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G. Giulio Cesare

Curatore: F. Solinas
Editore: Mondadori
Formato: Tascabile
Pagine: 351 p.

100 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

  • EAN: 9788804355038

Recensioni dei clienti

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    Marco

    03/07/2016 23.08.28

    Libro "pubblicato" postumo (quasi) certamente contro il volere dell'Autore già morto da tempo, che per "tatto", consapevole delle innumerevoli ferite causate da una sanguinosa guerra civile voleva pacificare anzichè (anche con tale libro) inasprire vecchi rancori mai sopiti...Cesare il più grande di tutti...il Mondo si inchinò ai suoi piedi...ma allora (come oggi!) non si badò all'interesse ed alla grandezza della Patria...

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    silvia

    27/05/2012 15.16.47

    Non capisco il voto infimo assegnato al testo dai precedenti recensori. E' ovvio che il testo di Cesare sia apologetico della propria azione e che sia quindi "propaganda"; ma non credo che sia questo il criterio per valutare un testo antico unico e straordinario, e per giunta scritto benissimo. Al di là dei giudizi di alcuni contemporanei di Cesare, per lo più invidiosi ed incapaci, e di professori universitari di oggi, tanto bravi a giudicare il passato quanto inetti ad agire nel presente, Cesare rimane un politico immenso, ed un immenso scrittore. Non è poco!

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    Piero Giombi

    26/04/2012 14.12.50

    Secondo il mio professore di Storia Romana all'Università di Bologna, il libro è un vero e proprio falso, pura propagana, con menzogne colossali. Per esempio, Cesare accusa Pompeo di aver voluto impadronirsi del tesoro dello Stato, custodito nel tempio di Saturno. Forse ci pensò, ma non lo fece. Cesare, invece, lo fece e in tutto il libro non ne parla. Del resto, è troppo chiedere obiettività a uno che ha scatenato la guerra civile (dovuta non solo a lui, ovviamente). Non sono tra i detrattori della storiografia antica, tutt'altro. Anzi, l'ipercritica non mi piace per nulla. Ma chi leggerà questo libro sappia cosa lo aspetta.

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    sandro landonio

    16/12/2006 18.31.44

    Il “De bello civili”, resoconto della guerra fra seguaci di Cesare e pompeiani, con la sua assenza di dettagli esotici su Germani e Galli, è sicuramente di lettura meno scorrevole del “De bello gallico”. Toccante comunque in più punti della narrazione, quando si ha l’incontro, possibile per il temporaneo interrompersi delle ostilità, fra i soldati di origine italica dei due eserciti di Cesare e Pompeo: si fraternizza e quasi ci si dimentica di doversi forse uccidere l’un altro il giorno dopo.

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