Il Giro d'Italia. Una storia di passione, eroismo e fatica

Colin O'Brien

Traduttore: F. Cosi A. Repossi
Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 9 maggio 2017
Pagine: 229 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788804676584
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Descrizione

«Per unire l'Italia ha fatto più il Giro di quanto sia mai riuscito a fare Garibaldi»

Venerdì 5 maggio 2017, con la tappa Alghero-Olbia, prenderà il via il Giro d'Italia, appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di ciclismo del nostro paese. Ma questa volta a rendere ancora più fervida l'attesa di milioni di persone c'è una ricorrenza speciale: la Corsa rosa taglia il traguardo del secolo. Saranno cento, infatti, le edizioni trascorse da quel lontano 1909 in cui l'audace trovata pubblicitaria di un manipolo di giovani e ambiziosi giornalisti della «Gazzetta dello Sport» si materializzò in un percorso di 2448 chilometri, suddivisi in otto tappe disumane, che laureò il varesino Luigi Ganna primo vincitore della competizione. Colin O'Brien, giornalista irlandese residente da oltre vent'anni in Italia, ricostruisce con magistrali pennellate la storia del Giro attraverso i personaggi che l'hanno reso unico, ricevendone in cambio l'immortalità nella memoria degli sportivi. Dalle gesta eroiche dei pionieri, tra polvere, fango, sudore e tanta improvvisazione, agli anni del dominio incontrastato di Alfredo Binda e a quelli del fascismo, che trovò nel ciclismo, una disciplina che è l'apoteosi della forza e della resistenza fisica, un efficacissimo strumento di propaganda. E poi i dualismi: dal più grande che lo sport nazionale ricordi, che spaccò il popolo italiano nelle due opposte e irriducibili fazioni dei coppiani e bartaliani, a quello del prode Gimondi, che spese la sua carriera, comunque di successo, nel vano tentativo di contrastare il dominio autocratico del «Cannibale» Merckx, al più estremo tra Moser e Saronni, diversi come l'acqua e il fuoco, l'uno espressione della dura realtà contadina, l'altro figlio della ricca borghesia industriale. Fino all'eroe più tragico, il più amato dopo Coppi, capace di far credere nella magia con la teatralità dei suoi attacchi: Pantani, vittima - come sportivo e come uomo - dell'ipocrisia del mondo delle due ruote nel suo periodo più buio. E ai campioni di oggi, Nibali e Aru su tutti, pronti a incrociare le ruote su strade sempre più curate ma che hanno mantenuto intatto il fascino di quelle sterrate d'inizio Novecento. Gli sprint mozzafiato, le salite mitiche, le discese vertiginose, i successi eclatanti e i crolli più drammatici, l'amicizia e l'odio, i retroscena, gli scandali: lo spaccato di un secolo di grande sport e di storia del nostro paese che tiene il lettore incollato alle pagine, lungo il tracciato di un Giro che ha attraversato la vita di cinque generazioni di italiani.

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Indice

Prefazione

Introduzione

I. Nasce il Giro

II. I primi anni

Salita mitica: Roccaraso

III. Alfredo Binda: il grande antipatico

IV. Il diavolo veste pantaloncini di lana

Salita mitica: Croce d'Aune

V. Il fascismo e il giro

VI. Bartali e Coppi, Coppi e Bartali

VII. Magni: il terzo uomo

Salita mitica: Passo dello Stelvio

VIII. Gimondi il gentile e Merckx l'implacabile
Salita mitica: Blockhaus

IX. Lo Sceriffo e il colpo di fucile
Salita mitica: Tre Cime di Lavaredo

X. Arrivano gli americani

XI. L'affaire Sappada

XII. 1988: paura e avversione in Lombardia

XIII. Marco Pantani

Salita mitica: Colle delle Finestre

XIV. Un decennio difficile
Salita mitica: Colle dell'Angelo

XV. Ieri e oggi

Albo d'oro