Editore: TEA
Collana: TEA Avventure
Edizione: 6
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 31 maggio 2002
Pagine: X-326 p., Brossura
  • EAN: 9788850202324
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Descrizione
Frutto di cinque anni intensi di vita, lavoro ed esperienze, il diario giapponese di Angela Terzani Staude ci offre la straordinaria opportunità di osservare "dall'interno" i complessi meccanismi della società nipponica contemporanea, di tentare di scoprire cosa si nasconde sotto un'apparenza tanto affascinante quanto impenetrabile. I piccoli e grandi problemi della vita quotidiana si alternano ai momenti "ufficiali", i viaggi nei luoghi della natura e della storia alle frequentazioni di quelli del potere, in una sorta di avvincente vagabondaggio nello spazio e nel tempo, tra continue scoperte, incontri, visite, letture, felici intuizioni e riflessioni profonde.

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Recensioni dei clienti

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    Francesco

    21/09/2018 10:21:33

    Nella mia collezione dei libri di Terzani non poteva mancare anche questo, scritto, o meglio estrapolato, dai diari della moglie Angela, durante i loro lustro di vita in Giappone negli anni '80. Dal punto di vista stilistico e della fluidità non possiamo paragonare questo testo ai quelli del ben più famoso e mai abbastanza compianto marito, sebbene sia da tenere in conto il fatto che, appunto, siano pagine di un diario e, per quanto magari aggiustate, non nascono né come narrativa né come un testo giornalistico. Dal punto di vista del contenuto è uno scorcio altamente illuminante, e pure un po' angoscioso, di quello che era il Giappone negli anni '80. Da leggere se siete, come me, profondamente amanti dell'Asia

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    Rose Congou

    24/07/2016 16:56:47

    Ho aspettato quattro mesi prima di pubblicare questo commento, per vedere come sedimentava il giudizio emerso "a caldo". Ma anche a distanza di tempo resta viva l'enorme fatica fatta per finire questo libro, che mi ha irritato e spazientito quasi in ogni pagina. Che i coniugi Terzani non abbiano amato il Giappone si sa, ma purtroppo questo libro non è né un diario vero e proprio con la sua oggettività, né un'indagine di approfondimento sui motivi di tanta negatività. Al contrario, la Terzani fa un esercizio di erudizione citando scritti, libri famosi e personaggi autorevoli. I personaggi che frequenta e che cita sono i colleghi del marito, altri inviati e corrispondenti esteri, oppure diplomatici. I testi che cita sono libri scritti da illustri iamatologi. Sono quasi nulli spirito critico personale, capacità analitica e volontà di inserirsi nella società. È completamente assente il rispetto nei confronti di una cultura diversa e di un diverso stile di vita. Ne risulta uno sterile collage di citazioni, strumentalizzate per interpretare forzatamente nel modo peggiore possibile ogni singolo episodio o aspetto della vita in Giappone, per dare conferma alla sua tesi che il Giappone è un paese orrendo e i Giapponesi sono un popolo senza moralità ormai privi di valori profondi. Ho trovato fastidiosi i suoi continui Tiziano dice, Tiziano pensa, Tiziano si chiede, Tiziano è convinto, Tiziano è preoccupato. Insomma, per far conoscere il parere di Tiziano Terzani sul Giappone non sarebbe stato meglio farlo scrivere direttamente a lui, il libro? Non basta avere un marito giornalista e scrittore, vivere all'estero e frequentare ambienti privilegiati per giocare a fare la scrittrice. Se avessi valutato unicamente il piacere della lettura, avrei messo il voto più basso. Ho dato 2 solo perché mi ha dato degli spunti per documentarmi e approfondire argomenti da lei trattati con pregiudizio. Ma rimane uno dei peggiori libri che abbia mai letto.

