Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
Pagine: 408 p., Brossura
  • EAN: 9788806233587
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Descrizione
Emma e Antonio si sono amati. Ora però, dopo due figli e troppa gelosia, lei cerca orgogliosamente di inventarsi un'altra vita, e lui è deciso a impedirglielo. Maja sembra avere tutto, e invece le manca l'essenziale. Zero vorrebbe cambiare il mondo; Sasha si accontenterebbe di festeggiare l'anniversario con l'amante e l'onorevole Fioravanti di essere rieletto. Per ventiquattro ore le loro storie si incrociano nelle strade di una Roma frenetica e sorprendente, la tensione si accumula e per qualcuno non ci sarà domani. Non un giorno perfetto, nemmeno un giorno qualunque: un'immersione totale nella realtà che ci circonda. Una storia d'amore e disincanto, di scuola e di lavoro, di sogni e di sconfitte, una notizia da prima pagina e uno straziante caso di cronaca nera. Ma, soprattutto, l'anatomia di una famiglia: donne e uomini, padri e madri, figli e figlie, scene da un matrimonio in cui tutti, nel bene e nel male, possiamo riconoscerci.

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Recensioni dei clienti

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    dona

    15/10/2010 09:43:40

    Il mio voto è 3, ma solo perchè il libro si fa leggere in qualche giorno. Mi è piaciuta l'idea di strutturarlo in un'unica giornata, un capitolo per ora. I personaggi più azzeccati sono anche i più sgradevoli, Antonio ed Elio. Gli altri mi sono smbrati caricature: la moglie giovane e bella, ma con la laurea nel cassetto, la mamma di Emma gretta ed ignorante, ma soprattutto Camilla che pare l'unica adulta della sua famiglia e ancora va alle elementari. Tra scene improbabili (Maya e Zero, il professore che riconosce il congnome Fioravanti, nemmeno fosse rarissimo) e un ritmo a volte lentissimo, si dipana bene solo l'ansia crescente dello stalker Antonio, ottima descrizione dei suoi pensieri e delle sue paranoie, anche se secondo me non avrebbe avuto nella realtà la lucidità di condannare Emma ed un'esistenza peggiore della sua morte stessa. Carino ma non eccezionale

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    laura

    20/06/2010 23:44:46

    Geniale l'idea di dipanare tutto il romanzo attorno al racconto del trascorrere di una giornata, con intrecci bellissimi di tutti i personaggi. E' un romanzo crudo e purtroppo molto realistico anche se la narrazione potrebbe essere un pò più fluida e scorrevole. Ho ancora in mente le parole di una poliziotta in servizio nella mia città che commentava un fatto analogo accaduto qui qualche anno fa:- faccio da anni questo mestiere e credevo di essermi abituata a tutto, morte, sangue, tragedie e disperazioni, ma stamani quando ho visto quei bambini distesi sul loro letto inermi in un lago di sangue, non ho retto e se ci ripenso mi viene ancora da vomitare....... Riflettete....perchè questo è il compito di questo libro...far riflettere.... Lo consiglio vivamente.

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    maria zimotti

    18/01/2010 10:30:23

    Leggendo questi commenti una cosa mi ha colpito. In un commento si dice che è un libro furbo, facendo l'errore che si fa secondo me quando si legge un libro ovvero pensare di intuire con che stato d'animo lo scrittore ha scritto il libro, con quali intenzioni. Di un libro, e non sono certo la prima a dirlo, non è importante quello che lo scrittore voleva dire ma quello che il lettore trova, ri-trova della sua esperienza. Primo: secondo me questo libro è davvero un grande affresco ed ha quella particolarità di essere nello spirito del tempo. Secondo: secondo me la Mazzucco ha dato prova comunque di grande abilità riuscendo a raccontare ciò che si agita in un giorno qualunque di tutti. Terzo: la storia d'amore tra Emma e Antonio è la possibile storia d'amore di tutti, l'evoluzione che può avere ma che per fortuna non sempre ha. E' interessante per esempio come narra la genesi della gelosia di Antonio, come l'amore si trasforma in amore malato. E'un germe che nasce indubbiamente dall'amore. Ci sono tante cose che restano. Una frase mi ha colpito molto: scritta da Valentina, la figlia grande, il parallelo logico, senza dubbio, che fa tra il corpo è la famiglia. Perchè un corpo funzioni ci deve essere la collaborazione di tutti gli organi, così la famiglia deve essere collaborazione. La sconcertante verità di questa affermazione secondo me è alla base di tutto il libro, di tutte le storie, che altro non sono storie della famiglia.

