Categorie

La grande storia della prima guerra mondiale

Martin Gilbert

Traduttore: C. Lazzari
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 698 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804643517
Disponibile anche in altri formati:

€ 14,36

€ 16,90

Risparmi € 2,54 (15%)

Venduto e spedito da IBS

14 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Livio

    20/09/2017 06.18.48

    Forse il più completo e appassionante testo sulla più grande carneficina europea. Tutti i fronti sono analizzati fin nei minimi dettagli. Per quanto riguarda il fronte italiano, in risposta a tanti patriottici recensori, mi spiace, ma è considerato, e lo è stato, un fronte minore, di poca rilevanza tattica e strategica… E come tale viene considerato dallo storico. Assolutamente da leggere

  • User Icon

    Guido

    22/04/2017 17.09.25

    Ho letto solo il primo volume del libro poichè diviso in 2 parti.Personalmente, la prima critica che faccio è la quasi totale mancanza di nesso tra il titolo del libro e l'argomento narrato. Non si tratta della "grande storia della prima guerra mondiale" ma delle guerre combattute dall'Inghilterra durante il 1914-915. L'inizio del libro parla delle cause che portarono al conflitto in maniera scadente e incompleta cosicché al lettore alle prime armi come me, non viene fornito un "bel quadro di partenza". Spezzo una piccola lancia a favore dello scrittore il quale ha mostrato la Grande Guerra non da un punto di vista totalmente politico ma attraverso le testimonianze dei militari partecipanti. Non vengono narrate quasi mai le vicende sul fronte italo-austriaco ma lo scrittore ha scelto di dare maggior rilevanza alle guerre sul fronte turco, forse per via di un sentimento patriottico verso la sua Inghilterra. Non leggerò il secondo volume

  • User Icon

    Valerio

    21/10/2015 16.19.20

    Pessimo libro di storia ove l'Autore fornisce diversi dati sui diversi fronti dimenticando clamorosamente quello che decise l'esito della guerra,il fronte italiano.

  • User Icon

    Luca Francato

    02/07/2008 09.55.42

    Il libro è scritto piuttosto bene, ma di certo manca un esposizione veramente ampia di ciò che è stata la prima guerra mondiale. Sono arrivato alla fine del libro e mi sono chiesto: e il fronte italiano non è esistito? Sui nostri monti si sono combattute alcune tra le battaglie più sanguinose dell'intero conflitto, sono morti un milione e passa di soldati italiani e dell'impero Asburgico e qui l'autore ne parla per non più di 100 righe?! assurdo, direi offensivo per un italiano o un austriaco che non dimentica ciò che è stato. Non condivido affatto il punto di vista anglocentrico scelto dall'autore. A mio parere sarebbe il caso di cambiare il titolo dell'opera.

  • User Icon

    Marnik

    23/04/2008 21.27.11

    Libro che mostra la guerra non dal punto di vista storico-politico, ma attraverso gli occhi di chi vi era coninvolto in prima persona. Ricostruite molte situazioni attraverso racconti indiretti e lettere inviate dal fronte a chi stava a casa. Molte le testimonianze anche di chi lavorava a stretto contatto con i soldati, come ad esempio le infermiere che prestavano i primi soccorsi. Adatto a chi ha già una conoscenza di base degli eventi bellici e della situazione storico-politica del tempo, in caso contrario sarebbe veramente difficile seguirne lo sviluppo.

  • User Icon

    Ignazio

    23/10/2007 18.15.22

    Inizialmente mi era piaciuto, per il taglio molto "umano", ma alla lunga è proprio quello che si rivela essere il limite maggiore del libro. Ottimo come raccolta di aneddoti, pessimo libro di Storia, con ben poco dal punto di vista politico/diplomatico, e praticamente nulla da quello militare. Non esattamente quel che fa capire i come e i perché degli eventi storici. Lo stesso dicasi della "Seconda Guerra Mondiale" dello stesso autore.

  • User Icon

    Giovanni Idili

    19/03/2006 22.55.05

    Come tutti hanno avuto modo di riconoscere anche Gilbert, da buon inglese, racconta la "sua guerra" trascurando, a volte dimenticando, fronti assai importanti e non meno sanguinosi di quello occidentale. Nonostante tutto il suo libro ha il pregio di raccontare i fatti partendo dagli uomini, da quei soldati che ogni giorno affrontavano la morte coscienti della loro situazione. Ha la capacità di far parlare questi protagonisti dimenticati, ricordando che dietro le cifre, anche se impressionanti, si nascondono persone che hanno idee, sentimenti, paure, emozioni. Uomini che hanno lasciato la propria famiglia per seguire un destino che, come ebbe a dire Papa Benedetto XV, si risolse spesso in una "inutile carneficina".

