Giovanni Palatucci un giusto e un martire cristiano

Michele Bianco,Antonio De Simone Palatucci

Anno edizione: 2012
Pagine: 800 p., Brossura
  • EAN: 9788865420676
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    Scilla

    17/09/2012 19:51:19

    Nel cuore dell'occidente abita la tenebra di Auschwitz e dei nefandi luoghi dell'orrore del XX secolo. Il testo percorre i sentieri della vita di Giovanni Palatucci martire della Fede cristiana a Dachau, ma attraversa la filosofia, l'arte, la letteratura, oltre alla storia ovviamente, evidenziando come di fronte al dolore, al vuoto e alla morte, al lato sinistro della creazione, Palatucci seppe opporre valori eterni dell'amore e della fratellanza universale senza distinzione di etnie o di religione, facendo sì che l'incomprensibilità e indiscernibilità del Male più percepiti che compresi, diventassero l'invisibile a cui egli seppe dare figura col verbo cristiano dell'amore che diventa martirio silente e cruento. A onta della riduzione dell'uomo a cosa (io, mondo e umano) Palatucci seppe rispondere col divino "Non vi è amore più grande che dare la vita per i propri amici"che diventa l'antidoto alla cieca vertigine dell'umano. Il suo sangue di Giusto fu vivificante come quello di Cristo, perché il mortale non vive portando in se la propria morte, come afferma Eraclito, ma vive nel presente aprendosi al principio di speranza del Futuro in Dio. È impossibile sintetizzare un corposo volume che spazia a tutto tondo nei vari campi del sapere, interdisciplinarmente raccordati, ma leggendolo ci si accorge che, con libri come questo, davvero le stelle sono più vicine. Magnifica opera che va letta da cima a fondo.

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    sophia

    28/08/2012 09:03:22

    Opera monumentale che descrive l'affascinante figura di Giovanni Palatucci penultimo questore reggente di Fiume che contrastò le leggi razziali e si oppose agli editti tirannici del nazifascismo salvando migliaia di perseguitati. Fu antesignano della svolta ecumenica del concilio vaticano II in ordine al dialogo inter-religioso. Internato a Dachau fu ucciso per la sua opera umanitaria e per la difesa della propria fede. La comunità ebraica lo ha riconosciuto Giusto fra le nazioni e lo stato italiano gli ha conferito la Medaglia d'oro al merito. Il testo racconta il dramma di Palatucci sullo sfondo della shoah e del secolo breve degli orrori evidenziando la sua eccezionale e straordinaria azione umanitaria. In una società liquida e priva di ideali la figura alta ed eroica di Palatucci è luce che brilla tra le tenebre e fiaccola di viva speranza per le future generazioni. La molteplicità degli argomenti affrontati con rigore e competenza dagli autori ruotano sul gigantesco personaggio principale di cui ricostruiscono la cronotassi degli eventi della microstoria personale che si intersecano con la grande macrostoria del XX secolo, che ha visto i lager, le foibe e i campi di sterminio. Interessantissima la seconda parte del volume sull'antisemitismo e sull'odio giudeofobico che sfocia nella soluzione finale. Volume eccellente da leggere tutto d'un fiato.

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