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    enrico porrini

    12/09/2009 18:40:02

    Finalmente un libro italiano che sa unire brillantemente tematiche di bruciante attualità ad uno stile molto coinvolgente. La Mazzucco è abilissima a restituirci uno spaccato terrificante dell'Italia contemporanea, mostrandoci anche le radici dell'infelicità e del degrado in cui è precipitato il nostro paese. Il poliziotto alienato e violento, la donna che lotta disperatamente per sfuggire ad un destino tragico,il politicante navigato, vittima e complice allo stesso tempo di un sistema tanto marcio quanto vacuo, la giovane avvenente e infelice perché consapevole della falsità da cui si è lasciata circondare; sono tutti personaggi assai riusciti di un quadro desolantemente corrispondente alla realtà che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi. Enrico Porrini

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    ILENIA

    26/10/2008 18:44:42

    BELLA L'IDEA CHE UNA SINGOLA GIORNATA POSSA DIVENTARE UN ROMANZO, MA QUESTO NON E' UN ROMANZO, BENSI' UN ABBOZZO.PERSONAGGI BANALI, TENTATIVO DI INTRECCIO MAL RIUSCITO, FINALE INCOMPLETO. IO NON RIESCO A CREDERE CHE LA MAZZUCCO RILEGGENDO QUESTO LIBRO POSSA ESSERE SODDISFATTA DI QUELLO CHE HA SCRITTO. E' SICURAMENTE SCORREVOLE, MA NON CONCORDO CON COLORO CHE AFFERMANO CHE E' UN ROMANZO SCRITTO BENE, C'E' QUALCHE FRASE BEN SCRITTA QUA' E' LA', MA NIENTE DI EMOZIONANTE.

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    clare

    12/05/2008 22:00:57

    Bello bello bello, è il secondo libro che leggo della Mazzucco( il primo è stato "vita")e mi è piaciuto anche questo, anche se completamente diverso, l'ho trovato un bellissimo spaccato della vita quotidiana di persone all'apparenza "normali" ma che come succede a tutti noi vivono storie per niente solite; l'idea di concentrare tutto il racconto in poche ore è davvero azzeccata,così come l'ambientazione in una Roma impolverata,luccicante e degradata insieme, continuamente sospesa fra il bene ed il male,il sogno e la cruda realtà.L'unico rammarico: il finale, avrei voluto sapere proprio tutto, cosa ne è di Emma,di Maja, di Sasha,di Aris e soprattutto di Valentina.

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    alberto

    30/03/2008 16:28:55

    l'ho trovato una mattonata pazzesca. troppo pedante.

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    giulia p

    01/02/2008 10:51:20

    La storia è avvincente, i personaggi sono ben delineati, anche se non sono originalissimi (la giovane donna ricca e perbenista, il figlio di papà ribelle, il politico arrampicatore, l'adolescente infelice, l'omosessuale ecc.). L'elemento migliore è la struttura, non solo perché suddivide la giornata ora per ora, ma perché presenta una serie di storie e di personaggi apparentemente slegati tra loro che poi si ricompongono all'interno della trama. Nel complesso è un libro discreto, anche se l'ho trovato più furbo che intelligente.

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    Fra

    26/09/2007 22:32:13

    Il libro inizia in modo un po' pesante da leggere...tanti personaggi e tante storie apparentemente scollegate l'una dall'altra...ma dategli fiducia..si rivelerà un libro bellissimo e avvincente da cui sarà difficile staccarsi!

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    Deva

    28/07/2007 10:52:43

    Un libro sicuramente da leggere...straordinario!!!

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    koala

    17/07/2007 18:26:44

    Sono lettrice della Mazzucco fin dal Bacio della Medusa...Ho trovato questo romanzo un po' troppo esplicito e crudo per certe sue descrizioni. Apprezzo la maestria nel delineare i caratteri diversi di uno stesso personaggio, a seconda di chi lo "sperimenta". Precisione assoluta nel far coincidere tempi e luoghi.

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    Marta80

    04/05/2007 16:39:31

    E' il primo libro di Melania Mazzucco che ho letto e l'ho trovato straordinario dalla prima all'ultima pagina. La storia è cruda ma realistica e i personaggi - positivi e non - sono di quelli che non si dimenticano. Consigliatissimo.

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    miss kiss

    10/02/2007 18:40:34

    romanzo che mi ha lasciata completamente indifferente.... carino, non di più... un pò prolisso in alcune parti, ma un finale davvero superbo.... è di sicuro il capitolo migliore.... la caratterizzazione dei personaggi l'ho trovata un pò banale.... 3 su 5 mi sembra giusto....

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    Frank

    08/02/2007 18:04:53

    Come stile di scrittura mi ha ricordato Ammaniti. Vicende interessanti ma scrittura troppo prolissa. Non riesco a terminarlo.

