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Dacia Maraini

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2011
Pagine: 222 p. , Rilegato
  • EAN: 9788817055482

Recensioni dei clienti

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    Lorso57

    31/08/2015 19.44.39

    Sofferto diario intimo in cui l'autrice narra con dovizia di particolari la vita e la scomparsa di persone a lei care. Non è facile "mettere in piazza" questi ricordi così personali ma la Maraini lo fa con dolcezza e con la serenità di chi ha elaborato il lutto con equilibrio e accettazione e riesce a riscoprire sensazioni positive nel rivivere i momenti felici che ha trascorso.

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    Diego

    13/05/2015 18.50.19

    Un libro di gran classe. Forse il libro migliore della Maraini... una scrittrice da Nobel per me.

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    Giulia

    30/09/2014 18.14.11

    Ho trovato questo libro in una biblioteca pubblica e subito mi ha incuriosito il fatto di trovare in libro della signora Maraini. Leggendolo mi sono piacuti alcuni passaggi filosifici ma mi sarei aspettata qualcosa di più di un racconto di parte della sua vita.

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    Monica

    22/07/2012 15.40.30

    Giunta a pagina 27, confesso, avrei abbandonato la lettura se si fosse trattato dello scritto di un esordiente. Siccome la Maraini non lo è,ho ripreso l'ambio della lettura falciando ora qualche frase ed ora qualche pagina.Alla fine del lbro ho concluso che l'autrice si sia parlata x poi mettere nero su bianco pensieri, considerazioni e nozioni che non è riuscita a rendere scorrevoli. Mi sono piaciuti i richiami alla mitologia e i termini in greco che mi hanno spiegato l'origine di alcune parole.È un libro che avrei preferito farmi prestare e, invece,per sapere che Dacia sta messa come tutti noi(spera, ma non ha certezza di un'altra forma di vita oltre la morte)ho dovuto spendere 16 euro.Il mio voto è comunque 3 poiché lo stile è rispettoso della sintassi, dell'ortografia e della punteggiatura.Le parolacce,la Maraini, non sa cosa siano ed è cosa da apprezzare.

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    gasalbe

    22/06/2012 18.11.23

    Libro molto intrigante, vero e raccontato da persona colta e dotta . Una storia di vita vissuta , che ti accompagna con eleganza e stile a toccare con mano l' ultimo capitolo della vita.

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    Isa

    29/05/2012 12.05.20

    Un libro struggente e nello stesso tempo consolatorio. Bello!

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    farfallina

    28/05/2012 14.01.19

    Amo molto Dacia Maraini : senz'ombra di dubbio è una delle mie scrittrici preferite , se non la preferita. Questo suo ultimo lavoro però, a tratti , mi ha annoiata. Non riuscivo a concentrarmi bene nella lettura, che ho trovato dispersiva e confusionaria, troppo colta, troppo mitologica, troppo spezzettata, un filo conduttore troppo arzigogolato; ciononostante l'autrice , in alcune pagine, è riuscita a descrivere bene i suoi sentimenti riguardo la Morte, che in Oriente viene definita *la grande festa* mentre in Occidente mantiene uno strascico di dolore e pena difficili da ignorare xchè quasi nessuno qui comprende che la morte non è altro che il proseguimento della vita. Ho trovato struggenti le pagine dedicate alla scomparsa per malattia, del suo compagno Giuseppe

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    alessia

    22/03/2012 19.19.24

    Più che un romanzo un saggio sulla morte, sulla perdita delle persone care, sul dolore per averle perdute..... troppo bello!!!

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    Sandra

    09/03/2012 08.48.33

    "La grande festa" è un romanzo molto bello e intenso dove l'autrice racconta la sua storia di sopravissuta ai ricordi, ai sogni e alle nostalgie delle persone che ha amato (sorelle, padri, compagni di vita ed amici) e del loro definitivo distacco con la vita terrena con la morte che qui viene raccontata con citazioni tratte da altri libri, pensieri e spezzoni di conversazioni personali. Un corollario questo per arrivare ad educare sia a sè che agli altri al nulla eterno, cercando di trovare un senso a quella separazione accettandola per quella che è ma rifiutando la sofferenza e la distruzione del corpo con la malattia per arrivare ad essa. L'insegnamento che se ne trae è quello di continuare a ricordare le persone che abbiamo amato con il dialogo, la scrittura e il ricordo: questa è l'unica restituzione che ci viene consentita.

