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Recensioni dei clienti

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    Paolo Cossato

    10/10/2018 15:01:33

    Passare da Hammett a Chandler produce un effetto disorientante. Hammett è un fabbro di frasi plumbee, icastiche e iconoclaste. Sfiora il fumetto, il gesto plateale, la retorica plateale. Tuttavia, miracolosamente, resta tra le rive di un flusso torrentizio di immagini eterodosse, ipnotiche, ma capaci di apparire credibili. Si esce dalla lettura con in mano un pezzo di fantasia in formato cartaceo e un soldatino di piombo di nome Sam Spade. Chandler e Philip Marlowe sono invece umanissimi, e il secondo, udite udite, appartiene più alla fauna vittoriana che a quella dei gangsters di Los Angeles. Le lenzuola strappate dopo l'effetto delle due sorelline Sternwood nel Grande Sonno la dice lunga. Marlowe è un cultore della deontologia professionale, acuto, intuitivo, a volte divinatore, psicologo. In fondo è un'anacoreta del crimine, disposto a tutto pur di conservare il diritto di richiudersi nel guscio del suo ego contemplativo. Il cinema non ci diede questo Marlowe troppo diverso dalle aspettative del pubblico. Non certo con la devastazione del 'Lungo Addio, di Altman. Non con Bogart, forse con Mitchum, più somigliante e credibile nel suo scettico disincanto. Chandler plasma un personaggio esoterico, un Don Chisciotte novecentesco e americano, un antieroe metropolitano che vince nel segno di una melanconia al whisky facile, del quale si disseta come di un antidoto alla noia intermittente di giorni troppo uguali.

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    Prisca

    21/09/2018 20:04:03

    Ho saputo dell'esistenza di Chandler e del suo Marlowe per caso e sono molto grata a un amico per avermi prestato questa prima avventura noir. Premetto che l'unica cosa che non ho apprezzato dell'edizione è proprio la traduzione, ma può essere un errore mio e prometto che provvederò ad accertarmene leggendo prima o poi tutta la saga in lingua originale, così da farmi una migliore idea su certe scelte stilistiche che non ho approvato. In ogni caso, questo non mi ha impedito di innamorarmi perdutamente di Philip Marlowe, investigatore privato di una straordinariamente cupa Hollywood a cavallo tra gli anni '30 e '40. Talmente innamorata da essermi vista anche il film tratto dal libro con Humphrey Bogart e Lauren Bacall, due stelle del cinema gestite da una regia quasi televisiva e da cambiamenti di trama assurdi. Certe cose non le capisco proprio, giuro che non vedrò gli altri film. Philip Marlowe è un detective decisamente fuori dagli schemi classici: rude, al limite dell'insulto, persino con le donne, un lupo solitario a cui non importa nulla di essere piacevole ma che nutre via via una spiccata ossessione per i casi che gli vengono sottoposti. Un'ossessione che lo porta anche a decisioni controproducenti e non spiattella l'intelligenza smaccata tipica degli detective dei romanzi gialli classici. La sua indagine è tortuosa, analitica e a volte imprecisa: forse per questo i romanzi sono più lunghi. Philipe Marlowe ha anche un'insolenza unica, condita da freddure che scaglia a destra e a manca senza nemmeno preoccuparsi di ritrovarsi la pancia piena di piombo. La narrazione in prima persona rende l'esperienza di lettura unica e irresistibile e lo consacra tra i miei romanzi preferiti di sempre. Consiglio vivamente per chi cerca un noir insolito e un detective di cui innamorarsi come pere cotte.

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    Giuseppe1940

    22/05/2018 11:21:52

    La storia è tanto contorta che più di una volta ho perso il filo e sono dovuto tornare indietro per capire ciò che stavo leggendo. Ma il giallo è buono e la tensione è sempre alta. Ho letto dei 'gialli' di Chandler da ragazzo ma non li ricordo così strutturati.

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    Fabio

    12/10/2016 16:06:44

    Un capolavoro,capostipite di un genere che ha saputo produrre anche alta letteratura ,fino ai nostri giorni. Quelli che tentano di resuscitare Marlowe inventandosi improbabili sequel dell'originale fanno solo ridere,basta leggere questo romanzo di Chandler per rendersi conto della differenza di stile,di linguaggio, di intensità della storia,di eleganza letteraria,di profondità dei personaggi. Non una parola di troppo,mai banale,mai superficiale o di maniera,ogni pagina lascia un ricordo indelebile nel lettore. Sembra facile da imitare,per la semplicità dello stile e della storia,ma come per Hemingway, è più importante quello che non si dice e si intuisce solamente di quello che viene esplicitamente raccontato,una luce di sottofondo che è impossibile da riprodurre.

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    Simone

    08/01/2015 10:25:01

    Storia che parte col botto e poi si perde un po' per strada, forse perché eccessivamente contorta e intricata. Il libro merita soprattutto per il protagonista, un Marlowe stropicciato, sciupafemmine e duro, e per le atmosfere noir, queste sì impeccabili e affascinanti. Lo stile di Chandler è più raffinato di quello che una lettura superficiale farebbe supporre.

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    Cristiano Cant

    27/11/2014 09:20:33

    Apro un vecchio Omnibus Mondadori e inauguro la lettura di Chandler, autore mai sfiorato prima. Tre giorni di gioia! Non tanto per la storia in sé, bellissima fra l'altro, quanto per il linguaggio, che mi ha letteralmente conquistato. Un susseguirsi di ironiche tristezze scoraggiate e di improvvise fiammate tipiche del giallo d'azione, ma tutto adagiato su una tale patina di eleganza curata, di creatività e invenzione che superano nell'insieme lo sfondo di una trama ben pensata. Un gioiello di scrittura e intelligenza.

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