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Arnaldur Indriðason

Traduttore: S. Cosimini
Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 300 p., Brossura
  • EAN: 9788850233953
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Recensioni dei clienti

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    Isa

    04/01/2016 08.04.30

    "La vita era un guazzabuglio di casualita' imprevedibili che governano il destino delle persone come una tempesta che si scatena senza preavviso e causa feriti e morte."

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    silvia

    19/12/2011 09.52.18

    Si legge con piacere ed appassiona sempre Indridason! Un prosa semplice, una trama ben cpstruita, un ritmo lento che si sofferma sui dettagli. L'atmosfera islandese incanta e i personaggi tutti sono umani e così normali. Bravo!

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    franca

    05/06/2011 10.37.29

    Non un capolavoro, ma io leggo sempre volentieri le vicende dell'agente Erlendur. In questo romanzo scopriamo che tutto il mondo è paese e che anche in una nazione piccolissima ed evoluta come l'Islanda (poco più di 300.000 abitanti, praticamente una città media) dove gli omicidi sono rarissimi e dove ci si reca alla Polizia per denunciare di aver trovato la portiera dell'auto rigata da un chiodo, gli stranieri sono mal visti e mal sopportati.

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    fabio

    17/03/2011 23.47.52

    adoro Indridason ma questo "un grande gelo" l'ho trovato davvero noioso

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    elda

    18/12/2010 21.34.11

    È un buon giallo, ben scritto e adeguatamente costruito. La trama è interessante e l'ambientazione verosimile.

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    NADIA3

    01/12/2010 18.04.20

    Una grande noia,forse poteva essere un buon titolo per questo romanzo di una tristezza che entra nelle ossa come il gelo dell'Islanda.La trama è zero:muore un bambino e dopo un nulla di 300 pagine si scopre chi è stato,perciò più che un giallo si può considerare un'analisi sociologica sulla società islandese dedita alle peggiori pulsioni dell'animo umano come droga, alcolismo cronico,pedofilia,solitudine morbosa,rapporti tra simili pari a zero,razzismo,noia assoluta e depressione senza speranza.Non so se l'autore abbia esagerato per motivi suoi ma certo che l'insieme è desolato e desolante,alla fine non si vede l'ora di andare a leggere qualcosa di leggero (tipo Kinsella) per tirarsi un pò su...

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    nini11

    26/09/2010 12.31.22

    D'inverno sono infelici perchè è sempre notte. D'estate vanno in depressione perchè è sempre giorno. Il maltempo imperversa ed è sempre in procinto di peggiorare. I ricordi brutti paralizzano. I ricordi belli sembra non esistano. Le famiglie, anche le più normali, ti fissano mute e tristi. I bambini sono senza parole. Gli adolescenti teppisti. I giovani drogati e alcolizzati. Gli uomini dimezza età pedofili. Le abitazioni odorano di cibo precotto. I condomini sono sporchi, mal tenuti, puzzolenti. Indridison insiste proprio nel voler dare questa idea della sua isola, e io penso che la sua sia diventata una posa, o forse pensa che a dare del suo paese un'immagine meno tetra non vende più. Ma chi l'ha visitata sa che l'Islanda non è tutta così. Detto questo: il libro è leggebile, ma un po' noioso e senz'altro perdibile.

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    Claire@61

    23/07/2010 11.38.12

    Premesso che non ritengo quest'ultimo libro tra i migliori dell'autore, è ovvio che se si paragonano gli altri scrittori nordici a Indridason, nel confronto quest'ultimo esce perdente. Le sue sono storie profonde che che scorrono sul sottofondo del racconto "giallo" e che raccontano di conflitti interiori e di vita. Quanto al fatto del continuo citare il fratello scomparso del protagonista e relative elucubrazioni, provate a leggere alcuni libri di elizabeth george o della cornwell. Per chi ama Indridason è un libro da leggere e da gustare comunque.

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    Hit_Man

    20/06/2010 23.15.02

    Premetto che mi sta annoiando abbastanza, e pur non avendolo ancora terminato, sono d'accordo sull'insistenza parossistica della storia del fratello abbandonato, cosa che giunge nuova a chi non ha letto i precedenti romanzi, mentre a chi lo ha fatto viene qualche rigurgito! Come in molti romanzieri scandinavi, è importante il continuum, i personaggi si evolvono e invecchiano in tempo reale: personalmente lo trovo apprezzabile, ma questo da solo non basta a fare la fortuna di una storia. Libro perdibile.

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    paolo57

    12/05/2010 14.52.59

    Abbastanza noioso, riprende con insistente maniacalità la storia del fratello scomparso in età infantile. La trama del racconto appare a volte coinvolgente, ma il finale è francamente insidipo.

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    Kat70

    03/05/2010 14.41.43

    Carino ma non entusiasmante. Ho apprezzato molto lo stile ed ho trovato coinvolgente la storia ma la conclusione frettolosa e la cupa superficialità che prevale in tutta la seconda parte hanno tolto fascino al romanzo, classificandolo come "il solito libro".

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    dany

    20/03/2010 01.39.53

    Premetto: adoro la letteratura scandinava. Quindi, quando trovo uno scrittore proveniente da qualche gelido fiordo, mi ci accosto sempre con grande entusiasmo. Ma non tutti sono Mankell. Tantomeno lo è Indridason che ha scritto un libro fatto d'aria. Trama: muore un bambino. Poi ci sono 300 pagine in cui non accade assolutamente nulla a parte una serie di interrogatori fatti da un gruppetto di investigatori dai nomi impronunciabili nel corso dei quali tutti rispondono "non so, non ho visto, se c'ero dormivo". Dopodichè lo scrittore ci scodella nelle ultime tre pagine un finale di una tale banalità che verrebbe la voglia di usare il libro per accendere il camino. Una vera delusione. Tra l'altro sarebbe stato carino indicare la fonetica dei nomi dei personaggi dato che comprendono delle lettere sconosciute al nostro alfabeto. Consiglio: regalatelo a chi vi è antipatico.

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    Francesca

    22/02/2010 08.10.55

    All'altezza dei precedenti, umanità, sostanza e riflessione. Con lui scordatevi degli eroi, i personaggi sono umanissimi e con tutte le nostre debolezze, ma io l'ho sempre apprezzato per questo.

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