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    Labrys

    22/03/2010 22:15:39

    Altro che libro scevro da pregiudizi sul Giappone... qui se ne leggono a manciate, e che presunzione! Lo sconsiglio, come molti già hanno fatto. Io non sono riuscita ad andare oltre la metà, c'è decisamente di meglio da leggere, sia a livello di diaristica che di saggistica, se tanto vi interessa conoscere il Giappone, la sua cultura e le sue "verità". Consiglio ad esempio Antonietta Pastore e i già citati Tiziano Terzani (di cui la moglie sfrutta per bene il nome) e Fosco Maraini. P.S.= un appunto a sara: Ferro 3 è un film coreano.

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    mr___x

    19/02/2010 11:32:56

    libro di singolare bruttezza e plumbea noiosità: chi per principio finisce i libri che comincia è qui sottoposto ad una dura prova. le pecche del libro sono troppe per elencarle in poche righe. in sintesi: la moglie di terzani elenca e ribadisce con sprezzante acredine per 300 e rotte pagine i quattro superficiali pregiudizi e stereotipi su giappone e giapponesi con cui è arrivata a tokio e con cui dopo cinque anni di permanenza se ne riparte. esperienze dirette zero (si tratta sempre di banalità o di aneddoti riportati o di si dice o di osservazioni oracolari del terzani marito) osservazioni o narrazioni originali zero (peraltro l'autrice non si schioda praticamente mai da tokio) curiosità intellettuale zero voglia di capire zero apertura ad altra cultura zero. la terzani non capisce il giappone e pertanto decide che non c'è niente da capire: il giappone è il vuoto (morale intellettuale culturale di valori, estetico ecc. ecc.). Alcuni momenti di grande comicità involontaria (esempio: l'autrice - italo tedesca - si scandalizza enormemente per la mafia locale o la corruzione politica oppure per il militarismo ed crimini di guerra nipponici) sono oscurati dalla totale monotonia del testo dal continuo tono di acre disprezzo e dalle frequenti osservazioni xenofobe e razziste. Di un qualche interesse storico l'ossessione per il pericolo giapponese – molto destra usa anni '80 - che dovrebbe fare riflettere sulla fondatezza dei periodici allarmismi sollevati più o meno interessatamente da questo o da quello.

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    matteo

    13/02/2010 16:48:27

    Un libro scritto da parte dell'autore pieno di preconcetti verso il giappone e racconta di una vita giapponese fatta di incontri con persone importanti e stranieri tutti d'accordo di quanto sia brutto vivere in giappone,penso che se un giapponese leggesse questo libro si sentirebbe veramente offeso,parla dei giapponesi come degli esseri vuoti senza storia e l'unico valore che hanno è quello di consumare e con l'intenzione di comprare il mondo e farlo succube dello yen all'epoca molto forte senza tenere conto degli altri popoli,ma io vorrei dire prima di giudicare gli altri si è guardata in casa propia. Un libro irritante e assolutamente non rispecchia il vero giappone forse uno dei pochi popoli al mondo che nonostante lo sviluppo cerca di tenere le propie tradizione e cultura,sembra il diario di una ragazzina 18 enne viziata che và per un periodo di tempo in un paese estero per uno scambio e giudica tutto il diverso male perchè gli manca casa. con tutto rispetto per i voti positivi ma non riesco a capire come possiate trovare bello e interessante questo libro,probabilmente perchè siete ignoranti(nel senso buono)sul Giappone Saluti matteo

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    Anna M

    18/06/2009 11:31:28

    A tratti interessante e a tratti noioso e ripetitivo. Non so se lo consiglierei, io ho faticato a finirlo perchè veramente alla fine mi sembrava di essere a scuola quando ti ripetono venti volte gli stessi concetti e te li servono e riservono in tutte le salse. Nulla a che vedere con lo stile narrativo del marito. Se volete leggere qualcosa anche sul Giappone leggete 'In Asia' di Terzani Tiziano.