  • User Icon

    Gaetano

    23/01/2004 13.02.13

    E' molto dettagliato per quel che riguarda la guerra sul fronte occidentale e sui fronti in cui erano impegnati gli inglesi (80 % del libro). Molto meno per le vicende sul fronte orientale, mentre del fronte italiano non parla quasi per niente. Per come è scritto e per i dettagli che racconta avrebbe potuto essere un gran bel libro, se avesse preso in considerazione in misura equa tutte le vicende della guerra

  • User Icon

    Silvano Briciola

    30/05/2003 14.00.32

    Chiaro, godibile, esauriente ma... come sempre c'è la tara genetica: la visione "anglocentrica" della prima guerra mondiale! Peccato da un potenziale 5/5 si scende ad un misero 2/5.

  • User Icon

    Maurizio Virgili

    08/05/2003 13.04.04

    Leggetelo. A dispetto di quanti fanno odiare la storia. Leggetelo perché la Grande Guerra è una tragedia che per vari motivi si è un po' persa nella nostra memoria. Leggetelo non solo perché racconta la Grande Guerra in modo avvincente (si, lo so, qualche pecca ce l'ha, ma è difficile non trovarne nessuna nei libri di storia), ma soprattutto perché la racconta con un occhio di riguardo per gli uomini, per quella "carne da cannone" che ha sofferto ed è morta sui campi, mentre gli stati maggiori ed i primi ministri decidevano le loro sorti accanto ad un caminetto acceso e con un bicchiere di porto in mano.

  • User Icon

    GB

    14/11/2002 20.03.18

    Sì, è inglese e le cose le vede da inglese; però ce le racconta con una chiarezza che è un piacere leggerlo. Non come avviene con i nostri esimi accademici che più che divulgatori sembrano massoni, tanto s'esprimono tortuosamente. «Tra di loro si scrivono e tra di loro si leggono» - diceva Indro Montanelli - «Non per la platea dei lettori, di cui non si curano affatto». Questo libro lo si legge bene, a patto che gli si tolga quel palmo di tara che all'autore discende dall'essere inglese. Ovviamente non possono farlo il giovane o il lettore digiuno di storia, ma io posso. Effettuerò - prendendo ad esempio quel che scrive a pagina 21 - una sinossi di quanto, sulle ragioni di attrito tra la Germania e la Gran Bretagna, ci dice lui e quel che avrei scritto io: Versione di Gilbert: «Gli imperi co-loniali di Francia e Gran Bretagna suscitavano l'invidia e l'indignazione della Germania, che pure annoverava fra i suoi territori imperiali d'oltremare grandi regioni africane e ampie zone dell'Oceano Pacifico, in nessuna delle quali aveva però attuato né insediamenti né forme di sfruttamento commerciale. Più che offrire una possibilità si-gnificativa di sviluppo per le imprese e la prosperità nazionali, le co-lonie costituivano per la Germania un simbolo di potere. Fra Germania e Gran Bretagna c'era anche un altro motivo di frizione, esacerbato dagli ultranazionalisti sull'una e sull'altra sponda del Mare del Nord: il desiderio del Kaiser di rivaleggiare con gli inglesi sul piano della potenza navale, benché per i suoi possedimenti d'oltremare non gli occorresse una marina di quella portata. Nel 1912 la Germania varò una legge - la quarta in dodici anni - che aumentava di 15.000 uomini, tra ufficiali e marinai, la sua forza navale, già consistente. Il ministro della Marina britannico, Sir Winston Churchill, propose che i due paesi si accordassero per una tregua nel riarmo navale, ma la sua offerta fu rifiutata dalla Germania. Quando Churchill sostenne che una flotta potente era una necessità per la Gran Bretagna, ma un

  • User Icon

    Pierpaolo Fallini

    15/01/2001 21.58.52

    L'opera è sicuramente molto ben curata sia sotto il profilo storiografico che su quello strettamente tecnico anche se, come per altri autori anglossassoni (John Keegan),risulta sottovalutata l'entità delle operazioni sul fronte italiano e isontino.

Vedi tutte le 12 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione