Il giorno dell'indipendenza

Richard Ford

Traduttore: L. Schenoni
Editore: Feltrinelli
Edizione: 3
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 13 maggio 2015
Pagine: 468 p., Brossura
  • EAN: 9788807886430
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Descrizione

Frank Bascombe (già protagonista di "Sportswriter") ha 44 anni, fa l'agente immobiliare e chiama "Ann" la ex moglie. Considera la vita inconcludente e i rapporti umani difficili. Lo troviamo, in occasione della festa dell'Indipendenza del 4 luglio, con il progetto di incontrare la fidanzata Sally e di trascorrere un po' di tempo con il figlio Paul, appena accusato di aver rubato tre confezioni di preservativi giganti e di aver insultato e assalito il commesso del negozio che l'ha sorpreso.

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Recensioni dei clienti

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    Romeo Baffi

    20/09/2018 15:39:40

    'Il giorno dell'indipendenza' e il secondo libro della quadrilogia dedicata a Frank Bascombe (ma può benissimo esser letto come opera a sé stante) da Richard Ford. Per stessa ammissione dell'autore, il nostro eroe è più che parente del 'Coniglio' di Updike e, come lui, nella sua irruenza vitale, ci appare invece tutt'altro che un vincente: si aggiunge alla lista di quei pochi, meravigliosi falliti che ogni tanto la letteratura di qualità partorisce. E, quindi, quello che abbiamo fra le mani è un grandissimo libro, uno di quelli destinati a durare, che non si può far a meno di amare o odiare, perché suscita sentimenti forti e fortemente umani. Consigliato senza alcuna incertezza.

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    Giuseppe Russo

    07/11/2015 18:48:06

    Il romanzo con il quale Ford ha vinto il premio Pulitzer 1995 è una lunga elaborazione sul tema dell'insicurezza, in particolare quando questa è provocata da un trauma permanente come è il divorzio. Frank Bascombe, che in «Sportswriter» faceva il giornalista sportivo relativamente affermato, dopo la rottura con la moglie Ann ha bisogno di cambiare vita, ma non possiede la struttura psichica adeguata a farlo senza precipitare nell'incertezza identitaria e sprofondare in un'insicurezza patologica. La decisione di diventare agente immobiliare ha a che fare con l'illusione di poter manipolare porzioni di realtà nelle quali le persone riescono a francobollare la propria vita ad un luogo preciso e a qualcosa di solido, ma non è una soluzione riuscita. L'insicurezza gli impedisce di prendere decisioni chiare anche nei rapporti con il figlio Paul e con la possibile ma ineffettuale nuova compagna Sally. L'indipendenza cercata fin dal titolo e simbolicamente attesa per il 4 luglio è quella dalla propria vita precedente, ma questa indipendenza è raggiungibile solo se si accetta il dato di realtà per il quale «siamo tutti ancorati solo alla contingenza come una bottiglia su un'onda, alla ricerca di un gorgo tranquillo. Il puro e semplice sforzo di mantenimento può trascinarti sotto» (p. 456) ma va comunque tentato. Rispetto a questa sofferta aspirazione, il romanzo appare tuttavia un po' troppo dilatato, e le sue dimensioni contribuiscono davvero poco ad accrescerne il páthos.

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    Pier

    20/01/2004 08:13:24

    Quando, nel '97, lo avevo acquistato attratto dalla fascetta che ne pubblicizzava la vincita del premio Pulitzer, lo lessi a fatica e non mi fece grande impressione. Poi, lo scorso autunno, sistemando la libreria, l'ho ripreso in mano con curiosità ed ho iniziato a rileggerlo: piano piano mi ha avviluppato con la sua trama intrigante, con una scrittura che a tratti mi ricordava Philip Roth, altre volte Saul Bellow, con la simpatia del personaggio di Frank Bascombe e di tutti i suoi guai...per cui oggi mi ritrovo con la voglia di leggere altro di questo splendido scrittore, in particolare Sportswriter che ovviamente non riesco a reperire!

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