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    nelli

    08/04/2008 09:24:54

    Un libro spietato, ma ritengo sia uno dei pochi che realmente racconti come sia davvero il Giappone. Sono stata in Giappone dopo averlo letto e confermo quanto raccontato dall'autrice. Penso che sia una lettura OBBLIGATORIA per chiunque voglia conoscere veramente la cultura giapponese. non quella degli stereotipi, quella dei manga o quella dei film. potrà non piacere (è un un po' lento) ma è un grande libro. che va oltre certi luoghi comuni. se volete conoscere veramente il Giappone leggetelo, se volete cercare di capirlo e non di fotografarlo leggetelo. se invece volete leggere storielline sul Giappone perchè siete cresciute fra manga a idol, lasciate perdere. vi farà arrabbiare.

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    Ornella

    03/07/2007 13:45:09

    Ho comprato il libro perchè sono appassionata del giappone e devo dire che ho fatto un clamoroso sbaglio! Soldi veramente buttati per questo libro in cui l'autrice ( che penso nulla abbia a che fare con il modo di scrivere e soprattutto di porsi verso altri paesi del marito Terzani) non tenta neanche di capire qusto paese nonostante tutti gli anni in cui vi ha vissuto. Si ferma alle apparenze, non si rende neanche conto che si contraddice in molte cose che scrive, proprio perchè il Giappone non lo ha compreso. Ve lo sconsiglio caldamente, Se vi appassiona l'argomento molto meglio i libri di Fosco Maraini.

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    sara

    16/06/2007 01:02:32

    Se cercate un libro per conoscere il Giappone tradizionele, questo NON fa per voi. Intanto è un diario e come tale va letto, a volte è un pò ripetitivo come sono ripetitive le vite delle persone, ma certo non ci si annoia nel leggerlo. Quello che scrive Angela Terzani tra gli anni '80 e '90 è perfettamente riconducibile a qual poco che si sa del Giappone di oggi; basta leggere qualche romanzo degli autori più conosciuti o vedere film anche tra i più popolari (Ferro 3- La casa vuota) per rendersi conto che la politica della globalizzazione sta avendo in quella cultura un effetto decisamente più devastante che in altre. Che questo esempio ci sia utile...

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    Pippomix

    25/04/2007 12:11:23

    Leggendo qto libro, invero molto datato, si apprendono tanti aneddoti curiosi e tanti usi e costumi sbalorditivi sul paese del Sol Levante ma francamente non si può non rimanere irritati per la presunzione ideologica e pseudomoralistica con cui l'autrice tenta di distruggere ogni immagine del Giappone stesso. Per conoscenza personale del luogo posso dire con una certa sicurezza che il Giappone, autentico mastodonte economico nonchè nano politico dei nostri tempi, non è la "vacuità fatta nazione" come la Staude afferma o quantomeno non lo è più delle altre nazioni del mondo. Occidente compreso. Il Giappone è una nazione che cresce, si modifica, cambia e pur conservando alcune peculiarità abbastanza singolari agli occhi di un europeo o di un occidentale in genere, come ovvio che sia, ha oramai sviluppato un'infinità di connotati moderni che non la distinguono troppo dal resto di qto mondo globalizzato. Forte senso della collettività, grande etica (indotta) del lavoro, rispetto per le istituzioni (in crisi) e una certa, strisciante, osservanza confuciana che lascia ancora le donne in un ruolo di subordinazione sociale rispetto all'uomo in quella che fondamentalmente rimane una società patriarcale ma come tante, del resto, ne esistono ancora nel mondo. Una società radicata ai cardini tradizionali che hanno fondato la sua società nei secoli a prescindere dai costumi che variano dentro di essa. E dunque: dobbiamo criticare il Giappone perchè è troppo uguale a noi, signora Staude, o perchè quando ci appare diverso lo è in un modo che a noi non piace? L'egoismo intellettuale col quale la Staude osserva il paese, insomma, è abbastanza becero e l'immagine che l'autrice dà del Giappone è fin troppo stilizzata e macchiettistica. In conclusione: voler massacrare il Giappone dandone un'immagine volutamente forzosa e grottesca potrà pure divertire ma fondamentalmente tradisce etica e sincerità. Scorretto.