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    rocco

    26/01/2007 01:21:29

    Arimaspo!!!! Sei all'estero??? Bravo!!! Restace! Ma da quello che dici, confermi indirettamentela bravura nella caratteirizzazione dei personaggi che sono talmente reali da suscitare anche disprezzo e disgusto. E te pare poco??

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    Rocco

    24/01/2007 01:20:14

    Per me è stato il primo libro di Melania Mazzucco ed è stato come trovarmi immerso nell'aria di Roma a respirare le stesse atmosfere che hanno animato la vita dei personaggi. Francamente non capisco alcune critiche nei confronti di alcuni personaggi e delle loro vite ritenute banali, o come sia possibile addirittura scriverci sopra! Non è forse proprio questa la vera maestria del Gran Narratore, cioè quella di farti appassionare alla storia di gente comune, che passa inosservata, ma dietro cui si muove un universo a noi poco conosciuto, perchè la comodità borghese e benpensante è difficile da scalfire? Credo che ognuno è libero di trarre i propri sentimenti, ma capita rarmente di trovarsi di fronte a un libro che, dall'inizio alla fine, cattura l'attenzione, facendoti vivere accanto ai personaggi:amandoli nella loro pochezza e mediocrità, nella quotidianità di politici potenti ma falliti nel cammino della vita e detestandoli per le venature ipocrite che ogni giorno troviamo nel nostro cammino! Un universo di personaggi, di gente comune, della porta accanto che diventano l'incarnato delle nostre paure e delle nostre certezze. Io da parte mia non posso che ringraziare di cuore la scrittrice per avermi fatto vibrare dentro emozioni uniche legate anche al fascino eterno di una città quale è Roma. Continua così!

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    Arimaspo

    24/01/2007 00:15:27

    Devo precisare che si tratta del primo romanzo di M.G. Mazzucco che leggo. Mi è stato regalato per Natale! Non ho dunque letto il romanzo che nel 2003 ha vinto il Premio Strega. Una scrittura facile e convenzionale (priva di originalità), storie banali e scontate con personaggi di scarso spessore psicologico, alcuni trasparenti come carta velina. Nonostante tutto sono arrivato con qualche sforzo alla pagina 200. La metà del libro. 405 pagine sono troppe. La copertina afferma trattarsi di un romanzo corale, un ritratto dell’Italia di oggi. Vivo all’estero da vari anni e conosco poco l’Italia di oggi, ma se quello che la copertina sostiene è la verità, preferisco restare all’estero fino alla fine dei miei giorni. Il romanzo potrebbe essere letto in modo differente, una severa critica della società italiana o romana. Ma nessuna indicazione dell’autore sembra suggerire una tale lettura. L’autore al contrario presenta i suoi personaggi, se non come eroi del nostro tempo, almeno come persone comuni più o meno simpatiche, protagonisti di una società alla quale sembra appartenere senza troppe proteste. Manca completamente l’ironia di cui parla la copertina, cosi coma la pietà. L’affresco sociale è triste e lascia un senso di scoraggiamento. Il che potrebbe essere qualcosa di positivo. Ma temo che il successo ottenuto da questo romanzo non sia determinato dal senso di scoraggiamento e di tristezza che può provocare nel lettore. Temo che i lettori vedano nei personaggi del romanzo loro stessi e la loro vita di ogni giorno. E questo mi fa veramente paura. È questa la Roma dove sono nato e ho passato la mia giovinezza? Dove sono finiti i grandi romanzieri italiani del XX secolo? Arimaspo

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    Benedetta

    09/01/2007 22:13:59

    Fedele alla tradizione classica che invoca l’unità di tempo e di luogo, Melania G. Mazzucco ambienta a Roma, in una sola giornata di cui le singole ore sono altrettanti capitoli, un grandioso affresco sulla vita sociale e familiare in borgata e sull’Aventino, tra un carabiniere mostruosamente geloso e un politico fatuo e sperduto. I bambini, come spesso accade nei romanzi della Mazzucco sono i personaggi più teneri e convincenti. Il finale aperto sottrae tensione alla narrazione.

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    Zoe

    08/01/2007 15:02:39

    Molto avvincente, non si riesce a staccarsene. credo che ritragga efficacemente l'Italia di oggi, con le sue damette altezzose (le amiche di Maja) i figli di papà che fanno gli alternativi (Zero) e soprattutto ciò che passa per la testa di certi uomini possessivi e violenti che vogliono avere e controllare tutti (Antonio). Se devo trovargli un difetto, è nel linguaggio non particolarmente originale, piuttosto piatto, che non fa quasi mai "volare".

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    umberto33

    03/12/2006 17:50:08

    con questo romanzo la mazzucco si conferma come la migliore scrittrice italiana.un giorno perfetto è lo spaccato della classe media italiana con tutte le sue contraddizioni.

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