La guerra della fine del mondo

Mario Vargas Llosa

Curatore: A. Morino
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1992
Formato: Tascabile
In commercio dal: 01/01/1997
Pagine: XV-588 p.
  • EAN: 9788806129354
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Recensioni dei clienti

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    Massimo

    23/05/2005 14:06:11

    Dall'adolescenza non riuscivo ad appassionarmi così tanto ad un libro. Monumento della letteratura latinoamericana, riesce a parlare sia al cuore che al cervello. Suggerisco di cercare l'edizione Einaudi del 1989 per l'interessante appendice storico-letteraria.

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    Fabio

    07/07/2004 14:09:15

    Quel che colpisce in questo ottimo romanzo è la scelta dell'autore di raccontare una guerra con stile non grandioso, l'attenzione alle piccole vicende umane, lo spessore di tutti i personaggi, la loro ambiguità e l'ambiguità delle ragioni di stato. Vargas Llosa è pieno di amarezza e di furore, ma la potenza del romanzo sta nella sua generosità di autore.

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    Chiara

    03/05/2004 16:46:31

    Prendendo spunto da una vicenda realmente accaduta, la rivolta di Canudos, Mario Vargas Llosa racconta una Storia e tante piccole storie mi è piaciuto perché: 1- mi aveva incuriosito questa storia e anche se non è fedele fino in fondo ai fatti reali il libro permette di immergersi nella vicenda, nella sua portata, nel suo spirito 2- è un'immenso affresco di personaggi, tutti ritratti, anche se solo a volte in poche pagine, con realismo e intensità. a volte si fatica un po' a ricordarsi le vicende dei vari Joao o dei graduati dell'esercito dai nomi lunghissimi, ma non si fatica mai a capire perché agiscano come agiscono, cosa pensano e cosa li motiva 3- si arriva alla fine e non si capisce se l'autore parteggiasse per i ribelli o per l'esercito. probabilmente non parteggia per nessuno dei due gruppi, riesce a capire e non a comprendere. non assegna l'etichetta di 'giusta' a nessuno dei due lati del conflitto. e mi sembra un messaggio molto attuale

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    Federica

    08/01/2004 11:15:44

    Questo è stato il primo libro di Vargas Llosa che ho letto. Sicuramente si tratta di un romanzo bello e intenso, ma a tratti l'ho trovato decisamente pesantuccio. Una piccola notazione per Maurizio: il romanzo non è ambientato in Perù ma in Brasile...

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    Maurizio

    31/10/2000 11:22:37

    Ritengo questo libro di Vargas Llosa una delle massime espressioni narrative della letteratura latino americana. Una costruzione originalissima per la "forma mentis" di noi europei ma comune ad alcuni altri scrittori del continente Sud Americano (Sforza e Marquez su di tutti). Un libro tra realtà e immaginario, tra "nefandezze" e "martirio" dove un ritmo narrativo incalzante ci trascina nei luoghi più desolati ma più ricchi di spessore del Perù. Tra guerre di poveri contro poveri, di visioni profetiche che si trasformano in rivolte per il possesso di un arida guerra, l'anima di questo continente viene messa a nudo, quasi sino ad una forma di violenza e nella quale proprio attraverso queste lotte di classe e di ruoli, la separazione dal soldato e dal contadino ma forse di più dal soldato al suo ufficiale traspare in modo evidente. Il libro ci porta a schierarci da una delle due parti e ad assistere impotenti alle piccole vittore ed alle grandi sconfitte di tutto un popolo, sempre con la speranza che il seme che può far nascere il riscatto sia sempre pronto a germogliare sotto l'amara terra sudamericana

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