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    luca

    08/09/2006 12:38:57

    Davvero un buon libro, descrizoni non superficiali , non certo adatto per il turista per caso.Ci abito da 5 anni in Giappone (ma puo' non vuol dire niente o tutto). Dopo aver letto il bellissimo "Shadows of the Rising Sun: a Critical View of the Japanese Miracle" di Jared Taylor e "Dogs and demons" di Alex Kerr mi sono trovato completamente d'accordo con il libro della scrittrice italotedesca. Libro consigliatissimo.Molti temi non sono datati, anzi.Amo il Giappone ma odio gli italiani che perdono la loro identita' culturale scimiottando i giapponesi in modo incredibile. Dall'isola di kyushu con affetto....

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    Pippomix

    06/09/2006 20:41:36

    Un resoconto incredibilmente accattivante di un paese affascinante e controverso. L'opera è abbastanza datata poichè l'epoca descritta è quella della grande espansione economica giapponese, quella del Giappone aggressivo, leggermente xenofobo, presuntuoso, un'epoca che è scemata via col tempo lasciandoci alle prese con un paese sempre tenacemente egoista ma anche più "amalgamato" negli influssi culturali occidentali. Quello che gli stessi giapponesi descrivono come un gigante economico ma un nano politico. Per conoscenza personale del posto posso dire che molte delle affermazioni della Staude sono condivisibili ma credo che la sua voglia di stilizzare e gonfiare il tutto abbia portato l'autrice a tracciare un resoconto lievemente esagerato e un pò in malafede. Il Giappone non è la vacuità fatta nazione o quantomeno non lo è più degli altri paesi del mondo; il Giappone è un paese atipico, forse, certamente straniante, ricolmo di bellezze paesaggistiche come di metropoli grigie e deprimenti ma è anche l'unico posto al mondo in cui il culto della collettività funziona...e paradossalmente nel senso opposto in cui lo immaginavano Marx o Lenin! Il libro, ad ogni modo, lo consiglio perchè molti dei suoi paradossi sono realtà che incuriosicono molto e non mancano di lasciare il segno.

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    Maunakea

    10/07/2006 13:13:25

    Non mi pare assolutamente una straordinaria opportunita'. Sono riuscita a finire questo libro solo perche' mi interessavano le descrizioni del giappone, di quello che la signora staude approva o non approva francamente ho cercato di sorvolare. Della scrittrice ho sinceramente una bassissima opinione, una persona che pure facendo una vita del genere che in tantissimi avremmo invidiato, anziche' cercare di capire un paese, osserva se il paese si adatta o meno ai suoi parametri di cosa sarebbe giusto o sbagliato per una societa'. Un libro scritto con tali paraocchi da risultare risibili. E' stata tanto tempo in giappone e francamente ritengo non lo abbia minimamente capito.

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    Marco

    05/07/2006 05:03:18

    Io abito in Giapppne da quasi otto anni e devo dire che questo saggio e` di una superficialita` imbarazzante. A cominciare dal fatto che le poche parole giapponesi citate sono sbagliate, per continuare con l'assoluta mancanza di aggiornamento del testo: siamo nel 2006! Angela Terzani Staude descrive un micromondo che sta tutto dentro Tokyo, fatto da funzionari o mogli di funzionari e ci comunica delle verita` rivelategli da misteriosi ricercatori o giornalisti stranieri. Irrita poi il continuo uso di paragoni con l'Italia e l'occidente che spesso suonano falsi e superficiali.

