Giuseppe Verdi. Aida (2 DVD) di Franco Zeffirelli - DVD

Giuseppe Verdi. Aida (2 DVD)

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Anno: 2007
Supporto: DVD
Numero dischi: 2
Salvato in 4 liste dei desideri

€ 30,99

Punti Premium: 32

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    Alberto Zini

    13/12/2007 19:13:37

    Pieno assenso alla valutazione negativa circa il regista televisivo,il quale,però ha dovuto utilizzare con tutta probabilità solamente una recita,dovendo così rinunciare alla prassi del taglia e cuci che di solito viene impiegata onde eliminare gli eventuali difetti montando insieme parti di serate diverse.Tuttavia quelle dissolvenze sono indecenti e messe spesso a sproposito(finale II).Allestimento sfarzosissimo ma banale,privo del minimo barlume di novità,in una riproposta formato Kolossal di allestimenti visti e stravisti,non ultimo la Aida mini di Busseto,con comparse che sbucano ovunque,addirittura nell'intimità dell'ultima scena con effetto quasi comico,con un guazzabuglio figurativo di motivi e temi che vorrebbero essere filologicamente corretti e non sono altro che veri e propri svarioni.Ma questo è Zeffirelli,cui però non posso negare una diabolica capacità di andare fino in fondo nelle sue idee registiche ed estetiche,realizzate,anche qui,seppure con una certa stanchezza,superbamente.Chailly è il migliore in campo con un'ottima direzione,spesso molto personale.Alagna,scomparso dal teatro la seconda recità perchè fischiato(a ragione)dopo la romanza iniziale e protagonista di contestazioni anche alla fine della prima,sembra prossimo al capolinea:sforzato,duro,instabile nella tuenuta della linea,fibrosissimo quando sale,il suo Radames è invero inascoltabile,specie nel finale IV dove i piani richiesti diventano un falsetto smunto e bianchiccio;altrove l'accento impostato ad una eroicità da foro italico,molto stile del Monaco dei poveri,affossa un personaggio vocalmete già gravemente insufficiente.Guelfi sembra un buffo rossiniano di pessima lega,bravissime vocalmente ed espressivamente la Urmana(ottima la scena del nilo)e la Komlosi, routine per gli altri.Non è certo un'Aida da buttare,ma nemmeno da ergere agli altari delle pietre miliari della lirica,banale essendo in sostanza l'ottica che la governa:non basta una superficie scintillante a celarne l'inconsistenza.Era molto migliore l'Aida di Ronconi(85).

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    alberto

    12/10/2007 17:41:28

    la messa in scena di zeffirelli e la direzione di chailly non si discutono: ma vorrei proprio sapere chi è quell'incompetente che ha fatto la ripresa televisiva e che ha rovinato praticamente tutto l'impianto spettacolare previsto!una cosa da far saltare i nervi: dissolvenze incrociate sui vestiti delle comparse che distolgono continuamente l'attenzione dall'azione principale, inquadrature lunghe millenni su particolari insignificanti (e spesso fuori fuoco), il preludio che inizia mentre sullo schermo si vede un'improbabile ricostruzione 3-d della scala, senza neanche mostrare l'entrata del maestro e quindi farci capire qualcosa sul gesto direttoriale: insomma ottima regia teatrale, pessima ripresa televisiva!

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    Andrea

    18/09/2007 15:14:58

    Non ho mai visto qualcosa di più eccellente e meraviglioso, come al solito Zeffirelli si mostra unico nel suo genere. La scenografia e la regia sono a dir poco magnifiche, gli interpreti sono eccezzionali e Chailly è magnifico. Che dire poi del corpo di ballo della Scala con Roberto Bolle? non ci sono parole. Questo è il miglior allestimento di Aida della storia.

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    Foky

    17/09/2007 21:04:06

    Devo ammettere che uno dei motivi per cui mi sono procurato questa messa in scena scaligera dell'Aida verdiana è stato per l'opulenza della regia di Zeffirelli: per un tipo megalomane come me, tutto quell'oro e quella fastosità si configuravano come un'esca fin troppo appetibile... non sono d'accordo pertanto con chi ha accusato Zeffirelli di essere troppo pacchiano: l'Aida è un Grand Operà, e come tale va rappresentato. Che in questa edizione si è dato troppo poco spazio al mondo interiore dei personaggi è vero solo a tratti, almeno nella mia opinione. Devo dire che mi sono trovato più perplesso per quanto riguarda l'aspetto musicale: Alagna come Radamès si rivela un poco scadente, la voce è troppo esile; la vocalità che l'Aida richiede è molto più corpulenta (dico questo pur essendo un grande estimatore di Alagna: nell'Elisir d'Amore è stato fantastico, così come si è trovato bene nel Rigoletto verdiano). Mi sorprende che non ci abbia pensato chi di dovere. La Urmana non è male come Aida, ma il cantante che fa Amonasro non merita molto: a tratti sembra più un basso buffo che un baritono verdiano e non riesce a sostenere il confronto con l'orchestra. La vera star di questa recita (oltre a Roberto Bolle e le altre due ballerine che hanno ricevuto più applausi di Aida e Radamès) è stata Amneris, la Komlosi, una mezzosprano fantastica, con una voce stupenda. L'invettiva contro i sacerdoti del quarto atto è memorabile... In conclusione, come ha detto un critico, un'Aida, anche se non da ricordare tra le più grandi performances della storia dell'opera, comunque da non dimenticare!

Vedi tutte le 4 recensioni cliente
  • Produzione: Decca, 2007
  • Distribuzione: Videodelta
  • Lingua audio: (Dolby Digital 2.0 - stereo); (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Cinese; Francese; Inglese; Spagnolo; Tedesco
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area0
  • Franco Zeffirelli Cover

    "Regista, scenografo e costumista italiano. Studente d’architettura e precoce animatore di teatro a Firenze, tra gli anni ’40 e ’50 è assistente regista di M. Antonioni, V. De Sica, R. Rossellini e L. Visconti (quest’ultimo, tra il 1948 e il 1953, lo vuole anche come scenografo per opere di ?Cechov, Shakespeare e Williams). Celebrato regista di opere liriche (memorabili le sue messinscene di una Traviata con la Callas e di una Lucia di Lammermoor con la Sutherland), autore di una commediola cinematografica interpretata da N. Manfredi (Camping, 1957), si afferma definitivamente in teatro mettendo in scena opere del repertorio classico e contemporaneo. Per il cinema realizza tre patinati adattamenti shakespeariani (La bisbetica domata, 1967, con la coppia Burton-Taylor; Romeo e Giulietta, 1968,... Approfondisci
  • Giuseppe Verdi Cover

    Compositore.La giovinezza e i primi successi. Le origini assai modeste gli resero difficile l'accesso a studi regolari. Iniziò sotto la guida di Pietro Baistrocchi, organista di Roncole, ed esercitandosi su una spinetta acquistatagli dai genitori. Poi Antonio Barezzi, mercante di Busseto e suo futuro suocero, si interessò perché potesse seguire i corsi del locale ginnasio e avesse lezioni da Ferdinando Provesi, organista di Busseto. Intanto, ormai quindicenne, V. aveva cominciato a scrivere musica, profana e sacra, ad uso della locale Società filarmonica e di privati di Busseto; ma il suo desiderio di completare gli studi al di fuori dell'ambiente provinciale urtò contro numerose difficoltà: non ebbe il posto di organista nella chiesa di Soragna, non riuscì a ottenere sovvenzioni finanziarie,... Approfondisci
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