I grandi pensatori dell'Islam

Carmela Baffioni

Editore: Edizioni Lavoro
Collana: Islam
Anno edizione: 1996
In commercio dal: 1 gennaio 1996
Pagine: 216 p.
  • EAN: 9788879106849
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recensione di Turroni, G., L'Indice 1996, n.11

A un anno dalla pubblicazione del primo volume della collana "Islam" esce il quarto saggio, che tratta dei principali problemi filosofici affrontati dai pensatori classici arabo-musulmani. La collana, diretta da Pier Giovanni Donini, costituisce un'introduzione alle principali tematiche relative alla storia e alla cultura arabo-musulmana. Con il contributo di specialisti italiani vengono affrontati con semplicità argomenti complessi e oggi di crescente interesse.
Carmela Baffioni delimita il suo campo d'indagine al periodo compreso tra l'VIII e il XIV secolo; la storia del pensiero musulmano è quindi ridotta di circa la metà, se si considerano i tredici secoli che intercorrono tra le origini dell'Islam e i giorni nostri. La scelta dell'autrice è condivibile per due ragioni: da un lato la complessità e la vastità della materia non avrebbe permesso la sua riduzione a un solo volume; dall'altro la lettura dei "classici" del pensiero arabo-musulmano consente una migliore comprensione del periodo successivo.
Il libro dedica particolare attenzione alla trasmissione e alla rielaborazione della filosofia greca, dimostrando l'originalità di un pensiero che, se ricorre a linguaggi e a metodi stranieri, lo fa per risolvere problemi propri, che sono prevalentemente di tipo religioso. Se la filosofia musulmana è influenzata soprattutto dal pensiero greco, non va tuttavia trascurata l'influenza orientale, rintracciabile per esempio nelle varianti all'atomismo democriteo - che i musulmani trassero dalla filosofia indiana - e nel manicheismo di origine persiana - che fa da sfondo, per esempio, alla discussione sul problema dell'unicità divina.
La materia del libro è ordinata per argomenti; partendo dalla questione dell'eredità greca del primo capitolo, affronta i più importanti temi filosofico-teologici: quelli di Dio e della creazione, dell'origine del mondo e del destino dell'uomo. L'autrice sostiene il carattere religioso della filosofia arabo-musulmana, in quanto essa "prende quale suo costante punto di partenza l'idea che la vera conoscenza ha radice in Dio, e di conseguenza, ogni ricerca della verità sfocia in una ricerca di Dio". Secondo l'autrice, dunque, tra filosofia e religione vi è pieno accordo: esse costituiscono per i filosofi due modi paralleli per conseguire la verità, che è unica.
Nell'Islam filosofia e teologia si intrecciano, dando origine a un dibattito che si nutre degli stessi presupposti razionali. Non va infatti dimenticato che, prima dei più noti filosofi dei secoli IX-XII, la filosofia greco-ellenistica era già presente, rielaborata, nelle teorie dei mutaziliti, che costituirono la prima scuola di teologia musulmana (VIII-IX secolo). Sostenitori della piena concordanza tra ragione e rivelazione, i mutaziliti affrontarono tra gli altri il problema delle opere e del destino dell'uomo, che risolsero in favore del libero arbitrio. In ambito politico essi giunsero a sostenere il diritto-dovere della comunità dei credenti di intervenire nel caso in cui un governante si fosse discostato dalla retta via.
La produzione di un pensiero originale a partire dalla rielaborazione della filosofia greca è un tema di attualità per i modernisti arabi contemporanei, che vedono in essa un esempio storico di come affrontare in modo non conflittuale ma dialettico l'inevitabile confronto con la cultura occidentale.