Recensioni Giornale di guerra e di prigionia. Con il «Diario di Caporetto»

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    27/10/2008 17:56:48

    Devo dare solo quattro punti a quest'opera "minore" del Gran Lombardo solo e soltanto perché ho dato 5 a Eros e Priapo, al Pasticciaccio, alla Cognizione... eppure in questi diari scritti in fretta, alla disperata, tra una cannonata e una raffica di mitragliatrice, c'è già la voce del gadda maturo... quando ancora non pensava di diventare scrittore, ma era un tenentino degli Alpini che cercava di fare il suo dovere meglio che poteva. Alcune cose sgradevoli per noi che troviamo qui in queste pagine dobbiamo metterle nel contesto: il Gadda che scrive questi diari è un nazionalista acceso, detesta gli austriaci (senza neanche conoscerli più di tanto), si lascia spesso andare a sfoghi rancorosi. Fatto sta che era poco più di un ragazzo, e che era un isolato nel suo stesso reparto; e che, circondato da gente che italianamente s'arrangiava, il Carlo Emilio bolliva di rabbia, lui che a quella idea ci credeva e come. Poi arriva il disastro di Caporetto, e tutti i nodi vengono al pettine. Gadda finisce prigioniero a farsi tante domande sulla sua vita e sul suo destino. E in alcuni passi manifesta già lo scrittore che sarà.

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