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    Andrea

    15/04/2006 13:58:23

    Spesso le recensioni discordanti nascondono l'effettivo valore di un libro annacquandolo con giudizi loro si superficiali. L'esperienza dell'autrice, non limitata da paraocchi o banali esperienze otaku derivanti dalla lettura di anime, manga o dalla visione di un qualsiasi dorama, rende estremamente piacevole la lettura, il confronto continuo con realta' asiatiche e' stimolante soprattutto se rapportato allo sviluppo folle della Cina predetto (e temuto dai giapponesi) nelle ultime pagine del libro. Ricercare negli aspetti quotidiani la storia di una nazione, le sue radici profonde, fuggire da quanto e' palesemente artefatto non possono essere puntelli sui quali fondare una critica all'autrice, il tema e' la vita quotidiana, non la vacanza di una settimana che ti fa apparire gradevole anche la cacofonia di akihabara. Il ritratto della cosiddetta "gabbia" che condiziona il comportamento di ogni singolo individuo e' inquietante ma effettivamente riscontrabile in chiunque abbia avuto modo di confrontarsi con la societa' giapponese. Frasi come "non avrebbe mai potuto capire il giappone" fra i vari commenti fanno sorridere, probabilmente neppure i giapponesi riescono a comprendere la propria esistenza.

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    Elena

    13/03/2006 17:54:24

    Concetti semplici, adatto a chi non conosce il Giappone, da un'idea di cosa si incontrerà una volta sul posto, se non ti passa la voglia di andarci! a volte dà descrizioni molto crude, realista, ma confido nelle sensazioni della Staude, in quanto ho riscontrato pensieri che affiorano anche nei libri del marito Terzani; il libro mostra i lati sia belli che brutti del Giappone e dei giapponesi..ma come in tutte le cose abbiamo l'altra faccia della medaglia!!

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    Vito

    17/01/2006 21:34:30

    Scritto da un'autrice che evidentemente ha idee molto superficiali e piene di preconcetti sulla vita giapponese. Non riesce ad offrire una visione obiettiva e reale sulla società giapponese. Per fortuna non costa molto.

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    Azusa

    28/06/2005 10:35:22

    Superficiale in maniera sorprendente.

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    lara

    02/12/2004 00:09:52

    Sicuramente è un libro interessante da leggere perchè racconta la vita quotidiana in una società per molti aspetti molto lontana dalla nostra, proprio per questa lontananza però credo che l'autrice non abbia saputo apprezzare la bellezza di tal differenze; certo alcuni aspetti che emergono della cultura giapponese sono negativi, come porre l'interesse dell'individuo singolo molto al di sotto del bene comune ma credo che ciò debba essere in parte giustificato dalle congiunture storiche vissute da un paese rimasto per secoli nell'isolamento che fino a 50 anni fa in tutta la sua storia non aveva mai conosciuto la sconfitta bellica e che dall'ultima guerra mondiale è uscito sconvolto e distrutto. I giapponesi sono cinici e senza cuore? Io credo siano piuttosto da lodare per il loro spirito di sacrificio e per la forza che hanno dimostrato nel reagire alle loro sventure.

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    Laura C

    01/06/2004 10:53:11

    Sto leggendo questo libro, e mi pare interessantissimo ma non so se vi e' mai capitato di leggere un libro in cui chi lo scrive vi ispira una antipatia totale e vorreste che si limitasse a raccontare standosene un poco zitta con i suoi commenti. Tutto cio' che per lei e' negativo nel giappone (perche' se non s'e' capito questo e' un libro contro il Giappone) io lo trovo meraviglioso, la scrittrice e' visibilmente piena di preconcetti, il giappone non si conforma a come dovrebbe essere secondo lei: un posto dove passato e futuro si fondono gli uni negli altri e dove la civilta' passata e il mondo interiore non siano annichiliti da progresso. Cosi' non e', e quindi lei critica tutto quello che non collima con cio' che secondo lei dovrebbe essere. Un esempio a caso, descrive il paradiso dell'elettronica di Tokyo, le luci, i negozi straripanti e ragazze col microfono che invitano all'acquisto... e io con gli occhi luccicanti che la sto invidiando da impazzire, e lei conclude: un inferno, ho preso la prima aspirapolvere e sono scappata via. A quel punto mi viene quasi da piangere :-)) non ci posso credere, non avrebbe mai potuto capire il giappone, lo critica solo perche' non si conforma all'idea che si era fatta o che lei ritiene giusta. Non so se riusciro a finire il libro, perche' con questo tipo di commenti mi viene da scagliarlo contro il muro per la rabbia :-)))

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