondogenito, Paolo, rappresenta invece una classe politica sconsolata, impotente in una maniera quasi imbarazzante; dulcis in fundo, la “casta” dei giornalisti, quella dello svogliato e impenitente Ranieri, che però si dedica alla scrittura solo per tornaconto personale o quando proprio non può evitarlo (d’altronde, non è certo costretto a lavorare: da sempre il preferito delle donne di casa, vive più che egregiamente grazie all’eredità di una ricchissima zia).

Gioie e dolori di una classe di eletti ormai in caduta libera, dunque, descritti da Marco Ferrante con la sferzante ironia del narratore ben navigato. Una prosa vivace di una bellezza sarcastica, quasi acida, sciolta in una serie di aneddoti brillanti che certo non sfigurerebbero in qualche conversazione da salotto della Roma-bene. Tra scappatelle malriuscite, gioielli rubati e bicchieri di design, per i protagonisti però non arriva mai la tragedia, a eccezione di qualche lacrimuccia: così che l’inverno è alle porte, ma la cicala canta ancora. Ci penserà dopo. E al massimo, se dovesse davvero cominciare a far freddo, si verserà un altro drink.

Recensione di Elena Malvica

 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Ciro D'Onofrio

    10/06/2017 16.30.15

    Un libro che nasce con tutte le intenzioni di una buona lettura: il racconto nei nostri giorni di tre fratelli nella Roma spregiudicata e viziata, una denuncia del malcostume incontrovertibile che attanaglia la nostra classe dirigente e ciò che resta dell'alta borghesia.Una storia che veleggia sempre incerta e spessissimo noiosa e che travolge e tradisce la sua mission fondante, incapace di veri sussulti narrativi,incapace di impennarsi davvero mentre il lettore resta ad attendere quell'exploit che non arriverà mai.

  • User Icon

    Virginio

    18/02/2017 15.59.41

    Noioso. Noioso nella trama e nello stile. Si legge a fatica.

  • User Icon

    manuela

    26/01/2017 13.30.23

    Bella trama ma noiosissimo da leggere. Questo tipo di scrittura quasi telegrafico, rapido che a volte induce a rileggere la frase perchè si perde il filo del discorso. Non sono ancora a metà ma faccio una gran fatica ad andare avanti.

  • User Icon

    Alberto

    30/12/2016 14.18.55

    Quest'opera prima è decisamente un non romanzo, non c'è trama, abbiamo solo personaggi usati dall'autore per dare uno spaccato della classe dominante a Roma, un misto di ricchezza ereditata - e impinguata, a volte o dilapidata in altre - professionisti ben inseriti, politici con trame di legislatura, giornalisti, programmi TV, giovani donne in cerca di un uomo da sfruttare. I tre fratelli con madre imperante, in competizione tra loro servono all'autore per dare la cronaca dei giorni nostri di Roma capitale, dai vicoli sporchi, degradata, ma con bar e ristoranti alla moda. Ricorda un po' Fellini della Dolce vita, la scrittura è sbrigativa, senza fronzoli, i dialoghi sono spesso allusivi e rendono i personaggi veri, la maggior parte squallidi, invidiosi, senza spessore morale, incapaci di amare, nemmeno il loro figli. Consigliato.

  • User Icon

    Gian Paolo

    29/12/2016 08.23.28

    Diciamo che l'inizio promette. Poi a forza di girare e rigirare intorno agli stessi personaggi il passo di lettura si fa lento ed affannoso, le frasi sempre più scontate e l'attesa sempre meno attesa. ..

  • User Icon

    michele cor

    18/10/2016 15.23.15

    Romanzo ben scritto che illustra la mediocrità dell'attuale classe dirigente. Partendo dalla famiglia di origine, l'Autore narra le vicende dei tre fratelli protagonisti (commercialista fiscalista, deputato e giornalista) nel loro ambiente famigliare e lavorativo tratteggiando in maniera impeccabile invidie, opportunismi e ipocrisie riuscendo, inoltre, a ben caratterizzare anche gli altri personaggi apparentemente secondari. Autore competente che conosce l'ambiente e riesce a rendere piacevole la lettura nonostante la consapevolezza che non di romanzo si tratta ma di cronaca dei nostri giorni.

  • User Icon

    Attilio Alessandro Bollini

    07/10/2016 14.15.35

    Bruttissimo libro tipo generone romano. Personaggi che si incastrano gli uni con gli altri e rendono difficile seguire L'azione. Pessimo acquisto e peggiore lettura. Evitate

Vedi tutte le 7 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione