Editore: Marcianum Press
Collana: Dialogoi
Anno edizione: 2014
Pagine: 72 p., Brossura
  • EAN: 9788865122587
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    alida airaghi

    03/10/2014 16:41:50

    Da tempo è invalsa l'abitudine editoriale di pubblicare la trascrizione di conversazioni o conferenze che filosofi, critici, artisti tengono in occasione di manifestazioni culturali o incontri con un pubblico più o meno addetto ai lavori. La cosa in generale non rende un buon servizio né agli eventuali lettori, né all'autore del volume, che ovviamente si esprime in tono colloquiale, spesso ripetendo concetti, e tendendo a banalizzare i contenuti per renderli più accessibili o accattivanti per l'uditorio, senza approfondire i temi in maniera esaustiva. E' il pericolo che corre questo libriccino di Umberto Galimberti, che registra una sua - si immagina piacevole - conversazione tenuta l'11 febbraio 2014 all' Hotel Bauer di Venezia. I temi su cui si intrattiene il filosofo sono rilevanti e dibattuti da molto tempo su tutti i media, e in ogni salotto che si rispetti. Paure giovanili, svalutazione dei valori, crisi della famiglia, assenza di prospettive future, fallimenti educativi e scolastici, eclissi della Chiesa, mercificazione del sesso, abuso di droghe ecc. Galimberti illustra queste problematiche con intelligente arguzia e una certa dose di ironia, ma anche con la superficialità richiesta dall'occasione e dall'attenzione forse poco concentrata di chi lo sta ascoltando, ribadendo analisi piuttosto ovvie, che in genere ci vengono propinate in ogni talk show televisivo o trasmissione radiofonica o servizio giornalistico. Anche le soluzioni che propone sembrano piuttosto scontate (maggior dialogo coi figli, scuole aperte fino a notte, test di personalità per gli insegnanti...). Più interessanti i brevi testi riportati alla fine del volume, tratti da un saggio del 2007 sul nichilismo, in cui Galimberti si misura con Kant, Goethe e Nietzsche per incoraggiare ad "abitare il mondo nella casualità della sua innocenza...dove è l'accadimento stesso...a porgere il suo senso provvisorio e perituro".

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