La giornata di un Opricnik

Vladimir Sorokin

Traduttore: D. Silvestri
Editore: Atmosphere Libri
Anno edizione: 2014
Pagine: 170 p., Brossura
  • EAN: 9788865640500
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    Veronica

    16/10/2014 16:08:33

    L'autore disegna un affresco che è tragico e asettico allo stesso tempo, fatalistico nel considerare gli uomini come pedine di una volontà superiore e imperscrutabile. Una volontà che, per essere suadente, non ha bisogno neanche di vanitoso autocompiacimento. Le passioni contrapposte, le rivalità più feroci, le lotte per il mantenimento del potere sembrano non poter avere altro futuro che l'annientamento. Né potrebbe essere diversamente, visto che la storia dell'Opriknino Komjaga, e quella della Rus' (sottintesa madre e immanente contenitore "? «Della Russia? Che ne sarà?» Tace, mi guarda con attenzione. Aspetto trepidante. «Niente ? sarà» ?[pag. 105]"), ha reso asetticamente crudele il potere; lo ha privato di quella umanità che, oggi, una ormai sedimentata iconografia della necessità di una giustizia buona e giusta vorrebbe (dovrebbe) assegnare utopisticamente alla soggettività dell'uomo. Nel romanzo, quella crudeltà diventa anonima nella la sua inquietante ovvietà: è sufficiente prendere atto della acritica sudditanza a tecnologie cibernetico-informatiche che violentano il pensiero degli opriknik, sostituendolo con una sorta di performatività del progresso tecnico. La giornata di un opriknik, è un romanzo notevole. Per la struttura narrativa, per il linguaggio mai succube di un lessico colloquiale che potrebbe connotarsi più della preoccupazione per il lettore che della propria libertà di esplorare. Ma anche per la capacità di invenzione che rinnova la grande tradizione della letteratura russa, da Dostoevskij a Gogol.

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    Stefano

    27/09/2014 09:48:36

    Pleonastico e ridondante nei contenuti, pesante e ingolfato nella forma. Ne avrei fatto volentieri a meno. I pareri entusiasti riportati in quarta di copertina, sono surreali: "Uno dei più grandi scrittori russi", e ancora "Onora la tradizione di Dostoevskij e Tolstoj"...vien da chiedersi se li abbiano letti.

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