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    Umberto Mottola

    01/02/2012 20.23.02

    Scrittura limpida, precisa, appassionata. Romanzo autobiografico in cui il tema della morte è affrontato con serenità e delicatezza. Straordinaria la capacità dell'autrice di ricordare i fatti con ricchezza di particolari. Il libro è permeato da una grande umanità e da un grande amore per la vita anche nei momenti più bui e dolorosi. Interessanti e sfiziosi i brevi passi ispirati alla mitologia classica. La narrazione in prima persona è alternata con il dialogo a distanza con l'amica Josepha, che sembra quasi una voce riflessa dell'autrice stessa.

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    Romolo Ricapito

    21/11/2011 22.47.31

    Mi è piaciuto l'ultimo libro di Dacia Maraini, "La Grande Festa". Dietro il titolo gaio, l'autrice propone il tema della scomparsa delle persone care. Ma non si tratta però di un libro davvero triste. Moravia, Pasolini, Maria Callas rivivono nelle prime pagine, per lasciare poi più spazio alla sorella minore di Dacia, una cantante e musicista scomparsa precocemente per un cancro alle ossa. I ricordi coinvolgono anche l'infanzia in Giappone ( all'interno di un campo di prigionia) della protagonista, trascorsa assieme ai suoi cari. Rivive la "tata" orientale che le raccontava favole antiche, così diverse da Pinocchio, un'altra storia della quale Maraini ci dà le sue personali interpretazioni. Le pagine più toccanti, spietate, descrivono la scomparsa prematura del compagno quarantasettenne della Maraini, Giuseppe, attore teatrale costretto ad arrendersi di fronte alla leucemia. La scrittrice analizza la visione cattolica del distacco confrontandola con quella delle filosofie orientali o di altre religioni , per le quali la morte è una "grande festa", celebrata con la partecipazione di tutti i parenti e gli amici, tramite colorite veglie e pranzi o altre cerimonie che rimandano alla preistoria dell'umanità. Sorretta dalla sua cultura, dall'attaccamento ai parenti rimasti (in particolare alla madre quasi centenaria), al ricordo del padre Fosco, intellettuale bellissimo e tombeur de femmes, Dacia Maraini si affida all'amore per i classici e ai racconti mitologici per dirci: diamo un senso alla nostra vita, aprendo la mente al bello, all'arte e alla sapienza.

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    mauro la spisa

    17/11/2011 18.23.20

    " Mi capita spesso di sognare mia sorella che se ne è andata più di dieci anni fa". L'esordio del libro ha già in seno i motivi ricorrenti delle pagg. successive: l'affetto parentale, il sogno, la morte, il tempo. Con la consueta levità l'a. lambisce e scava in profondità i propri vissuti. "Invecchiando il cuore si riempie di morti".Bisoghnerebbe scrivere una storia delle lacrime.Con grazia siamo introdotti nell'inquietante.La forma letteraria del testo spiazza gli schemi narratologici perchè apre le chiuse della memoria da dove fuoriesce il magma della 'passio animae'. Antropologia,culturologia della dipartita ma anche sorprendente 'insight' mistico in chiusura quando l'a. immagina un aldilà reso giardino dagli agili e poetici trapassati dalla 'chiarità gloriosa' di cui s.Tommaso della III parte della Somma Teologica. Nè l'a. avrebbe trovato meno partecipata pietà negli scritti di Caterina da Siena malgrado la tradizione canonicista della chiesa le abbia offerto solo il volto autoritativo e poco misericordioso della divinità. Evidente in ogni caso l'anamnesi archetipale offertaci nel libro.

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