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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: XI-175 p.
  • EAN: 9788806175603
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Recensioni dei clienti

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    Meningococco

    01/12/2011 16.52.53

    Ho letto le recensioni dei lettori prima di avventurarmi in questo romanzo del grande Dostoevskij: immaginavo uno scorrere di pagine avvincente fino alla fine.... invece quanta attenzione e rimandi prima di girare pagina....sicuramente piacevole ma non mi ha incantato come altre letture anche dello stesso autore

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    Andrea

    06/09/2006 00.02.03

    Leggere un libro di Dostoevskij e' come vedere un brasiliano toccare il pallone, stopparlo facendolo fermare sempre dove vuole lui, iniziare a danzare tra gli avversari fintando un dribbling verso il centro, per poi correre verso la fascia e mettere nel mezzo un pallone perfetto: non e' possibile non restarne affascinati. Fa quello che vuole, Dostoevskij. Come un brasiliano. Da leggere, fosse solo per capire fino a che punto si puo' scrivere. Fino a che punto e' possibile arrivare.

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    _roberto_

    30/06/2006 10.58.33

    bello, bello, bello. scritto come i russi sanno fare. psicologico, scanzonato, provocatorio. da leggere. r

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    millie

    03/07/2003 12.29.40

    Ogni volta che incontro Dostoevskij ho la sensazione di entrare in un mondo deformato ,dove le follie degli uomini sono in rilievo e dominano su tutto il resto .Ne"I demoni", mi pareva di aggirarmi in luoghi oscuri, in cantine maleodoranti di umidita' ..nelle stanze di Barbablu'.I segreti svelati, poi, erano lucidi come lame di coltello .Un racconto lento, sussurrato. Ne "Il giocatore" il ritmo e' rapido e si ' e in pieno sole.Si viene afferrati , trascinati, in un vortice di ventoso e ci si chiede subito - Cosa sta accadendo? Dove mi si conduce?- C'e' una bestia immonda seduta tra le pagine del libro: ha la bocca spalancata e risucchia chiunque troppo le si avvicini. E' la bestia del gioco , la piu' alienante delle tossicodipendenze.Il vizio e la sua assurdita' si fanno persona , si palesano in primis nella vieille babulinka,la nonna .Ella ,in punto di morte ,nei capitoli iniziali , giunge inaspettata a Ruletenburg.Uno scherzo.Imprevisto imprevedibile.Antonida Vasilevna Taraseviceva, la babulinka..si trasforma , come per stregoneria, in una "bambina che fa a pezzi le sue bambole" :cette vieille est tombé en enfance!.Si rovina alla roulette.Vince, vince moltissimo e , poi, la bestia immonda , che , sempre , blandisce e lascia intravvedere la facilita' del mezzo per risolvere la propria esistenza, le si rivolta contro.Perde, perde moltissimo e non solo in termini di danaro .Non e' piu' la straordinaria e bizzarra generalessa che mobilita l'attenzione degli ospiti dell'Hotel.E' la vecchia pazza, rimbambita ;preda di polacchini che le sottraggono le vincite , uno strano bestiario che ruota intorno ai giocatori per suggere dalla bocca del Vizio gli avanzi del gioco. Chi gioca non aspira al danaro.Vuole diventare visibile -io domino la bestia, io vinco, io cavalco la tempesta e ne sono ricompensato - . Non c'e' piu distinzione tra russo , francese, inglese, tra meschino ucitel ( maestro)e principe. Ed e ' , quindi , la volta del protagonista. Perde tutto: la sua lucida e cinica intelligenza( cosi' russa )

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    Simone

    25/06/2002 23.57.37

    Uno dei racconti peggiori di dostoevskij, semplicemente perchè la narrazione degli eventi prende il sopravvento sulla sottile indagine psicologica propria dell'autore, cmq godibile ma con finale deludente. Il voto è relativo alla media di dostoevskij

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    ARita

    27/09/2001 13.49.12

    Un libro che è contemporaneamente un romanzo, un saggio di psicologia e una favola dai toni sfumati e surreali, dominata dalla personalità del protagonista, succube di una passione, quella per il gioco, della cui intensità si renderà conto tardi, ma che segnerà tutta la sua vita futura.

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